attualità Redazione

Paolo Crapanzano: Il più famoso è il palazzo di corso Italia che Gio Ponti, in squadra con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli, progettò nella Milano

Il più famoso è il palazzo di corso Italia che Gio Ponti, in squadra con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli, progettò nella Milano del Dopoguerra – era il 1958 – per l’allora Ras. Uffici d’autore, al centro di un progetto di ristrutturazione di Allianz, su cui però adesso è calata la parziale tutela della Sovrintendenza. Ma nella città che cambia e ricostruisce se stessa, che muta funzioni e forme e rinasce dalle sue ceneri, i Beni culturali stanno valutando altre operazioni. E altri vincoli: da un edificio storico di fine Ottocento in via Lamarmora abbandonato da tempo che dovrebbe trasformarsi in un immobile di dieci piani, alla demolizione e ricostruzione di un altro palazzo firmato da Antonio Cassi Ramelli (l’architetto del Lirico) in via delle Orsole, vicino alla chiesa di Santa Maria della Porta. “Tutti interventi in prossimità di ambiti tutelati e di monumenti, dove le condizioni dell’ambiente, le vedute, lo stesso contesto devono essere preservati con lo strumento della tutela indiretta”, li definisce la soprintendente Antonella Ranaldi. Che apre, però, un “dibattito culturale” più ampio sul “futuro della Milano storica rispetto a mutazioni che pongono interrogativi”.

Eccoli, i tre casi che rilanciano la discussione sulla città dei vincoli. Che da soli, però, insiste Ranaldi, non “bastano” e che rischiano di creare scontri. Il fenomeno è quello delle sostituzioni. “Milano – dice la soprintendente – è una città moderna, ma finora ha concentrato gli interventi contemporanei in determinate zone. Se questi vengono trasferiti nel tessuto storico e come queste operazioni vengono fatte è un tema che richiede una riflessione culturale e una sensibilità diffusa”. Anche e soprattutto quando in gioco ci sono tutti quegli edifici “nati con la ricostruzione del Dopoguerra che, pur essendo moderni, hanno fatto del rispetto delle condizioni dell’ambiente, della scelta dei materiali e delle decisioni compositive un punto di forza, con autori come Ponti, BBPR, Portaluppi e Caccia Dominioni che sono i maestri della scuola milanese”.

Leave a Reply

%d bloggers like this: