Pesticidi, l’Europa ci riprova. “-50% e via dalle aree verdi cittadine e protette”

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Ridurre del 50% l’uso di pesticidi chimici e vietare la metà tra quelli più nocivi, entro il 2030. Questo l’obiettivo dell’Unione Europea, almeno a parole, dato che, secondo recenti analisi, i pesticidi già banditi sono comunque rintracciati sulla nostra frutta e in quantità allarmanti. La nuova promessa di Bruxelles è il risultato di “Pacchetto Natura”, parte della strategia “Farm to Fork” e prevede anche un utilizzo minore del 20% dei fertilizzanti. Si punta a destinare un quarto delle terre al biologico ed è previsto anche e un divieto di usare le sostanze attive in aree considerate “sensibili” come i parchi, i parchi gioco, le aiuole vicino alle scuole e comunque tutte le aree verdi cittadine, ma anche “ i sentieri pubblici e altre aree protette”. Per quanto riguarda l’agricoltura, l’UE dovrà poi chiaramente fare i conti con gli interessi delle grandi aziende, che già stanno affrontando il dramma siccità. Nel contempo, l’esecutivo Ue suggerisce nuove misure per preservare la natura nei vari ecosistemi, marittimo, agricolo e urbano.

“Gli europei sono chiari: vogliono che l’Unione europea agisca a favore della natura. Gli scienziati sono altrettanto chiari: non c’è tempo da perdere”, ha commentato il commissario all’Ambiente Virginijus Sinkevicius. Riguardo i pesticidi, i Paesi membri fisseranno i propri target nazionali entro parametri definiti per garantire il raggiungimento degli obiettivi comunitari, compreso l’obbligo di conservare i dati relativi all’uso di questi prodotti. Le nuove misure vanno a modificare una vecchia direttiva che verrà trasformata in un regolamento, in modo che possa essere applicato direttamente in tutti i 27 Paesi membri. Per quanto riguarda la protezione della biodiversità, la Commissione ha proposto obiettivi giuridicamente vincolanti a complemento delle leggi già esistenti, puntando a ripristinare le aree naturali per almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Unione entro il 2030, per poi estendere le stesse misure all’insieme degli ecosistemi entro il 2050.

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