cronaca

Perché Amazon rischia una multa da 425 milioni in Europa

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Secondo il Garante per la protezione dei dati del Lussemburgo la piattaforma avrebbe violato il Gdpr. Ma la decisione ora deve avere l’ok delle autorità degli altri 26 paesi dell’Unione

(Foto: Sebastian Kahnert/Getty Images)

L’autorità per la protezione dei dati personali del Lussemburgo ha proposto di multare Amazon per un importo di oltre 425 milioni di dollari. L’accusa mossa all’azienda di Jeff Bezos è di aver commesso diverse violazioni del  Gdpr (Regolamento generale europeo per la protezione dei dati), attraverso la raccolta e l’uso dei dati personali dei clienti della piattaforma di ecommerce. Due mesi fa l’azienda è stata accusata di aver fatto pressioni su una piccola compagnia di dispositivi per la domotica perché raccogliesse i dati personali dei suoi clienti, in violazione dei regolamenti sulla privacy,

Prima che la proposta possa essere confermata, dovrà passare al vaglio dei regolatori della privacy degli altri 26 paesi europei. Un processo che potrebbe richiedere mesi e portare a cambiamenti sostanziali, come una multa più bassa. In ogni caso, l’opinione del garante lussemburghese avrà molto peso nella decisione, visto che Amazon ha la sua sede europea proprio nel piccolo stato. Se dovesse essere confermata, la multa da 425 milioni di dollari otterrà il record come la più alta mai emessa finora per una violazione del Gdpr.

Secondo il Wall street journal, che ha riportato per primo la notizia, i portavoce di Amazon non hanno voluto commentare l’avvenimento, ribadendo come l’azienda dia assoluta priorità alla protezione della privacy dei suoi clienti e che ogni sua iniziativa rientra nel rispetto delle leggi di tutti i paesi in cui opera.

Questa proposta è solo l’ultima di una serie di azioni che le autorità europee stanno intraprendendo per limitare il potere delle grandi compagnie del digitale. Nelle ultime settimane Google è stata condannata per abuso di posizione dominante in Francia e la Commissione europea ha aperto la prima indagine formale contro Facebook. L’iniziativa del garante del Lussemburgo è arrivataun mese dopo l’annullamento da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea di un ordine della Commissione che imponeva a Amazon di pagare le tasse arretrate al paese.

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