cronaca

Reggio Calabria, Saverio Strati alle Muse esprime l’autenticità calabrese con il Premio 2021 alla Memoria

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Gremitissimo “Cortile delle Muse”, domenica scorsa per l’inaugurazione della programmazione estiva de l’Associazione “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria

Gremitissimo “Cortile delle Muse”, domenica scorsa per l’inaugurazione della programmazione estiva de l’Associazione “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria che ha riacceso i riflettori sui noti appuntamenti che daranno vita fino a luglio a dei vere e propri eventi interessanti ed inediti così come avviene da 20 anni nello storico giardino sede del sodalizio reggino. I notturni delle Muse di un tempo, divengono ora dei veri e propri appelli, una vera e propria mutazione genetica ha dichiarato il presidente Giuseppe Livoti, in apertura di serata evidenziando come gli incontri sono stati denominati così, proprio per fare memoria e ricordare alla collettività che abbiamo un patrimonio da custodire e tramandare. Un appello culturale nelle sere d’estate che si è aperto con un “Inno alla vita” scritto a quattro mani da Clara Condello e Paola Maldonado che tra il simbolismo della parola, l’alternanza della lingua italiana ed il messicano hanno donato al prologo iniziale, un messaggio di ritorno alla normalità, alla vita vissuta vera ed autentica. Appello letterario che ha visto come personalità a cui consegnare lo “storico Premio Muse” Palma Comandè alla memoria dello zio Saverio Strati. Alternanza di importanti ospiti per il saluto iniziale con la prestigiosa presenza del consigliere comunale di Rc avv. Federico Milia che ha ricordato il ruolo continuo e di alto livello de Le Muse nel tessuto culturale della città, il presidente del consiglio Comunale di Staiti preside Leone Campanella che si è soffermato sui vari protocolli di intesa che il sodalizio ha da anni nel cuore dell’area grecanica, don Nuccio Cannizzaro parroco della chiesa degli artisti che ha ribadito come Reggio si debba risvegliare e debba essere animata dalla forza e passione che Le Muse esprimono e l’onorevole dott.ssa Tilde Minasi consigliere regionale, la quale ha ampiamente ribadito come Le Muse non sono un riferimento “locale o localistico” ma, una vera e propria struttura che identifica la Calabria che produce idee ed attività culturali a 360° in tutto il territorio nazionale, cercando di ristabilire quella crescita umana e sociale di cui si ha tanto bisogno.

Il confronto tra memoria, letteratura e contemporaneità attinente a Saverio Strati è stato introdotto con tematiche e richiami storici dalla prof.ssa Orsola Latella vice presidente Muse che ha piu’ volte fatto riferimento all’ideologia dell’uomo nuovo, ai contenuti non formali del noto poeta neorealista, alle lotte proletarie, al brigantaggio e a come nella sua scrittura vi è la conferma di quelle diverse Italie, piccole realtà locali come ribadiva Calvino. In Calabria Alvaro, Levi in Basilicata poeti e scrittori del e dal Sud, uniti per una narrativa meridionale seguendo la traiettoria dell’emigrazione. La prof.ssa Titti Strano ha posto la sua attenzione su Strati uomo contemporaneo, uomo che vive la tragedia del Meridione, le connotazioni diverse della questione meridionale potrebbero essere viste come un quadro pieno di luci ed ombre; ed ancora Strati che esprime la trasformazione verticistica della ‘ndrangheta, la edulcora dai luoghi comuni con un lessico raffinatissimo e descrittivo. Saverio è un neorealista calabrese, che ha dato sfogo ad una scrittura intensa, concreta che assume una duplice dimensione di storia e di cronaca che ritrae la realtà della sua regione nel dopoguerra. Il tempo del neorealismo emerge così da testi che appartengono alla storia della letteratura come il Selvaggio di Santa Venere (Premio Campiello 1977) e Tibi e Tascia. La Comandè nel suo ringraziare il pubblico per l’importante premio, ha incantato con la parola i presenti, dimostrando di essere una grande interprete ed intellettuale del nostro tempo. Ha ricordato i suoi anni da bambina in casa dello zio, osservandolo e vedendolo studiare, scrivere tra libri e quaderni. Lo emulavo, dice così come al tempo stesso ero impressionata dalla mia nonna definita già a quel tempo “llitterata”, donna dalle ampie visioni. Savero Strati esprimeva l’aspetto erudito dell’uomo del suo tempo ed io nel mio percorso di crescita, grazie ai suoi orientamenti sono cresciuta con i suoi stessi libri di formazione Gustave Flaubert, Lev Nikolàevič Tolstòj e ho appreso tanto da quei miti per me diventati “miti affettivi”. “Prima di tutto un uomo”, testo che ho scritto nel 2017 è proprio la viva testimonianza della mia vita e di cio’ che ho visto e sentito accanto allo zio. Le vicende descritte nei testi con strutture linguistiche a volte di impetuosa rappresentazione del reale nella ripetitività lessicale sono state curate dal Laboratorio di Lettura Interpretativa diretto da Clara Condello con gli interventi di Adele Leanza, Antonella Mariani, Elena Tropiano facendo emergere il rapporto tra l’onesto e il criminale, tra il contadino e il proprietario terriero, tra il ricco e il povero, tra il bene ed il male, tra la scelta e le ingiustizie.


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