Oporto chiama Fusignano

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“Occ, pazenzia e bus de cul”. Vincere con la strategia del ‘nemico’. Nella notte di Oporto, Simone Inzaghi porta l’Inter nei quarti di Champions League dopo 12 anni, al termine di una partita fatta di attenzione tattica, equilibrio e forza mentale e condita da una discreta dose di fortuna (meritata) nel tempestoso finale.

Proprio quelle prerogative che Arrigo Sacchi – che a Inzaghi non risparmia critiche – invocava quando alla guida del suo Milan padrone del mondo ricordava (scherzando, ma non troppo) il passato romantico sulla panchina del Fusignano a metà degli anni Settanta. La frase di Sacchi, in dialetto romagnolo che moltiplica l’energia espositiva, venne citata in tutti i contesti. Un efficace tormentone come ormai è diventato il “non ci hanno visto arrivare” di Elly Schlein.

Domani sono in programma i sorteggi di Champions. Se invece del derby di Milano (che tutti temono e tutti desiderano) dall’urna saltassero fuori le squadre galattiche, basterà citare le tre parole con le quali Nereo Rocco, altro grande allenatore del Milan, rispose a un giornalista che prima di una partita gli disse: “Speriamo che vinca il migliore”. “Speriamo di no”.

Vittorio Rienzo

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