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Perché oggi si celebra l’enfant prodige Shirley Temple

Il doodle animato di Google è dedicato alla ballerina, attrice e cantante divenuta una delle più grandi star-bambine di Hollywood negli anni ’30 e che poi ha scelto di impegnarsi in politica

shirley temple
(Foto: Wikipedia)

Il doodle animato che campeggia sulla homepage di Google di oggi, 9 giugno, è dedicato a Shirley Temple. L’attrice, cantante e ballerina è divenuta famosa nell’epoca d’oro di Hollywood debuttando da piccolissima sul grande schermo e diventando immediatamente una delle celebrità-bambine più conosciute al mondo. Nata a Santa Monica, Los Angeles, il 23 aprile 1928, figlia di un banchiere e di una ex ballerina, iniziò a studiare danza su pressioni della madre all’età di tre anni. Grazie al suo aspetto angelico, i boccoli dorati (anche se in realtà era castana), ma anche per via di una ferrea dedizione al lavoro, si guadagnò il primo grande ruolo cinematografico nel 1934  nel musical Il trionfo della vita, un film che doveva fare da cassa di risonanza alla propaganda del New Deal di Roosevelt.

Nello stesso anno partecipò a una decina di pellicole, divenendo l’attrice più pagata dalla Fox e vincendo nel 1935 un Oscar giovanile, pensato appositamente per lei. Continuò la sua precocissima carriera recitando in innumerevoli film, in cui si distingueva per le espressioni carismatiche e per i numeri di tip tap; il successo, indubbiamente legato al contesto storico, è anche appunto connesso a numerosi ruoli in film che dovevano servire a risollevare il morale degli americani dopo la Grande Depressione del 1929. Negli anni ’40 Temple portò il suo talento in alcune sitcom via radio, ma già nel 1946 si ritirò dalle scene, icona incontrastata a soli 22 anni. Nel 1958 tornò brevemente nella serie per ragazzi Shirley Temple’s Storybook dicendo poi definitivamente addio al mondo dello spettacolo.

Dopo aver provato a farsi eleggere al Congresso per il partito repubblicano nel 1967, due anni dopo fu nominata rappresentante degli Stati Uniti all’Onu, inaugurando una carriera di attivismo legato soprattutto ai temi ambientali (rappresentò gli Usa alla celebre Conferenza delle Nazioni Uniti sull’ambiente umano del 1972). Successivamente fu nominata ambasciatore in Ghana nel 1974 e nell’allora Cecoslovacchia nel 1989: “È stato il miglior lavoro che io abbia mai avuto”, ha dichiarato. Parallelamente ebbe ruoli di rilievo nei consigli di amministrazione di società come Disney e Del Monte e fece parlare di sé per non aver mai nascosto alcuni aspetti della vita privata: è ricordata, per esempio, come la prima donna americana ad aver dichiarato pubblicamente di aver avuto un cancro al seno.

Nel 2006 fu insignita dalla Screen Actors Guild con un Lifetime Achievement Award, un importante premio alla carriera. Morì il 10 febbraio 2014 a causa di una broncopolmonite. La si ricorda oggi, invece, perché proprio il 9 giugno 2015, a oltre un anno dalla sua morte, il Santa Monica History Museum inaugurò Love, Shirley Temple, una mostra piena di oggetti e memorabilia, ancora oggi uno dei tributi insuperabili dedicati a un’artista che, divenuta una star piccolissima e spesso anche criticata, è riuscita a reinventarsi molte volte.

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