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Masters 1000 Miami, trionfa Hurkacz. Jannik Sinner si spegne in finale, ma il giovane italiano ha le stigmate del campione

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Foto di Rhona Wise / Ansa

Hubert Hurkacz trionfa nelle finale del Masters 1000 di Miami: Jannik Sinner si spegne in finale, ma il percorso nel torneo, a soli 19 anni, è da campione

Il grande tennis non si ferma neanche la domenica di Pasqua, anzi regala una finale del Masters 1000 di Miami davvero interessante fra due giovani talenti che fanno 43 anni in due. Italia che segue con particolare attenzione l’ultimo atto del torneo sul cemento statunitense per la presenza di Jannik Sinner, giovane speranza di San Candido (Bolzano), in possesso di un grande talento ma anche mentalmente solido e caratterialmente umile, caratteristiche lo rendono un potenziale campionissimo. Sinner raggiunge la sua prima finale di un 1000 a 19 anni, il più giovane dai tempi di Nadal nel 2005, senza aver mai perso un ultimo atto del torneo e con un successo (Melbourne) già archiviato nel 2021. Sul suo cammino il bolzanino ha superato ostacoli omportanti come Khachanov, Bublik e Bautista Agut, arrivando in finale da favorito.

Dall’altra parte della rete Hubert Hurkacz, 24enne polacco che l’azzurro ha definito il suo “miglior amico nel circuito“. I due si conoscono bene, si sono allenati spesso insieme ed hanno fatto anche coppia nel doppio. Il polacco, numero 37 al mondo, è arrivato in finale giocando quasi tutti i match del torneo contro pronostico, portandosi a casa gli scalpi importanti di Shapovalov, Raonic, Tsitsipas e Rublev. In finale si è dimostrato più concentrato e freddo, mentre Sinner ha pagato un clamoroso blackout che ne ha condizionato la seconda metà della gara.

Nel primo set il polacco scappa via con un break e si porta subito sullo 0-3, Sinner parte a rilento ma, come ha spesso fatto nel torneo, rimonta piano piano, passo dopo passo, la teoria tanto cara a Rafa Nadal con il quale si è allenato agli Australian Open. L’azzurro recupera in fretta e finisce per superare 6-5 il polacco e giocarsi al servizio il primo set. Una serie drammatica di doppi falli ed errori regala letteralmente il 6-6 a Hurkacz che trionfa 4-7 al tie-break. Sinner accusa il colpo, subisce due break e va sotto 1-4 ad inizio secondo set. Sembra una disfatta annunciata, ma il giovane azzurro riesce a riprendere nuovamente in mano la gara, limitando quantomeno il passivo: Hurkacz resta lucido fino alla fine e chiude sul 4-6. Il polacco chiude un torneo sontuoso e aprirà la settimana da numero 16 al mondo, per Jannik Sinner non è una bocciatura ma una sconfitta scottante, dalla quale imparare e ripartire: le stigmate del campione le ha tutte, da esperienze come queste si forgia il carattere e la mentalità dei grandi della racchetta.


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