AMBIENTE cronaca

Perché Greta Thunberg è Contro La Politica Agricola Dell’Unione Europea

Per l’attivista svedese la Pac non tiene conto degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Unione e rischia di comprometterli. Ma Bruxelles non vuole fare passi indietro

L’attivista svedese Greta Thunberg e i membri della campagna #WithdrawTheCap, hanno avuto un colloquio online il commissario europeo per il clima e per il Green deal europeo, Frans Timmermans, per chiedergli di bloccare il rinnovo della Politica agricola comune (Pac, Cap in inglese). Secondo gli attivisti e altri gruppi ambientalisti, la Pac rischia di minare gli obiettivi ecologici del Green deal europeo. Tuttavia Timmersman ha detto di non avere il sostegno politico necessario per sospenderla.

La Pac è un enorme programma di sussidi, pari ad oltre un terzo dell’intero bilancio dell’Unione europea, che sovvenziona soprattutto l’agricoltura intensiva e l’allevamento industriale. Sebbene nell’accordo raggiunto per riformare la politica siano state introdotte alcune norme per incentivare pratiche più verdi e sanzioni per punire le infrazioni, le associazioni ecologiste hanno fortemente criticato l’accordo, giudicandolo un compromesso al ribasso. Anche il commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha ammesso che l’accordo raggiunto è incompatibile con gli obiettivi del Green deal, di cui la Pac doveva essere un pilastro. Secondo l’accordo infatti, solo il 6% dei fondi saranno destinati ai piccoli agricoltori, mentre darà l’80% dei sussidi alle aziende agricole europee di maggiori dimensioni, che rappresentano il 20% del totale delle aziende agricole.

Nell’incontro avuto con gli attivisti, Timmermans li ha esortati a lottare per una politica agricola rispettosa del clima, ammettendo che l’accordo della Cap è “lontano dalla perfezione”. Tuttavia, il commissario ha anche aggiunto di non avere il sostegno necessario per soddisfare le loro richieste e ritirare la proposta della Commissione europea. Per Thunberg, tuttavia, Timmermans sta sottovalutando la crisi climatica. Secondo l’attivista svedese “i cambiamenti non arriveranno dall’interno, dai negoziati dei politici che discutono di queste cose con i lobbisti. I cambiamenti arriveranno quando ci saranno abbastanza persone consapevoli in grado di spingere per il cambiamento”.

Anche Timmermans ha sottolineato l’importanza delle mobilitazione popolare per sostenere un’azione climatica ambiziosa e spingere le istituzioni a cambiare direzione, aggiungendo però che ancora non ci sono queste condizioni. Sommer Ackerman, ecologista britannica presente all’incontro con il commissario, ha criticato duramente questa affermazion: “Le persone sono pronte” ma, per l’attivista, la loro azione è bloccata dalle grandi multinazionali agroalimentari.

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