Redazione

Ospite a Radio Italia Anni 60 Fiorella Mannoia

E’ stato un piacere avere ospite con noi in radio Fiorella Mannoia e ripercorrere insieme a lei l’intero percorso da cui è nato il suo ultimo album “Padroni di niente”, che potremmo definire un vero e proprio inno al valore della vita. L’intero disco, infatti, ha visto la luce durante il primo lockdown, periodo in cui, all’improvviso, è venuta meno ogni certezza e la paura ci ha uniti nell’affrontare tutto ciò che di surreale stava accadendo attorno a noi, rendendoci – forse per la prima volta – tutti uguali di fronte alle nostre fragilità.

Siamo partiti dall’ascolto del brano “Chissa da dove arriva una canzone”, il cui testo è firmato da Ultimo.

Fiorella ci ha raccontato di essere rimasta molto colpita da questo giovane ragazzo introverso, timido, umile e molto sensibile, dal cuore grande. E con una qualità rara ai giorni nostri, in particolare nelle nuove generazioni: la curiosità. Quella voglia di sapere, di conoscere, di apprendere da chi ha più esperienza. Perché se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo dove andiamo. Il suo successo conferma che la forma canzone non è morta e, soprattutto, non ha età.

Proseguiamo il nostro percorso con l’ascolto di “Padroni di niente”, brano scritto da Amara, che ha lo stesso titolo dell’album. Ne restiamo immediatamente e completamente catturati per tutta l’intensità che porta con sé, resa in maniera evidente già dalla copertina. Quest’ultima, ispirata al celebre dipinto “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, racchiude un’intera contraddizione: il bello e il brutto, tutto ciò che l’uomo ha saputo costruire e al contempo distruggere. Il ritratto di un mondo in cui siamo, appunto, i “padroni di niente”. Siamo davvero consapevoli che la vita ha un valore immenso? Certe volte no, bisognerebbe pensare che la vita è sacra, ma a volte purtroppo ce ne dimentichiamo.

Fossati, De Gregori, Ruggeri sono solo alcuni dei tanti nomi tra gli autori italiani che hanno scritto per Fiorella Mannoia. In questo album, riprendendo la formula della “canzone sospesa”, Fiorella decide di dar voce ad una giovane artista emergente, Olivia XX, duettando con lei in “Solo una figlia”. Un brano intenso, profondo, toccante, in cui si racconta l’abuso sui minori. Una canzone in cui non è possibile lasciare uno spiraglio di speranza perché la vita non sempre finisce bene.

 

 

 

 

 

 

 

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