Mobilità: Italia malissimo in UE. “Con il 50% in meno di metropolitane, usiamo l’auto sempre di più”

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C’era voglia di vita e convivialità, di aria fresca e luce, e spesso i confini regionali erano chiusi. Per questo negli anni della pandemia anche gli italiani hanno conosciuto il piacere di stare all’aria aperta e di muoversi a piedi o in bici, ma finito l’obbligo o la raccomandazione, siamo tutti risaliti sull’auto privata. Ma il vero motivo sta altrove: sul trasporto pubblico locale, sulla sostenibilità e sulle infrastrutture, l’Italia resta lontana dagli standard europei e dunque poche opzioni ci restano per muoverci se non il mezzo più malsano e inquinante in assoluto. Per quanto riguarda le reti ferroviarie urbane, le città italiane possono contare su meno del 40% della dotazione di metropolitane rispetto alla media UE, meno del 50% della dotazione di reti tranviarie e sul 50% di quelle ferroviarie suburbane. Urge una soluzione tempestiva, pe l’ambiente ma anche e forse soprattutto per la salute di un Paese che conta 70mila morte premature ogni anno per smog: la circolazione di un bus vale quella di oltre 20 automobili, dunque meno traffico e meno CO2 nell’aria. Emerge dal 19esimo rapporto sulla mobilità “Audimob – Stili e comportamenti di mobilità degli italiani” a cura di Isfort, l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti, presentato a Roma in collaborazione con il Cnel e col supporto scientifico delle associazioni del tpl Agens e Asstra.

©Photo by Stan on Pexels

I viaggi a piedi, in bici o con un mezzo pubblico sono crollati nel primo semestre del 2022 dal 37,5% al 26,1% del 2020. Di conseguenza a picco la sicurezza stradale: il 2021 ha registrato quasi il 30% in più di incidenti sull’anno precedente, con 2.875 vittime (+20%) e 204.728 feriti (+28,6%). Il quadro che emerge rispetto alle Ztl e alle aree 30 è allo stesso modo anacronistico: 94 Comuni capoluogo su 102, nel 2020, hanno lasciato invariata l’estensione delle Ztl, mentre le Zone 30 sono state estese da 20 capoluoghi su 80. L’idea piace al Nord (90% dei capoluoghi), ma decisamente meno al Centro (64%) e al Sud (35%). Servono poi più politiche locali per contenere la circolazione e la velocità dei veicoli individuali, suggerisce il rapporto. Ancora: esplosi del 2020, gli spostamenti a piedi sono scesi al 22,7% nel 2021: in linea con il boom di abbandoni di cani, adottati durante il lockdown, e ceduti con una crescita vertiginosa (+35% nel 2021 rispetto al periodo pre-Covid, secondo l’Enpa). Nel primo semestre di quest’anno le passeggiate sono arrivate a -19,7%. Al contrario, vola l’auto privata. Con poco meno di 40 milioni di auto circolanti, il tasso di motorizzazione – tra i più alti al mondo – è ulteriormente salito: siamo a 67,2 veicoli ogni 100 abitanti. Di questo parco in circolazione, oltre 11 milioni di veicoli che non superano lo standard emissivo Euro 3. In Italia la città più motorizzata è Catania, con 77,3 auto ogni 100 abitanti; mentre “scende” sotto il 50% solo a Venezia Mestre, Genova e Milano. Guarda caso, il rapporto Isfort sottolinea le lacune del trasporto pubblico locale, che a fine 2022 hanno ridotto i passeggeri del -21% rispetto al 2019. Pochi e vecchi. L’età media dei nostri autobus è di circa tre anni superiore alla media europea. Quanto al trasporto regionale ferroviario, la speranza sta tutta negli oltre 600 treni che dovrebbero essere consegnati entro il 2025, in particolare al Sud. Per tutti i mezzi pubblici, le persone lamentano la scarsa frequenza delle corse e l’inaffidabilità degli orari.

L’articolo Mobilità: Italia malissimo in UE. “Con il 50% in meno di metropolitane, usiamo l’auto sempre di più” proviene da The Map Report.

valipomponi

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