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Pio e Amedeo: «Ridete se vi offendono e disarmateli” e Vladimir Luxuria risponde “Avete fatto una battuta su di me e io …”

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Pio e Amedeo hanno concluso, venerdì scorso, la loro avventura con il programma in fascia serale, in prima serata, “Felicissima sera” e gli ascolti li hanno premiati.

Il duo è entusiasta di questa avventura ed è stata una conferma per loro, quella di essere amatissimi dal grande pubblico.

Prima di iniziare il loro programma erano andati ospiti da Maria De Filippi ad Amici e lì avevano preannunciato che, a breve, sarebbe partita per loro una nuova avventura.

Pio e Amedeo contro il “politicamente corretto”

Durante l’ultima puntata di Felicissima sera, Pio e Amedeo hanno parlato del “politicamente corretto” e di quanto sia sbagliato.

Hanno detto così: “Vi chiamano neg*i o fro*i? Ridetegli in faccia» perché non è giusto che “le parole” debbano “contare più del significato che ci metti dentro”.

E poi hanno continuato con gli esempi: “Se tu dici ‘i neri devono stare a casa loro’, è peggio di dire ‘o ne*** ti vengo a prendere e andiamo a mangiare una cosa insieme’.

Poi hanno parlato dell’“avarizia degli ebrei”.

O, anche hanno detto: “Signori, non si può più dire la parola ric******, devi dire per forza gay … Ci stanno educando che la lingua è più importante dell’intenzione … Se vi chiamano così per ferirvi, ridetegli in faccia”:

La risposta di Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria ha voluto rispondere al pensiero di Pio e Amedeo e, in modo molto elegante come è solita fare ogni volta che sostiene le proprie idee, ha detto: “Voglio commentare anche io l’ultima puntata di Pio e Amedeo e il pezzo sul ‘politically correct’. È vero che l’ironia e l’autoironia sono delle risorse contro il virus dell’ignoranza e della stupidaggine, ed è vero che le parole devono essere contestualizzate, non sono avulse dal contesto, una parola è offensiva quando c’è l’intenzione di offendere. Noi la parola ‘f….a’ la usiamo anche tra di noi. Però l’ironia non basta, purtroppo“.

E poi ha continuato: «Una volta una persona mi urlò “brutto froc*o” e io risposi “brutto a chi?”. In questo modo ho smussato l’arma del mio avversario. Si è ritrovato che non sapeva cosa dire. Voi, tra l’altro, avete fatto delle battute su di me, avete detto che io “mi nascondo il salamino” e io ci ho riso sopra. L’ironia, però, in alcuni casi, non basta. Penso a Malika, cacciata di casa mentre la madre le augurava tutto il male possibile».

E poi ha continuato: «Quando mi bullizzavano a scuola, quando mi facevano perdere la voglia di andarci, non ce la facevo affatto a ridere, soprattutto quando venivo picchiata. Non è che se mi mettevo a ridere, smettevano di picchiarmi. Purtroppo, certe parole, accompagnate da azioni violente, non possono essere frenate dal “ridiamoci sopra”. Purtroppo non basta».

E ancora, a proposito del Gay Pride: «Bisogna chiedersi perché esiste il Gay Pride e non l’Etero Pride. Forse perché gli etero possono accedere al matrimonio mentre per i gay ci sono le unioni civili? Forse perché le coppie eterosessuali possono sperare di adottare mentre i gay no? Forse perché gli etero possono essere genitori e i gay no? Forse perché nessuno è mai andato in giro a picchiare qualcuno in quanto etero e, invece, due gay in certi contesti, prima di baciarsi tra di loro, devono guardarsi in giro per vedere se qualcuno ha intenzione di picchiarli?».

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