Francesco Greco, consigliere del Cnf e coordinatore della Commissione compensi e concorrenza, commenta gli ultimi interventi. Ora la decisione finale spettano al ministero

«Un lavoro impegnativo e complesso per dare dignità all’intera avvocatura». Francesco Greco, consigliere del Cnf e coordinatore della Commissione compensi e concorrenza, commenta così gli interventi sui parametri forensi messi a punto di recente. Su questo tema sono in molti a ritenere che si giocherà la partita più impegnativa alla luce delle riforme sulla giustizia all’orizzonte. Il Consiglio nazionale forense ha fatto la sua parte fino in fondo.

«La legge 247 del 2012 – dice al Dubbio l’avvocato Greco – indica tra i compiti del Cnf la proposta di aggiornamento biennale dei parametri da inviare al ministero della Giustizia. È una chiara prerogativa che ci responsabilizza e siamo stati per tale motivo molto attivi. Si tratta di un tema che riguarda la vita quotidiana di tutti gli avvocati. Noi ce ne occupiamo con grande attenzione». La Commissione compensi e concorrenza dalla fine dello scorso anno si sta occupando dei parametri professionali in collaborazione con l’Osservatorio permanente sulla giurisdizione. Un gioco di squadra che non poteva mancare. «Con il collega Bertollini – prosegue Francesco Greco – abbiamo integrato la composizione della commissione competente, allargando il gruppo di lavoro ad altri esperti in materia. Il tutto per avere un quadro il più ampio possibile. La prima questione affrontata ha riguardato l’aumento del costo della vita per affrontare l’aggiornamento dei parametri. Abbiamo comparato quelli esistenti in relazione alle attività svolte dagli avvocati per adeguarli e prevedere ulteriori voci in base alle attività che vengono svolte. Mentre per i parametri già regolati siamo intervenuti sul margine di discrezione del giudice».

Il lavoro del Cnf è stato a trecentosessanta gradi. «Nel civile – afferma Greco – è rimessa al giudice la possibilità di ridurre il parametro fino al 70 per cento del suo valore di base. Siamo intervenuti riducendo questa possibilità ed evitare interventi troppo drastici a discapito degli avvocati. Gli interventi hanno riguardato anche la mediazione e la negoziazione».Una nuova luce all’orizzonte? «Speriamo di sì», afferma Greco, il quale sottolinea il ruolo centrale che avrà Via Arenula a questo punto. «I parametri – evidenzia – vengono fatti con decreto del ministro della Giustizia su nostra proposta. Vi è un’attività di coordinamento tra il Cnf e l’Ufficio legislativo del ministero. Questo significa che il Consiglio nazionale forense non può fare proposte senza che vengano illustrate preventivamente al ministero. La ministra Cartabia ha dedicato tanto tempo alla riforma della giustizia ed il tema dell’adeguamento dei parametri si innesta, credo, alla perfezione». Mettere mano ai parametri non è stato però un lavoro semplice. L’aggiornamento ha dovuto tenere conto di varie componenti.

«È utile ricordare – spiega Greco – che i parametri servono ai giudici per liquidare i compensi per l’attività giudiziale. Non si può non tener conto anche di quelle che sono le prospettive sull’andamento dell’economia. Ci sono tante voci da considerare e mettere insieme. Il nostro Ufficio studi ha sensibilizzato e dialogato con l’Ufficio legislativo del ministero per l’esame preliminare dei parametri. È stato avviato un percorso per arrivare al migliore risultato. Nel civile siamo stati impegnati nel rivalutare la forbice che consente al magistrato di diminuire in percentuale l’importo del parametro». Una vittoria che Greco tiene ad intestare al Cnf riguarda la tariffa oraria: «Abbiamo proposto per la prima volta di prendere in considerazione la tariffa oraria, contemplata dalla Legge 247 – la legge sull’ordinamento forense, ndr -, che fino ad oggi era stata sempre relegata ai margini. In altri sistemi giuridici europei e in quello anglosassone è considerata la regola. È una novità assoluta per il panorama forense italiano».

Altri interventi hanno riguardato le procedure concorsuali, «che hanno zone d’ombra senza prevedere compensi per il legale». Si pensi alla domanda di ammissione al passivo, priva di compenso espresso; alla sentenza dichiarativa di fallimento, al reclamo davanti alla Corte d’appello. «Per queste fasi – sottolinea Greco – abbiamo previsto un compenso specifico, prima non contemplato. Nell’amministrativo siamo intervenuti prevedendo un compenso specifico per la parte della sospensiva o per il ricorso incidentale». Altri ambiti sono stati toccati, come ci dice sempre il componente del Cnf: «Siamo intervenuti sui parametri penali, prevedendo nuove voci in materia di indagini difensive, prima non disciplinate. Abbiamo previsto una voce tabellare per il giudizio per direttissima, prima senza specificazione dettagliata. Siamo intervenuti sulle voci della negoziazione e mediazione, aumentando del trenta percento il compenso per l’avvocato. Strumenti con chiare finalità deflattive del contenzioso. Confidiamo a tal riguardo nell’attenzione e nella collaborazione del ministero della Giustizia. Insomma, non mancano le novità. Le ritengo fondamentali per dare sempre maggiore dignità all’avvocatura».

Un’ultima riflessione Greco la dedica ai colleghi che hanno animato il dibattito proprio sui parametri. «Voglio rassicurare – conclude – le associazioni forensi, che si sono espresse negli ultimi tempi. Il Cnf sta lavorando con dedizione e competenza. È vigile e non si sta risparmiando. Abbiamo persino delineato economicamente le voci sulle quali intervenire. Ci auguriamo che nel giro di qualche mese tutto possa essere completato e definito. Ora la palla è passata al ministero della Giustizia per l’approvazione del decreto».

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