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Mario Draghi, il corpo estraneo e la neutralità armata

Qual è il segreto di Mario Draghi? O meglio su quale arcano regge il suo potere e il suo consenso freddo? Draghi è inteso dagli italiani come il Corpo Estraneo. Questa è la ragione della fiducia verso di lui ma anche della diffidenza nei suoi confronti. Lo vedevo l’altro giorno al vertice dei G7 in Cornovaglia, finalmente nel suo habitat naturale, che si muoveva non come Totò e Peppino a Milano o Conte nei G7; ma come uno di loro, anzi quasi il padrone di casa rispetto ai parvenu, arrivati da poco alla guida delle loro nazioni.

Quando lo vedi e lo senti in tv, quando partecipa a eventi nazionali o quando addirittura va in Parlamento, Draghi appare un corpo estraneo. Nel linguaggio, nelle movenze, nel modo di guardare le cose, nell’aplomb che lo caratterizza, quella finta flemma unita a una intima rocciosità. Anche quando recita le formule di rito, o è costretto a dire mattarellate, cioè ovvietà istituzionali, avverti in lui qualcosa di alieno, di profondamente estraneo, a volte di straniero, nel suo modo d’essere.

E questo è un punto di forza, considerando il disprezzo che gli italiani hanno per il politicume, il suo gergo e le sue scenate; un disprezzo che a volte si fa – come è noto – autodenigrazione nazionale ovvero ribrezzo per tutto ciò che è troppo italiano e cioè disonesto, vile, servile e pagliaccesco. Ma per la stessa ragione Draghi è visto con la diffidenza che si nutre verso chi non sembra condividere la nostra natura, il nostro carattere; e rispetto ai politici non ci è ben chiaro il suo movente, o per dirla in un linguaggio a lui più affine, il suo core business. Degli altri si sa, vogliono piazzare la loro merce politica, vogliono fare i piacioni e conquistare punti nei sondaggi per pesare di più.

Ma di lui, che non ha partiti e marchi da promuovere, di lui che si può vagamente sospettare poi punti al Quirinale o a un nuovo incarico europlanetario, non sono note le mire e non sono comprensibili i passaggi. Agisce nel nome e per conto della Forza Oscure del Complotto mondiale, lavora per l’Europa intesa come Anonima Cricca di Potere, è un rapace uccello della finanza con artigli e vista acuta per puntare da lontano le prede, o che?

Nel dubbio, in fondo non ci dispiace essere governati dal Corpo Estraneo, la versione nuova del Veltro, del Papa straniero, del Katecon. L’elemento carismatico e mitologico di Draghi è già nel suo cognome.

Per capirne meglio la portata, leggiamo Zarathustra di Nietzsche: “Chi è il grande drago, che lo spirito non vuol più chiamare signore e dio? «Tu devi» si chiama il grande drago”. Chi è il drago nella visione di Zarathustra? “Un rettile dalle squame scintillanti come l’oro, e su ogni squama splende a lettere d’oro «tu devi!». Valori millenari rilucono su queste squame e così parla il più possente dei draghi: «tutti i valori delle cose – risplendono su di me».

Ma Nietzsche poi ammonisce “Chi combatte a lungo contro i draghi diventa drago”. Già, ma chi si lascia a lungo guidare dai draghi, cosa diventa? E qui entriamo nella seconda parte del nostro viaggio. I partiti e i loro leader. Come hanno concepito questo Interregno di Draghi, come subiscono il suo dominio, come si preparano a risorgere e riprendere fiato e azione politica? Lo vivono come il tempo della neutralità armata.

Ci soccorre un precedente storico. È l’autunno del 1914, è da poco scoppiata la Prima Guerra Mondiale. L’Italia ne è ancora fuori, e a un certo punto il leader massimalista del socialismo, che dirige l’Avanti!, il compagno Benito Mussolini, se ne esce con una nuova teoria che ribalta la posizione contro la guerra di lorsignori borghesi che sta accendendo l’Europa. È teorizza di passare alla “neutralità attiva ed operante” che sarà poi il preludio per il passaggio all’interventismo e la nascita del fascismo.

In quei giorni, esattamente il 31 ottobre del 1914, sul “Grido del Popolo” arriva a Mussolini il sostegno di un altro compagno socialista, Antonio Gramsci. Che sposa in pieno la “neutralità attiva ed operante”, anticamera dell’interventismo della primavera seguente. Gramsci difende “il concretismo realistico” di Mussolini e spiega: “Non un abbracciamento generale vuole Mussolini, non una fusione di tutti i partiti in un’unanimità nazionale” ma una scelta utile ai socialisti e al proletariato per conquistare poi il potere. In quel momento Gramsci e Mussolini furono sulla stessa barricata, e in quel momento le loro ragioni “di sinistra” incontravano quelle di destra.

Nessuno paragonerà la Guerra mondiale alla pandemia, e tanto meno Letta e Salvini a Gramsci e Mussolini; offenderemmo tutti e quattro per motivi diversi. Ma soprattutto confonderemmo stature diverse, storie differenti.

Letta correrà come un cavallo scosso il Palio di Siena per entrare nel Parlamento in una gara sicura, senza temibili concorrenti. E Salvini si appresta ad allargarsi verso il centro per rafforzare la leadership della sua coalizione. Ma entrambi vivono questa fase draghiana, questo governo del Corpo Estraneo, come il tempo della “Neutralità attiva ed operante” o meglio cooperante.

Poi si dovrà tornare ad essere alternativi e antagonisti. Nel frattempo, tutti tributano il loro deferente ossequio al Corpo Estraneo eccetto l’Imbucato Intruso, il suo predecessore e ora leader dei 5Stelle che patisce il governo Draghi perché si sente espropriato di una cosa sua. Non di capisce in grazia di quale legge divina lui sarebbe il padrone di casa a Palazzo Chigi.

Comunque, le due leggi segrete e vigenti che regolano e sorreggono in questa fase Draghi, il governo e la politica, sono quelle: il Corpo Estraneo e la Neutralità attiva ed operante. Il tempo ci dirà se dovremo benedire e perfino rimpiangere questa fase oppure maledirla e compiangere. Sperando che dopo i Draghi, così come dopo i Gattopardi, secondo Tomasi di Lampedusa, non vengano “gli sciacalletti e le iene”.

MV, La Verità

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