Faremmo male a sottovalutare la storia della sindaca di Crema finita sotto indagine dopo che un bimbo si è schiacciato le dita nella porta dell’asilo comunale. Potrebbe essere il granello di sabbia che fa saltare il sistema?

E se fosse il piccolo granello di sabbia che fa saltare il sistema? O, per essere più drammatici, lo sparo di Sarajevo che nel ’14 incendiò l’Europa? Insomma, faremmo male a sottovalutare la storia della sindaca di Crema finita sotto indagine dopo che un bimbo si è schiacciato le dita nella porta dell’asilo comunale. E faremmo ancora peggio a minimizzare gli sbotti d’ira e di insofferenza arrivati dai sindaci di mezza Italia i quali, appresa la notizia, hanno fatto sapere in coro che questa criminalizzazione quotidiana è diventata insopportabile e intollerabile.

E ora mettiamo in fila un po’ di eventi che possono apparire slegati, assembliamoli come fossero le tessere di un puzzle che sembra comporsi giorno dopo giorno sotto i nostri occhi. Iniziamo con la crisi di credibilità della magistratura esplosa col caso Palamara e divampata col caso Storari-Davigo-Amara; poi mettiamoci le scuse pubbliche di Luigi Di Maio che ha chiesto perdono per il linciaggio mediatico contro l’ex sindaco Ugetti (fatto politico rilevantissimo per il leader di fatto del partito cresciuto a forca e manette). Passiamo poi alla diciannovesima assoluzione su diciannove processi subiti dall’ex sindaco di Napoli Bassolino e mettiamoci anche lo scandalo delle intercettazioni trapanesi ai danni di giornalisti e avvocati.

E infine arriviamo a oggi: alla rivolta dei sindaci contro una procura che indaga una loro collega per due dita peste. Insomma, la sensazione è che qualcosa si stia muovendo e che questi piccoli eventi siano scosse di avvertimento, segnali di un sistema che sta per saltare. E chissà che quell’avviso di garanzia alla sindaca non diventi il simbolo della fine di un’era: l’era del dominio della magistratura iniziato con le monetine dell’hotel Raphael contro Bettino Craxi e finito ignominiosamente col dito schiacciato di un povero bambino di Crema. E non ci stupiremmo poi tanto se quello che Borrelli definiva il “secolo del potere della magistratura” finisse in questo modo: lo spirito della storia prende forme e strade imprevedibili. O forse qualcosa era prevedibile ma qualcuno lo ha ignorato.

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