cronaca

Negli Usa c’è un nuovo gruppo di moderatori che vuole combattere le fake news di destra

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Indivisible, organizzazione vicina ai democratici americani, formerà un corpo di volontari per sfidare le narrazioni fasulle dei repubblicani sui social network e tentare di migliorare il discorso pubblico

Campidoglio Usa
(foto: Pixabay)

Abbiamo battuto Trump, ora salviamo la democrazia”, si legge a caratteri cubitali nella homepage di Indivisible, un’organizzazione americana che sostiene il Partito democratico. Potrebbe sembrare a un primo sguardo un classico messaggio motivazionale e da campagna elettorale, ma Indivisible fa sul serio e tenterà di salvare la zoppicante democrazia americana combattendo una delle sue principali e recenti minacce: la disinformazione online. L’organizzazione, infatti, formerà un esercito di volontari che faranno fact-checking cercando di smontare le narrazioni fuorvianti che troveranno in rete.

Anche il nome del nuovo gruppo di moderatori, Truth Brigade, richiama l’immaginario militare. Il corpo di volontari imparerà le migliori pratiche per contrastare la disinformazione online. Essendo politicamente orientati però, oltre a fare fact-checking e a smentire le bufale, risponderanno alle notizie false provenienti da destra con contenuti dell’agenda progressista.

Intervistata da TechCrunch la co-fondatrice e co-direttrice esecutivo di Indivisible Leah Greenberg si è detta ottimista che con questo sforzo i volontari colmeranno un vuoto creato da un comportamento molto irresponsabile da parte delle piattaforme di social media”. Greenberg ha aggiunto che secondo lei però “è frustrante essere in questa posizione di cercare di combattere qualcosa che le piattaforme hanno la responsabilità di affrontare”. Il progetto Truth Brigade di Indivisible ha preso ispirazione da un programma pilota che dal Colorado è cresciuto fino a raggiungere 2.500 volontari in 45 stati.

Il team di Indivisible sarà addestrato a proporre online narrazioni progressiste in un “sandwich della verità attento a non amplificare la disinformazione contro cui dovrebbe lottare. I volontari agiranno con messaggi personalizzati che promuovono la legislazione di Joe Biden e smentiscono le false affermazioni all’interno delle loro bolle su Facebook e Twitter. ”Non è sufficiente limitarsi a verificare i fatti e non è sufficiente limitarsi a rispondere, perché fondamentalmente operiamo da una posizione difensiva”, ha spiegato ancora Greenberg.

Per Indivisible, il progetto è un esperimento a lungo termine che mira a ridurre il rumore di fondo che sui social circonda ogni messaggio politico. In ogni caso, considerando la portata della disinformazione che rimane in rete anche dopo la grande pulizia dei social media seguita all’assalto al Campidiglio del 6 gennaio, il progetto avrà sicuramente il suo bel da fare e la brigata dovrà stare a lungo in trincea.

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