cronaca

Retroscena e tensioni sul Ponte sullo Stretto: Giuseppe Conte apre, ma il Movimento 5 Stelle si spacca

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Le parole di Cancelleri spaccano in due il Movimento 5 Stelle: Giuseppe Conte apre al Ponte sullo Stretto, ma l’assemblea su Zoom è rovente

Il Ponte sullo Stretto ha il compito di unire Calabria e Sicilia, ma sicuramente sta dividendo il Movimento 5 Stelle. Le parole di Giancarlo Cancelleri hanno scatenato una vera e propria battaglia all’interno del partito: “Dieci anni” per la costruzione dell’opera, ha affermato il Sottosegretario, che ha abbandonato le posizioni ideologiche di qualche anno fa in cui contestava apertamente la realizzazione sotto il Governo Berlusconi. Ma è qui la spaccatura.

“Chat roventi, parlamentari di stucco, fuoriusciti sulle barricate”, sono i retroscena de “Il Foglio” relativi all’assemblea congiunta su Zoom tra deputati e senatori del Movimento. E anche Giuseppe Conte ora apre: “Oggi (ieri, ndr) pomeriggio l’ho sentito – afferma Cancelleri – ci siamo confrontati su questo tema e siamo arrivati insieme alla conclusione che sarebbe bene venisse costituita una Commissione per analizzare dal punto di vista tecnico e politico questa questione. Ne dobbiamo cominciare a parlare e i nostri portavoce vogliono che si abbandoni un pregiudizio ideologico“. La relazione degli esperti è arrivata in questi giorni, ha evidenziato l’importanza del collegamento stabile tra Scilla e Ganzirri, quindi sarà trasmessa e visionata dal Parlamento.

Ma, appunto, non tutti sono d’accordo. “Con tutti questi problemi che abbiamo ci mancava solo questa stupidaggine del Ponte, dice al Foglio un deputato alla seconda legislatura. Tra chi si sforza di cambiare idea, chi ci prova realmente e chi l’ha già fatto, c’è poi chi resta fermo sulle intenzioni di sempre. Come, ad esempio, Federica Dieni, che su Facebook qualche giorno fa spiegava le sue motivazioni sul No al Ponte. O come il deputato catanese Giulia Grillo, che minaccia: “Se sarà sì al ponte di Messina toglierò la fiducia al governo”.

E Cancelleri prova la strada Alta Velocità: “Non sono il paladino di un’opera, oggi rappresento il confronto della quasi totalità dei portavoce siciliani – dice – Non possiamo avere il freccia rossa per esempio, perché non entra nel traghetto. Vorremmo cominciare serenamente a discutere se c’è la possibilità non di fare il ponte sullo Stretto, di cui non mi frega nulla, perché il ponte di berlusconiana memoria è morto, ma se c’è la possibilità di cominciare a vedere i treni a lunga percorrenza anche nella nostra Regione”.


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