cronaca

Per 3 anni una rete internazionale di criminali ha usato un’app creata apposta per incastrarli

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Progettata dall’Fbi, l’app è stata presentata come un canale di sicuro di comunicazione. In realtà è servita per intercettare messaggi e sventare operazioni criminali

A picture taken 19 October 2007 in Lyon,
Sede dell’Interpol a Lione. (Foto: Fred Dufour/Getty Images)

L’Interpol – l’organizzazione internazionale delle forze di polizia, con sede a Lione – è riuscita a smantellare una rete criminale globale, grazie all’uso di un’app crittografata progettata dall’Fbi, sulla quale i criminali hanno scambiato informazioni per tre anni ignari di tutto. Lo hanno annunciato le autorità di Australia e Nuova Zelanda, al termine dell’operazione anticrimine Ironside, definita come la “più sofisticata del mondo” e che ha coinvolto le forze dell’ordine di decine di paesi.

Le bande di criminali sono state indotte a usare un’applicazione di comunicazione criptata chiamata Anom, che credevano fosse al sicuro dal monitoraggio delle forze dell’ordine. In realtà era gestita dall’Fbi e le autorità sono state in grado di leggere tutte le loro comunicazioni, arrivando a intercettare fino a 25 milioni di messaggi in tempo reale. Secondo quanto riportato dall’Associated press, Ironside ha portato all’arresto di 224 persone in Australia e 35 in Nuova Zelanda, tra cui molte collegate ai cartelli sudamericani, alle triadi asiatiche e alle mafie europee. Inoltre ha consentito di sequestrare diversi milioni di dollari in contanti e in droga e di sventare 21 omicidi, tra cui una strage per eliminare i cinque componenti di una famiglia.

A diffondere la app nel mondo sotterraneo della malavita sarebbe stato il trafficante australiano Hakan Ayik, al quale era stata suggerita da alcuni agenti sotto copertura. Ayik avrebbe quindi consigliato l’app ad altri criminali e, da quel momento, migliaia di persone hanno cominciato ad acquistare smartphone su cui era installata Anom, che permetteva di scambiare video e messaggi ma non di fare telefonate.

L’applicazione è stata creata nel contesto di una più vasta operazione anticrimine mondiale chiamata Trojan Shield, coordinata dall’Fbi e che ha coinvolto il Dipartimento antidroga degli Stati uniti, Europol e le forze dell’ordine di Australia, Nuova Zelanda, Canada, Paesi Bassi, Inghilterra, Scozia, Norvegia, Lituania, Ungheria, Finlandia, Estonia, Svezia e Danimarca. Secondo quanto riportato dall’Associated press, l’idea è stata concepita a seguito dell’eliminazione dell’app Phantome secure, un servizio di comunicazione molto usato nella malavita e fatto chiudere dall’Fbi nel 2018. L’assenza di Phantom secure ha creato un vuoto nel mercato che le autorità hanno contribuito a riempire con Anom.

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