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MAZZETTE ANAS

MAZZETTE ANAS

13 mar 2016 12:15

LA DAMA NERA DELLE MAZZETTE – PARTITI E PIZZINI: COSÌ LA ACCROGLIANÒ GOVERNAVA L’ANAS – 19 IN MANETTE: NELLE INTERCETTAZIONI ANCHE MANAGER E POLITICI – DAL PICCOLO IMPRENDITORE AL COSTRUTTORE APPREZZATO: TUTTI CORTEGGIAVANO LA DAMA NERA

Arrestati in 19 tra funzionari e costruttori. C’ è anche un imprenditore del post terremoto in Abruzzo – Avviso di garanzia per il deputato forzista Martinelli. L’ azienda: solo uno dei coinvolti è nostro dipendente… –

ANAS DAMA NERA  
ANAS DAMA NERA 

Federica Angeli per “la Repubblica-Roma”
Riunioni nelle federazioni di partito per non essere intercettati, linguaggi criptici al telefono (medicine e ciliege per indicare le mazzette) e poi i pizzini. L’ordinanza di 176 pagine con cui due giorni fa sono state arrestate altre 19 persone per la maxi corruzione negli uffici dell’Anas il cui dominus era la Dama Nera, ovvero Antonella Accraglianò, racconta molte cose del “sistema mazzette”. Soprattutto dell’estrema cautela usata per paura di essere intercettati.
Nel corso di un incontro — «al solito posto » — la Dama Nera e Sergio Vittadello, uno degli imprenditori arrestati, si scrivono su alcuni fogli i nomi dei politici da contattare per arrivare prima alla soluzione del problema. «Il colloquio proseguiva — raccontano le carte — sul nuovo assetto dirigenziale dell’Anas e sui rispettivi contatti con politici: entrambi redigevano poi appunti manoscritti».
L’imprenditore chiede alla funzionaria: «dove mi può essere utile secondo lei?» ed ecco che la Accraglianò scrive un appunto su un foglio e lo mostra all’imprenditore. «Eh! Questo?» esclama l’uomo e la Dama Nera strappa il foglio su cui aveva scritto. Stavolta è Vittadello che scrive e le consegna un foglietto.

ANAS DAMA NERA  
ANAS DAMA NERA
  

Lei lo legge e risponde: «Lei deve fare questo, ascolti Antonella, che sa che le dico sempre le cose no? Lei deve fare… non deve parlare lei… e poi facciamo chiamare da questo». E via con un altro pizzino che mostra all’imprenditore e poi strappa guardandosi intorno fuori dal bar accanto al suo ufficio in cui riceveva alcuni dei suoi “clienti”. Il giorno prima stessa scena.
«Come documentato dalle riprese audiovisive — scrive il gip Giulia Proto — l’imprenditore tentava di inserire nella tasca destra della propria giacca il foglio di carta strappato in precedenza, su cui aveva fatto annotazioni e che aveva mostrato all’Accraglianò, ma quest’ultima se lo faceva consegnare e lo riponeva nella propria borsa». Stavolta l’appunto non riguardava nomi ma le quote di mazzette spettanti a coloro che avrebbero perorato la causa del manager che aveva bisogno di recuperare denaro dall’Anas e che il suo contenzioso si risolvesse in tempi brevissimi.

ANAS DAMA NERA  
ANAS DAMA NERA 

Quindi, presi gli accordi, la Dama Nera passava all’azione e stavolta e proprio lei a raccontare ai pm come. «Nel maggio di quest’anno (2015, ndr) organizzavamo una cena in cui eravamo presenti io, Ricciardello (imprenditore, ndr) Martinelli (il politico di Forza Italia, ndr) e la Parise (ex capolista di Lista Marchini nel 2013 e poi funzionaria in Anas, ndr).
In quella circostanza Martinelli assicurava a Ricciardiello che si sarebbe impegnato a parlare con l’onorevole Matteoli per favorirlo nell’aggiudicazione della gara in Sicilia. Anche per questa gara Barilà era stato nominato presidente (della commissione appaltatrice, ndr) ma non ha incassato provviste corruttive.
Lui non ha bisogno di soldi ma ha l’ambizione di crescere e fare carriera all’interno dell’azienza, non è uno che va cercando soldi, è proprietario di tre-quattro ristoranti a Roma, bensì contatti per la progressione di carriera. Il primo obiettivo della cena era scegliere un presidente gradito all’impresa e Barilà lo era». Così fu nominato grazie all’intervento dei politici e Ricciardello vinse l’appalto per le strade in Sicilia. In cambio metteva a disposizione della Dama il suo autista per i lunghi viaggi al mare o in montagna della Accraglianò.

