cronaca

Perché la Francia ha multato Google per 220 milioni

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Nel mirino la posizione dominante nel mercato della pubblicità digitale. L’azienda si è impegnata a modificare i suoi processi

(Foto: Amy Osborne / AFP)

Dopo meno di un mese dalla multa commissionata dall’antitrust italiana, Google dovrà pagare un’altra multa da 220 milioni di euro alla Francia. Al colosso di Mountain View sono stati contestati un abuso di posizione dominante sul mercato e concorrenza sleale nel settore del marketing digitale. È quanto stabilito dall’autorità antitrust francese, che ha condannato il gigante californiano dopo una lunga investigazione sulle sue modalità di calcolo e offerta degli spazi pubblicitari. L’azienda statunitense, oltre ad aver accettato la sentenza senza contestare i fatti, si è anche impegnata a modificare i propri servizi in modo tale da agevolare le terze parti. La decisione dell’antitrust è arrivata solo pochi giorni dopo l’annuncio della Commissione europea e del Regno Unito di aprire un’indagine formale contro Facebook, per concorrenza sleale e abuso di posizione dominante.

Secondo l’autorità francese, le pratiche usate da Google “sono particolarmente gravi, perché hanno penalizzato i suoi concorrenti”, approfittando della sua integrazione verticale nel mercato per distorcere il processo di concorrenza. In particolare, l’azienda è stata ritenuta colpevole di aver sfavorito altri editori e produttori di applicazioni, attraverso i programmi Google Ad manager (la piattaforma di gestione degli annunci) e Google Adx (per la vendita di spazi pubblicitari). Secondo l’autorità, Ad manager forniva ad Adx i dati strategici per battere la concorrenza e Adx poteva contare anche su un accesso privilegiato alle richieste fatte dagli inserzionisti, tramite il motore di ricerca.

Google, ha riportato Bloomberg, oltre ad aver accettato la multa si è anche impegnata a risolvere i problemi evidenziati dall’autorità antitrust. Per questo modificherà i suoi algoritmi, al fine di assicurare un regime di equa competizione con suoi rivali, nell’acquisto di spazi pubblicitari agli editori, e per garantire l’accesso in tempo reale a Google Adx agli editori che usano server pubblicitari diversi da quelli di Google.

Il capo dell’antitrust francese, Isabelle De Silva, ha definito la decisione come “la prima al mondo ad aver potuto esaminare i complessi processi algoritmici che regolano la pubblicità online”. La multa, ha aggiunto De Silva, e agli impegni assunti da Google permetteranno di ristabilire un regime concorrenziale equo per tutti gli attori in gioco e la possibilità per gli editori di sfruttare al meglio i loro spazi pubblicitari. Come riferisce l’Associated press, la direttrice della filiale francese di Google, Maria Gomri, ha assicurato che i cambiamenti promessi dall’azienda californiana saranno su “scala mondiale”.

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