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Migranti, così ritorna il fascismo: irruzione in stile squadrista dei naziskin contro i volontari di Como

Blitz di una quindicina del Veneto Fronte Skinhead durante una assemblea della Rete Como Senza Frontiere. La lettura del proclama: “Basta invasione”. E la forza pacifica degli aggrediti

Un’irruzione in pieno stile squadrista, ma con una pacatezza inquietante. Fermi, in piedi. Il cranio rasato, i bomber scuri. E un volantino. Letto a mo’ di  “proclama” per dire “basta invasione”, stop ai migranti e a chi li accoglie. Il blitz fascista e razzista  – di cui Repubblica mostra il video (diffuso in rete da Baobab Experience) – è andato in scena l’altra sera a Como.

arnaldo zeppieri_67

Como: blitz degli skinhead nella sede pro-migranti, la forza pacifica degli aggrediti

Gli autori sono una quindicina di naziskin del Veneto Fronte Skinhead. In una sala al primo piano del Chiostrino di Santa Eufemia era in corso una riunione di Como Senza Frontiere, una rete che unisce decine di associazioni  a sostegno dei migranti. Il cui flusso, da un paio d’anni, sta interessando Como (passa di qui una delle rotte dei profughi verso la Svizzera).

Sono le 21.15 quando il gruppo di militanti neofascisti irrompe nei locali del Chiostrino. Il “portavoce” legge un volantino delirante in cui si parla di sostituzione del popolo europeo con “altri popoli” e che dà contro a chi offre aiuti e assistenza ai migranti. Lo stupore di chi partecipa alla riunione, e la calma con la quale i presenti decidono di non reagire alla provocazione, è disarmante.

La migliore risposta alla violenza e alla prevaricazione squadrista del gruppo. Ma è evidente che i rappresentanti delle associazioni riunite da Como Senza Frontiere sono anche spaventati.

La scena dura pochi minuti. Dopo la lettura del proclama, il capo del gruppo di Vfs si rivolge così ai padroni di casa: “Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città”. I naziskin a quel punto abbandonano la sala.

Il blitz dei neofascisti veneti – hanno sede a Lonigo, in provincia di Vicenza – segue le iniziative di tre giorni fa, sempre a opera loro e  sempre a Como: sagome di migranti dipinte a terra di fronte alle sedi della Caritas.

Fondato nel 1986 da Piero Puschiavo e Ilo De Deppo, il Veneto Fronte Skinhead è noto nella galassia dell’ultradestra per la sua matrice antisemita e razzista. E’ stato uno dei primi movimenti che hanno importato in Italia la subcultura giovanile del movimento naziskin.

A lungo legati alla tifoseria dell’Hellas Verona, nei primi anni 2000 hanno perso smalto a favore di altri gruppi: alcuni militanti sono migrati in Forza Nuova e in altre formazioni “nere”. Da qualche mese Vfs è tornata in scena con iniziative sul territorio, sempre nel nord Italia. Nuovo nemico da combattere: i migranti.

Dura la condanna dell’Anpi nazionale. “E’ intollerabile – dichiara la presidente Carla Nespolo – che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda

del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un’associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell’Interno”.

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