ANAS DAMA NERA  
ANAS DAMA NERA

  

2. ANAS, MAZZETTE E APPALTI PILOTATI IL GIUDICE: UN MARCIUME DIFFUSO
Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”
Dal piccolo imprenditore al costruttore apprezzato: tutti corteggiavano la Dama nera. Il secondo capitolo dell’ inchiesta che, a ottobre 2015, aveva fatto finire in carcere la dirigente Anas Antonella Accroglianò, ha portato a 19 nuovi arresti.
Alcuni dei quali effettuati ancora una volta in casa della maggiore stazione appaltante d’ Italia. Come la dirigente Elisabetta Parise scortata in cella dai finanzieri del Gico e dal Nucleo tributario. Parise è accusata di alcuni episodi di corruzione, agevolati, stando agli investigatori, «dalle relazioni da lei vantate con il mondo della politica».

ANTONELLA ACCROGLIANO LA DAMA NERA 
 ANTONELLA ACCROGLIANO LA DAMA NERA
  

In effetti fanno capolino qui e là, nell’ ordinanza di custodia cautelare della gip Giulia Proto, enti e deputati che, agganciati per collocare un presidente di commissione di gara gradito o almeno sensibilizzato, si rivelano in seguito comprensivi. Nel sottolineare il «marciume diffuso all’ interno di uno degli enti pubblici più in vista» la gip invita ad approfondire «l’ intreccio di rapporti con il mondo della politica».
È stata la Accroglianò nei vari interrogatori con i pm Calabretta e Loy a spiegare il ruolo svolto dal deputato di Forza Italia Marco Martinelli destinatario di 10 mila euro di tangenti, quota parte dei 30 mila in tutto versati dall’ imprenditore Giuseppe Ricciardello per ottenere lavori sulla superstrada centrale sicula e relativi svincoli.
Con la Dama l’ imprenditore self made si fa in quattro, mettendole a disposizione l’ autista per gli spostamenti nel traffico romano. Una sorta di equipe che faceva riferimento alla Dama si sarebbe mossa all’ Anas fra il 2013 e il 2015 per agevolare i privati in modi diversi e con metodi spesso illeciti, come si ricava dal verbale di una funzionaria dell’ ufficio legale ascoltata dai magistrati.

ANAS accrogliano ANAS accrogliano
  

In cambio di somme e favori la Accroglianò si sarebbe prodigata sbloccando bonifici per lo stato di avanzamento lavori, facendo sconti sulle penali dovute, pilotando gare e spingendo su apparati istituzionali per far convergere finanziamenti pubblici sulle imprese gradite (anche qui il gruppo Ricciardello era fra i più sponsorizzati).
Stando alle indagini la dirigente si sarebbe fatta carico perfino di allestire una corsia di sorpasso per il costruttore romano Emiliano Cerasi, già fra le ditte che lavorarono alla ricostruzione dell’ Aquila, contro i suoi concorrenti nella realizzazione della dorsale Amatrice-Montereale-L’ Aquila. Siamo ad aprile 2015.

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Alcune conversazioni intercettate «confermavano la determinazione dell’ indagata a condizionare l’ esito della gara estromettendo le prime due classificate, Astaldi e Toto al fine di favorire la Research Consorzio stabile e per il suo tramite le società riferibili a Emiliano Cerasi». La stessa Dama al telefono con un interlocutore spiegava: «In tutto quello che devo fare al mio primo posto ci sono i Cerasi».
La Accroglianò arriva a proporre una rescissione degli impegni con la Toto, bloccata dal presidente Anas Pietro Armani. Proficuo secondo le pm anche il rapporto con l’ architetto Vito Rossi, rappresentante legale della Sammichele che ospita quote del Gruppo Marcegaglia: avrebbe consegnato 200 mila euro in cambio di lavori lungo il tronco Bari-Gravina. Con gli arresti è stato eseguito un sequestro preventivo di 800 mila euro sulle imprese.

tangenti anas tangenti anas 

In tutto ciò Anas (che ha precisato: «Gli arresti coinvolgono solo un dipendente») è oggetto anche di una truffa: la Dama avrebbe utilizzato un interno per scortare la figlia in giro o altre faccende personali.
3. MARCHINI: NELLA NOSTRA LISTA NON C’E’ PARISE
Da il “Corriere della Sera”
La signora Parise fu candidata nel 2013 su indicazione dell’ Udc di Lorenzo Cesa.
Poi è tornata nel suo partito di provenienza che, come è noto, non appoggia la Lista Marchini». Così il candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini prende le distanze dalla funzionaria arrestata ieri.
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