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Ray Kurzweil, Capo ingegnere di Google: entro il 2045 saremo tutti ibridi

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    Secondo Ray Kurzweil entro il 2030, i nanobot fluiranno nei nostri corpi una flotta di minuscoli robot ti manterrebbe connesso al cloud.

    Ray Kurzweil scienziato di Google, durante la SXSW Conference tenutasi in Texas, ha annunciato un’agghiacciante futuro possibile: molto presto la tecnologia (in particolare l’A.I.) diventerà più intelligente degli esseri umani, per cui i progressi saranno sempre più serrati e straordinari e l’umanità non potrà più seguirli, restando fuori dal processo.

    Per Kurzweil, questo non si traduce in uno scenario da fine del mondo come lo conosciamo grazie a macchine artificialmente intelligenti (AI). Piuttosto, significa che gli esseri umani saranno alimentati dalle macchine.

    Kurzweil crede che, come parte di questa fusione uomo-macchina, i nanobot abiteranno i nostri corpi entro il 2030. Mentre scorrono nelle nostre arterie, questi robot microscopici ci manterrebbero in salute e trasmetterebbero il nostro cervello al cloud.

    Nel suo libro “The singularity is near”, Ray Kurweil scrive:

    “il 2045 segnerà il passaggio dall’intelligenza biologica che conosciamo oggi ad una combinazione di intelligenza biologica e artificiale.”

    Ciò vorrebbe dire che tra meno di 30 anni si entrerà in quella che lui stesso definisce la V epoca di sviluppo della storia evolutiva dell’umanità.

    Gli esseri umani diventeranno quindi degli “ibridi”: le nostre menti saranno legate, tramite degli impianti di nanorobotica che rappresenteranno il neural lace diretto tra cervello umano e computer,  a un grande magazzino online di dati potenzialmente infiniti;  secondo Ray Kurweilche sembra essere molto ottimista riguardo a questo prossimo futuro,

    “le capacità cerebrali degli esseri umani verranno moltiplicate miliardi di volte rispetto alle originarie potenzialità biologiche.”

    Un altro futurista, Dave Evans, fondatore e CTO della startup stealth della Silicon Valley Stringify , ha espresso i suoi pensieri sull’idea del nanobot di Kurzweil in un’intervista con James Bedsole a febbraio.

    Evans ha spiegato che pensa che una tale fusione di tecnologia e biologia non sia affatto inverosimile. In effetti, ha descritto tre fasi su come ciò accadrà: la fase indossabile (dove siamo oggi), la fase incorporabile (dove siamo diretti, con impianti neurali e simili) e la fase sostituibile.

    Si tratterà quindi di progresso della civiltà o piuttosto di un’involuzione del genere umano a favore di una nuova intelligenza? Ai posteri (molto prossimi) l’ardua sentenza.

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