Pineto TE ( FOTO GRATIS ALTA RISOLUZIONE SCARICA QUI )



Pineto (Villa Filiani fino al 1930) è un comune italiano di 14 470 abitanti[3] della provincia di Teramo in Abruzzo. Nota stazione balneare del Medio Adriatico, dal 2006 ha ottenuto numerose assegnazioni del riconoscimento Bandiera blu.

Il 30 maggio 1930, la sede comunale di Mutignano (che a sua volta ottenne l’autonomia dalla città di Atri nel 1809) venne spostata nel nuovo centro abitato di Villa Filiani in seguito al suo rapido popolamento, cambiando conseguentemente il nome nell’attuale Pineto.

foto cristian nardi

La città si estende sulle rive del Medio Adriatico, a 18 km circa a nord di Pescara, a 40 km a sud-est di Teramo, capoluogo della propria provincia di appartenenza, e a 200 km da Roma. Confina a nord con il comune di Roseto degli Abruzzi, a sud con il comune di Silvi e a ovest con quello di Atri. Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, numerose località e frazioni, tra cui Scerne, stazione balneare sul litorale Adriatico, situata 5 km più a nord, e Mutignano, borgo storico sorto in età medievale nell’interno, a 321 m s.l.m. e a 6 km da Pineto.

Sul toponimo di Mutignano, comune fino al 1927 e frazione di Pineto dal 1929, sono state fatte diverse teorie; secondo la tesi ritenuta più corretta, il nome deriverebbe dal personale romano Mutius, trasformatosi poi in Mut(t)inius. Dalle fonti storiche risulta che la denominazione relativa a Mutignano abbia subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni: già nel Catalogus Barorum del XII secolo, Berardo, abate dell’abbazia di San Giovanni in Venere, è titolare del feudo di “Mutiguianum“. Nel 1275 Giordano, abate di San Giovanni in Venere, chiede che gli venga prestato giuramento di fedeltà per le sue quote di possesso di “Mitignano”. Nel 1462 Ferdinando I di Napoli restituisce a Giulio Antonio d’Acquaviva i possedimenti del padre, includendovi l’abitato “Mitignani”. Nel 1502 Luigi XII conferma ad Andrea Matteo III d’Acquaviva il casale “Mutignani”. Nel 1659 “Villa Mutignani” consisteva in un castello di circa mille abitanti. Nel 1729 ottiene la separazione dal tenimento di Atri e nel 1809 viene istituito il comune di Mutignano.

Il territorio costiero del comune, noto come Villa Filiani, si articolava dal fosso del Cerrano al fosso del Calvano. Era abitato fin dall’antichità, come testimoniato dai ritrovamenti di mattoni con il marchio risalente all’epoca romana. Altre testimonianze sono attestate dalla presenza, a nord del Calvano, di un’osteria e ancora più sopra di un molino, la cui esistenza risalirebbe al II secolo. Lo stesso fosso del Cerrano aveva costituito per secoli un valido approdo: fino al Medioevo era noto come porto di Atri, ed è il luogo dove sorge la Torre di Cerrano. La torre già nel XIII secolo subì notevoli restauri, fino alla sua distruzione nel 1447 durante l’attacco sferrato dalla flotta della Repubblica di Venezia in rotta con gli Angioini. Nel 1531 i resti della torre vennero ceduti a privati, mentre il porto ormai abbandonato venne rimpiazzato da un piccolo approdo, in prossimità del fosso del Calvano. Nel 1582 la torre venne ricostruita, inserendosi nel sistema difensivo delle Torri costiere del Regno di Napoli. Lo sviluppo della fascia litoranea si avvia nel XIX secolo, permesso dalla costruzione delle prime arterie viarie. In seguito alla costruzione tra il 1808 e il 1815 a sud del Calvano della strada litoranea, antenata della strada statale 16 Adriatica, sorsero le prime modeste abitazioni, tra cui la villa della famiglia Filiani che darà il nome alla frazione. La localizzazione della stazione ferroviaria Atri-Mutignano nel territorio del comune di Mutignano, nei pressi della frazione Villa Filiani, darà un ulteriore impulso allo sviluppo della zona, che andrà assumendo un peso sempre maggiore già agli inizi del XX secolo. Ad opera della famiglia Filiani vennero impiantate negli anni 1922-1924 due estese pinete nel territorio comunale, una lungo la fascia litoranea di circa duecento pini su una superficie di cinquecento ettari e una nei territori collinari con simile estensione. Tale fu l’impatto delle pinete sul paesaggio cittadino che tutta la zona costiera assunse il toponimo Pineto. Nel 1927 il comune di Mutignano si trovò in difficoltà economiche, e su richiesta del suo podestà venne brevemente aggregato al comune di Atri. Già il 28 marzo 1929 il territorio pertinente il comune di Mutignano viene distaccato dal comune di Atri e ricostituito in comune autonomo, con il nuovo nome di Pineto. Il trasferimento della sede municipale da Mutignano, divenuta frazione, a Pineto avverrà con deliberazione podestarile del 30 maggio 1930. Nonostante l’opposizione dell’amministrazione comunale di Atri, i pareri contrari della Deputazione provinciale e della federazione fascista di Teramo, viene emanata la legge 22 dicembre 1932 n. 1703 con la quale si disponeva l’ampliamento della circoscrizione territoriale del comune di Pineto, aggregandosi la parte del territorio del comune di Atri situata tra il comune di Pineto e il fiume Vomano, comprendenti le località Calvano e Scerne. Con R.D. 9 novembre 1933 venivano, infine, stabiliti i confini territoriali.[8]

