Postmodernismo e decoupage: la sfida della pittrice Vanessa Pia Turco



Una grande narrativa attraverso elementi decorativi, come frange o merletti dorati, di seta o corda, ricami, fregi dipinti, pellicole, pietre preziose sintetiche, e tanto altro, che magistralmente prendono posto applicati alle proprie creazioni da Vanessa Pia Turco

La pittrice Vanessa Pia Turco sfida il postmodernismo attraverso elementi decorativi antichissimi.

 

Una grande narrativa attraverso elementi decorativi, come frange o merletti dorati, di seta o corda, ricami, fregi dipinti, pellicole, pietre preziose sintetiche, e tanto altro, che magistralmente prendono posto applicati alle proprie creazioni da Vanessa Pia Turco. L’uso antichissimo di tali guarnizioni per abbigliamento femminile o maschile è continuato sino a noi, e aderendo al gusto del tempo, è oggi dottamente caratterizzato da una notevole sobrietà di colore e di forme nelle creazioni della stessa Turco.

Coglie come sempre, e sempre più avanti, i valori estetici delle cose, l’artista Vanessa Pia Turco, e proteiforme più che mai, capacissima, da pittrice, oggi spende risorse quali tempo, forza e talento all’arte del decoupage dove padroneggia con le sue attualissime creazioni modali di arte decorativa.

La Turco, con la tecnica del decoupage e tanta scrap-art, vola oltre ogni ideale di verità, di bontà o di utilità, e dirotta verso la bellezza pura, ovverosia mira con precisione al bisogno di soddisfare il gusto dell’estetica.

Si serve di una molteplicità di carte, colle speciali, pennelli, oggetti che catturano la sua attenzione, e forbici, colori e vernici acriliche, piccole pinze e tenaglie, taglierino e atri mini utensili. Usa pennelli di varie dimensioni e vernici di finitura, disegni a mano, stampe e ritagli di giornale, foglie oro, bronzo e argento e i suoi immancabilissimi colori acrilici.

Una volta ritagliate le decorazioni prescelte e stabilita la composizione finale, Vanessa Pia Turco incolla tutto sull’oggetto deciso. Vernicia e carteggia per rendere uniforme la superficie. Finisce con vernici lucide, opache o satinate o la craquelure, composta di due stesure di colore che, sovrapposte, producono screpolature più o meno larghe che a volte, la Turco, rende evidenti con polvere d’oro. E oggetti diversi, quali maniglie, pomelli, chiavi, appendini e ganci, di precisa forma e fattura, selezionati da Vanessa Pia Turco, come pure nastri e oggetti florali, creano quella “spazialità” che già Platone prospettava, quel luogo indeterminato della chora come grembo accogliente dei vari cammini di pensiero che si incontrano e che si intrecciano, al di là della contemporaneità cronologica, del simul temporale.

«Un eidos possibile come insegna Husserl», per dirla con le stesse parole di Vanessa Pia Turco.

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