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Ricetta anti-stupro della Raggi?

Nuove telecamere, più illuminazione e pattuglie a cavallo Tra i temi affrontati anche gli ultimi episodi di violenza sessuali nella Capitale.

La ricetta anti-stupro della Raggi? Nuove telecamere, più illuminazione e pattuglie a cavallo. Ancora, parchi chiusi di notte e più agenti in servizio. L’uovo di colombo, protesta, l’opposizione, chiudono le stalle dopo che i buoi sono scappati. E’ una ricetta fin troppo ovvia e scontata, nessuno ha impedito alla Raggi di pensarci prima. Roma è insicura di giorno e di notte da tempo. Ma ci sono voluti gli episodi di questi giorni per convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura a Roma. Tra i temi affrontati anche gli ultimi episodi di violenza sessuali nella Capitale. Sono presenti tra gli altri il prefetto Paola Basilone, il questore Guido Marino, la sindaca di Roma Virginia Raggi, i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza e rappresentanti della Regione Lazio.

«Ho convocato questa riunione per affrontare il tema delle violenze sulle donne allargato e per dare un segnale importantissimo alla città – ha affermato il prefetto Paola Basilone – l nostro obiettivo è dare ai romani la percezione di vivere in una città sicura e credetemi a Roma siamo in una città sicura. La collaborazione deve essere un valore aggiunto per la sicurezza. Il ruolo dei sindaci è importante. È emerso dal comitato che una serie di iniziative già in atto non sono state adeguatamente comunicate. Esiste tutta una serie di azioni già in campo: innanzitutto il grande sforzo della Regione con il servizio 112 e con il sistema di app ‘Where are yoù, già operativa da tempo e che ora verrà pubblicizzata dalle associazioni di categoria del settore Turismo, come Federalberghi. Questa app mette in comunicazione il soggetto che si sente a rischio con il centro operativo delle forze di polizia ed è georeferenziata; una cosa esistente ma non pubblicizzata e ora lo faremo di più. Sul piano dei sistemi di videosorveglianza abbiamo stabilito che li implementeremo per coprire le zone sprovviste con un piano di potenziamento della illuminazione pubblica grazie a fondi di Comune, Regione e ministero dell’Interno. È un inizio positivo di collaborazione. Sforzo in più che possiamo fare è: potenziare pattuglie a cavallo ovviamente nelle ore diurne. Per dare maggiore percezione della sicurezza. Il reparto prevenzione anticrimine supporterà al meglio questo tipo di controlli».
«E’ necessario un maggior contrasto alle violenze di genere che sono tante – ha affermato – La tematica è delicata e tutte le istituzioni stanno lavorando con iniziative già in atto. Devo dire però che sul piano dei dati nel capoluogo e provincia si registra un abbassamento della criminalità. Sei per cento in più a Roma di violenze dall’inizio dell’anno ma con 70% in più degli arresti e un 50% in più in provincia.
Questo vuol dire che l’attenzione è alta. Nel giro di pochissimo tempo i crimini vengono repressi. Oggi abbiamo a regime un modello Roma per una più stretta collaborazione interostituzionale. Oltre al terrorismo questo ulteriore tassello testimoniera’ una capillare presenza».

«Il tavolo di oggi fa il punto e mette a regime la cooperazione – afferma la sindaca Raggi – Ecco ciò che il comune può fare. Illuminazione: avviare un piano led per illuminare soprattutto zone periferiche e parchi. Ieri nel IX nel parco città d’Europa è stata messa una nuova illuminazione.
Videosorveglianza: da luglio stanziato mezzo milione euro per prima tranche di telecamere. Andrà integrata. Il sistema deve funzionare e va messo a sistema anche la parte privata perché venga messa in rete con le forze dell’ordine. La nostra polizia locale è impegnata.
Aumento squadre anticrimine e a cavallo. Abbiamo raggiunto un’intesa con la regione per lavorare nei parchi per rafforzare i presidi. Stiamo riprendendo il piano sociale per aprire un centro antiviolenza in ogni municipio. Ce ne sono già tre. Importante anche la prevenzione nelle scuole per costruire sentimento di rispetto collettivo. Ora tante iniziative ma frammentate. Per noi questo rappresenta un buon modello di prevenzione. Diffondere numero 1522 del ministero per il contrasto alla violenza sulle donne. Vanno diffusi tutti gli strumenti di conoscenza».

Parla l’assessore regionale pari opportunità Visini: «Abbiamo bisogno di abbattere paletti burocratici e di rafforzare la squadra». Mostra una brochure di Zingaretti “dalla parte delle donne” che racchiude tutte le iniziative della Regione messe a bando: «Qui dentro troviamo percorso integrato. Dai pronto soccorso in poi. Spesso la violenza è in famiglia. Bisogna agire anche sull’uomo maltrattante. La Regione ha fatto un bando anche per gli orfani delle donne maltrattate. Ci sono bambini soli. Pensiamo di aiutarli fino a 29 anni, fino alla università. Diremo alle scuole di scaricare l’applicazione collegata al 112. Andremo avanti come una testuggine per aggredire questo fenomeno.

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