“Sono venute meno le condizioni minime del normale funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura nella sua attuale composizione. Riteniamo, dunque, che lo scioglimento di questo Csm sia la via obbligata per il ripristino della normale funzionalità dell’organo”

Lo scioglimento del Csm “per ridare credibilità alla giustizia” è stato chiesto a gran voce dai componenti del gruppo Articolo 1010 del comitato direttivo dell’Anm, intervenuto sulla vicenda Amara. “Come altri che l’hanno preceduto, anche il Comunicato della Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm su quanto accaduto in relazione alle dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara, interrogato dalla Procura di Milano, ci sembra sbagliato nel metodo e nel merito”, dicono i componenti del Comitato direttivo centrale dell’Anm eletti nella lista ArticoloCentouno, Maria Angioni, Giuliano Castiglia, Ida Moretti e Andrea Real. “Nel metodo, perché la gravità della vicenda e della situazione complessiva avrebbe richiesto l’urgente convocazione del Comitato Direttivo Centrale. Soltanto all’esito del confronto tra tutti i componenti del Cdc e secondo la sintesi frutto di tale confronto, l’Anm avrebbe dovuto pronunciarsi”. “Era quello che avevamo tempestivamente richiesto. La Gec, mero organo esecutivo dell’Anm, ha invece deciso di fare diversamente, adottando un comunicato inconsistente e che non centra il problema”. “Nel merito, infatti, non è certamente l’indebita diffusione a mezzo stampa di verbali segreti di atti giudiziari, per quanto fatto gravissimo, a imporre la considerazione e l’intervento dell’Anm – dicono -Invero, a chiamare in causa l’Anm è l’incidenza di quanto sta accadendo sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura”. “Da due anni le istituzioni giudiziarie scontano un gravissimo deficit di credibilità- denuncia Articolo101 -Causa principale di tale insostenibile condizione è l’emersione del pervasivo condizionamento del correntismo nel sistema dell’autogoverno e, in particolare, nelle determinazioni del Consiglio Superiore della Magistratura”. “In ragione di ciò, sin dall’inizio del mandato in Cdc nell’ottobre 2020, abbiamo evidenziato la necessità di un rinnovamento generale nella composizione del Consiglio Superiore della Magistratura – concludono -Per quanto potesse essere difficile immaginarlo, gli ultimi avvenimenti, evidenziando un ambiente da tempo inquinato dall’acquisizione privata di atti giudiziari segreti relativi a fosche vicende e dalla circolazione irrituale e de-formalizzata di notizie relative a tali vicende, aggravano ulteriormente la situazione. È così ancor più evidente che sono venute meno le condizioni minime del normale funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura nella sua attuale composizione. Riteniamo, dunque, che lo scioglimento di questo Csm sia la via obbligata per il ripristino della normale funzionalità dell’organo e, al contempo, la condizione indispensabile per ridare un minimo di credibilità e autorevolezza al complesso delle istituzioni giudiziarie”.

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