Chiesa di Sant’Agnese e San Silvestro

La chiesa è la parrocchiale del comune, costruita tra il 1926 e il 1935 dalla famiglia Filiani, con donazione di Luigi Corrado Filiani. Lo stile adottato è un eclettismo tra il romanico delle basiliche di Roma, con tracce di elementi goticheggianti. La facciata principale in mattoni ha un pronao in stile romano a capitelli ionici, con iscrizione latina, e copertura a falda inclinata. La composizione termina con una facciata semplice a capanna. Il campanile è una torre che ugualmente rispecchia le fattezze delle basiliche romane, specialmente per quanto riguarda le arcate dei lati. La pianta della chiesa è a basilica, con bracci sporgenti del transetto e abside semicircolare. L’interno ha decorazioni gotiche e romaniche, diviso in tre navate con archi a tutto sesto. L’abside in intonaco bianco funge da punto focale con il transetto, dove si innalza una piccola cupola rotonda. La copertura del soffitto è a capriate lignee; di storico si conserva un ritratto quattrocentesco di San Silvestro, attribuito ad Andrea De Litio.

Chiesa di Santa Maria Immacolata

Si trova in Borgo Santa Maria Immacolata, costruita nel 1982 seguendo uno stile antico, che la fa somigliare ad una chiesa romanica. Il rivestimento esterno è in laterizio, la pianta è rettangolare con una facciata squadrata preceduta da un portico. La facciata è decorata da un rosone ad oblò e da quattro paraste orizzontali. L’interno è a navata unica, in stile moderno-classicheggiante.

Chiesa della Sacra Famiglia di Nazareth

Si trova nella frazione di Scerne, principale chiesa fino alla costruzione della nuova parrocchia del Beato Giovanni XXIII. Fu costruita dopo la seconda guerra mondiale, in uno stile classico che ricorda il romanico. L’edificio è interamente in mattoni, con copertura a capanna, originariamente a capriate lignee. Il portale è ad architrave piano, sormontato da una lunetta e preceduto da piccolo portico. Le colonne sostengono la torre campanaria che si erge al centro della facciata, seguendo il modello delle antiche chiese romaniche abruzzesi. L’interno è a navata unica, separata dalla zona presbiteriale, sopraelevata da tre gradini e da un arco trionfale a tutto sesto, che si ispira sempre al modello romanico. Lungo le pareti laterali ci sono due piccole absidi, in una delle quali si trova la statua di San Gabriele dell’Addolorata e l’organo ligneo con il coro. Nell’altra ci sono le statue della Madonna Addolorata, il Sacro CuoreSant’Antonio da Padova e Gesù nel sepolcro. Dal 2008 la parrocchia è affidata ai Padri Salvatoriani.

Parrocchia del Beato Giovanni XXIII

Detta anche Nuova Parrocchia della Sacra Famiglia, è una moderna costruzione a pianta semicircolare. Le opere di costruzione iniziarono nel 1979, quando la frazione di Scerne per la grandezza cominciò a necessitare di una chiesa più grande, e l’edificio fu realizzato in breve tempo e consacrato nel 1981. Presso la facciata si trova un piccolo porticato con colonnine unite da archi a tutto sesto. A sinistra dell’edificio si erge il campanile a pianta quadrata; l’interno è a semicerchi concentrici, con al centro l’altare maggiore. Sul punto focale inoltre si innalza una piccola cupola circolare.

Chiesa di San Silvestro Papa di Mutignano

La chiesa di San Silvestro è il principale edificio religioso della frazione di Mutignano e risale al XII secolo. Al centro della facciata in laterizio vi è il campanile con basamento a scarpa e cuspide ottagonale e alla base un portale a tutto sesto che immette all’interno; i battenti del portale sono stati donati dal duca di Atri Giosia Acquaviva. L’interno è a navata unica con cappelle laterali e soffitto a capriate lignee. Di interesse una pala quattrocentesca di San Silvestro presso l’altare, di Andrea De Litio.

Villa Filiani

Si trova vicino alla chiesa parrocchiale ed ospita il centro etnomusicologico d’Abruzzo; i beni conservati nella villa sono legati alla tradizione storica abruzzese. L’aspetto dell’edificio è eclettico, essendo stato costruito negli anni venti del Novecento: prevale lo stile neorinascimentale, con pianta quadrata ed una torretta centrale, anch’essa a base quadrata. Ciascun lato è ornato da una cornice a motivi floreali; presso i due lati opposti si trovano dei piccoli portici.

Villa Padula

Si trova lungo il viale D’Annunzio ed è stata una delle prime costruzioni alberghiere di Pineto, progettata negli anni venti come abitazione privata del chirurgo Fabrizio Padula, da cui il nome. Negli anni quaranta la villa venne trasformata in albergo e fu una delle strutture ricettive principali di Pineto fino alla chiusura, avvenuta nel 1999, quando venne realizzato il più moderno Hotel Garden. La villa ha pianta rettangolare e si sviluppa su due piani di diverse dimensioni. L’esterno è caratterizzato da uno stile eclettico Liberty del gotico: sono presenti diversi ordini di arcate a sesto acuto, di cui uno misto che ricorda gli archi moreschi dell’Andalusia. Il colore della villa è rosso porpora, a differenza della cornice bianca delle arcate.

 

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