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Rieti, il colosso Amazon fermato da un cavillo. L’azienda:

rispetteremo i tempi Dal 10 aprile la Città metropolitana non esamina la richiesta per allacciare gli scarichi al depuratore. Il centro di distribuzione in Italia deve nascere a Paso Corese. Renzi: fare presto. Ma per la società si procede come da programma di GIOVANNA VITALE Erano pronti a partire dal primo luglio, i mega stabilimenti di Amazon a Passo Corese, il nuovo polo della logistica in provincia di Rieti dove il colosso statunitense di vendite online ha deciso di aprire il suo secondo centro di distribuzione in Italia, dopo quello di Castel San Giovanni nel piacentino. Un capannone multilevel da 60mila metri quadri, collegato all’autostrada A1 da una bretella a doppia corsia inaugurata all’inizio dell’anno, e 1.200 assunzioni a tempo indeterminato.

Peccato però che per un intoppo burocratico, dovuto alla lentezza della Città metropolitana guidata da Virginia Raggi, l’operazione rischia di slittare a dopo l’estate. Sempreché non sorga qualche altro problema, peraltro già adombrato nei colloqui informali che i dirigenti dell’ex Provincia hanno avuto con i vertici del polo logistico. Una iattura per quel piccolo esercito di giovani in fase di reclutamento, che dovranno aspettare i comodi dell’amministrazione per cominciare a lavorare. E a ricevere uno stipendio.

L’istanza di autorizzazione ad allacciare il depuratore, già ultimato, agli scarichi delle acque reflue da sversare nell’area di Fiano Romano (di competenza della Città metropolitana) è stata presentata il 10 aprile. “Ma da allora non ci è stata data nessuna risposta, è tutto fermo”, denuncia Andrea Ferroni, presidente del Consorzio industriale Rieti-Fara Sabina. “Nonostante i numerosi solleciti sia scritti sia verbali inoltrati alla dirigente del Dipartimento Ambiente, non ci hanno fatto sapere niente. E questo per noi è un inghippo serio”, prosegue. L’ultima mail, inviata dal Consorzio e risalente al 29 maggio, riassume tutte le difficoltà fin qui incontrate: “Gentilissima dottoressa Zagari, come da sue indicazioni, lunedì scorso sono stato personalmente dal dott. Dionisi, il quale mi ha spiegato che a causa dell’enorme arretrato non ha potuto visionare la documentazione consegnata il 10 aprile. Il dott. Dionisi mi ha anche nuovamente espresso le sue perplessità di natura più giuridica che tecnica “. Seguono una serie di specifiche sul progetto, sulla regolarità dell’iter seguito e sulle autorizzazioni già rilasciate dagli altri enti coinvolti. Tutti, tranne la Città metropolitana. “La prego pertanto di sollecitare l’inizio dell’istruttoria da parte dei suoi collaboratori “, prosegue la missiva, “vista anche l’eccezionalità del caso grazie all’imminente partenza di Amazon con le intuibili immense ricadute socio-economiche sul nostro territorio”. Risultato? Altri dieci giorni sono trascorsi invano. “Adesso, se vogliamo partire il primo luglio, toccherà inventarsi una soluzione alternativa per raccogliere le acque reflue”, spiega sconsolato il presidente Ferroni. “Significa spendere alti soldi nonostante si tratti di un depuratore nuovo, per il quale abbiamo speso 4 milioni, il 70 per cento della Regione, il resto nostro”. Perché quando ci si mette, la burocrazia sa essere davvero ottusa. “Siamo molto amareggiati”, conclude il capo del polo logistico. “La verità è che non c’è collaborazione fra le istituzioni, neanche a fronte di un grande progetto di sviluppo”. Una cosa francamente inspiegabile. “Noi il nostro l’abbiamo fatto, ci avevano detto che si sarebbe risolto tutto in un mese, e invece la pratica non si è mossa”. Amazon può aspettare. Il colosso Amazon ci tiene però a dire che la propria tabella di marcia sarà rispettata, tenendosi lontano dalla polemica politica:
“Le procedure di assunzione e l’apertura del centro di distribuzione di Passo Corese è prevista in autunno – come annunciato al momento del lancio del progetto – e non a luglio”. Amazon, in sostanza si chiama fuori dal contenzioso tra il consorzio dell’area industriale e la Città metropolitana per i ritardi nelle  autorizzazioni nell’allaccio di un depuratore a servizio della struttura.
Sulla questione era intervenuto da “Ore Nove” anche l’ex Premier Matteo Renzi, che ha esortato la presidente della Città Metropolitana Virginia Raggi ad intervenire tempestivamente.

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