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Obiettivo Net Zero 2050: chi nasce oggi dovrà inquinare 15 volte meno di suo nonno

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Sappiamo che la crescita della popolazione mondiale, inarrestabile, è tra le principali cause di inquinamento e riscaldamento globale, e come abbiamo ricordato più volte, “fare un figlio in meno” è in assoluto l’azione più incisiva che possiamo intraprendere a sostegno dell’ambiente che ci circonda (sebbene la maggioranza lo ignori). Ma per fortuna, a poco a poco, l’impatto degli esseri diminuisce o, meglio, deve diminuire. Se una persona nata negli anni ’50 ha emesso 350 tonnellate di CO2 nel corso della sua vita, i nati negli anni ’20 di questo secolo ne dovranno – o potranno – produrre solo 34 per raggiungere l’obiettivo zero netto entro il 2050, secondo un’analisi dell’International Energy Agency (Iea). Una differenza enorme, una vera sfida per le nuove generazioni: i nati quest’anno dovranno produrre ben 10 volte meno emissioni di CO2 rispetto ai loro nonni, nell’arco della loro vita. In due generazioni, il taglio da raggiugere nell’ottica Net Zero 2050 è drastico, e lo è soprattutto nei Paesi – come il nostro – che storicamente hanno avuto e mantengono alte emissioni pro capite. In altre parole, se mediamente un bambino dovrà tagliare di 10 volte le sue emissioni, un europeo o un americano dovrà tagliarle di 15 volte. Al contrario, un bimbo cinese dovrà dividere per 4 e un indiano di 3 e mezzo.

Emissioni medie globali di CO2 pro capite nel corso della vita per decennio di nascita dal 1950 a oggi

Purtroppo non ci sono scorciatoie: lo studio ha infatti tenuto conto, anche a livello globale, di tutte le condizioni possibili che potranno facilitare l’obiettivo di un azzeramento netto delle emissioni al 2050, incluse svolte nella tecnologia e negli stili di vita. “Le principali pietre miliari sono quadruplicare l’ammontare di capacità del fotovoltaico e dell’eolico aggiunta ogni anno entro il 2030, migliorare l’intensità di energia dell’economia mondiale del 4% ogni anno in questo decennio e elettrificare ampie fasce dell’economia come la auto, il riscaldamento degli edifici e i motori industriali”, ha commentato il team che ha stilato il rapporto, tra cui l’italiana Laura Cozzi, chief energy modeller. Oltre a questo, “quasi metà della riduzione delle emissioni al 2050 dipende da tecnologie che sono ancora nelle prime fasi di ricerca e sviluppo oggi”: quindi difficile fare previsioni più di tanto accurate. Quel che è certo è che l’eredità lasciata ai bambini di oggi è una sfida (quasi) impossibile, ma necessaria. La stessa analisi infatti sottolinea come i giovani di oggi siano più esposti ai danni climatici dei loro genitori, motivando molti di loro ad affrontare la sfida. “Gli adolescenti si stanno impegnando con la scienza e la politica del clima in modo più attivo rispetto alle generazioni precedenti (…). Sono le generazioni più giovani a guidare l’ambizione di ridurre le emissioni. I giovani di oggi e le generazioni future possono apportare cambiamenti comportamentali individuali, come scegliere modi di trasporto a basse emissioni di carbonio, utilizzare meno aria condizionata o riscaldamento degli ambienti, evitare i voli e riciclare e riutilizzare i beni”. Dal canto nostro, però, è necessaria una radicale decarbonizzazione sistemica, non solo per consentire alle generazioni più giovani una maggiore flessibilità nelle scelte di vita, ma anche per salvaguardare il futuro delle generazioni più giovani. Ciò rende imperativo che i leader di oggi mettano in moto le politiche e gli investimenti necessari in questo momento”.

L’articolo Obiettivo Net Zero 2050: chi nasce oggi dovrà inquinare 15 volte meno di suo nonno proviene da The Map Report.

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