Ottocento metri quadrati ricoperti di specchi calpestabili: è “Passi”, la nuova temporanea pavimentazione per la Sala Ipostila del federiciano Castello Maniace a Siracusa, in cui si riflettono le suggestive immagini delle volte a crociera e delle colonne del maniero normanno che si affaccia sul Mediterraneo. “Passi”, coinvolgente installazione itinerante realizzata da Alfredo Pirri (1957), trasfigura le sembianze di un monumento millenario grazie alla forza concettuale e al potere visionario dell’arte contemporanea. Si tratta della più grande edizione dell’opera fin qui realizzata in uno spazio chiuso, seconda solo a quella a cielo aperto concepita nel 2007 per il Foro di Cesare a Roma. Per questa premiere siciliana, nell’affascinante corrispondenza tra lo specchio del mare che circonda il castello e il piano specchiante all’interno della Sala Ipostila, l’installazione trova un modo per ridisegnare l’ambiente, realizzando una perfetta sintesi tra architettura e natura, tra storia e arte contemporanea.

Alfredo Pirri, PASSI, Castello Maniace 2021, Project Room, dettaglio maquette still video Pietro Leone, Courtesy Regione Siciliana/ADITUS

«Macchina scenica luminosa e insieme macchina da guerra» afferma la curatrice Helga Marsala, «il Castello unisce la potenza dell’arte e del paesaggio con quell’epica del potere e della morte che ne scandì il passato di dimora reale e di fortezza militare». Camminando in sicurezza sulla superficie riflettente, il pubblico diventa protagonista di una performance collettiva. Sui frantumi del pavimento galleggiano i reperti conservati nel Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa, testimonianze simboliche provenienti dagli abissi che dialogano con le sfere colorate realizzate dall’artista. «Sono pezzi straordinari. Alcuni incredibilmente assimilabili all’opera, poiché si tratta proprio di raddoppi, di forme gemellari. In tutta la loro geometria è descritto un ordine di natura speculare, che raddoppia sempre la forma naturale, riproponendola a 360 gradi», spiega Alfredo Pirri. «Questa serie di piccoli reperti ci aiuta ancor di più a comprendere che viviamo in un mondo di particelle scomposte. E che guardiamo al tempo come gli gnomi guardano ai giganti». In una seconda sala, intitolata all’aspetto grafico e progettuale del lavoro (Project Room), sono invece esposti i frammenti di capitelli ritrovati in loco, memorie storico-architettoniche accostate a due nuovi disegni e una maquette di specchi dedicati al Maniace, tutte opere realizzate dall’artista calabrese insieme a una serie di acquerelli. “Passi” sarà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2021.