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Roma, cinema America “Così hanno boicottato l’arena di Ostia”



Carocci: “Contro di noi minacce. E alcune case di distribuzione ci hanno bloccato la programmazione”


Un lungo applauso e la richiesta di ripetere anche l’anno prossimo una iniziativa che, per dirla con le parole del pubblico, “ha dato spazio ai giovani e al cinema restituendo gratis un bene comune confiscato alla mafia”.

Così si è conclusa al porto turistico di Ostia il cinema in piazza, l’arena all’aperto di film d’autore organizzata dal 1 giugno all’8 settembre dai ragazzi del Cinema America. Che però la prossima estate potrebbero non tornare a Ostia dopo le pressioni di alcuni imprenditori del litorale, come l’affissione di cartelli sulle vetrine del Cineland, durante la manifestazione al porto, in cui si leggeva che ” le arene gratuite minacciano il futuro del cinema al pari della pirateria”. In più, spiegano i ragazzi del cinema America, c’è anche la minaccia del Cineland di un risarcimento danni per un milione di euro nei confronti degli sponsor dell’arena.

“Siamo molto preoccupati e amareggiati – spiega il presidente dell’associazione dei ragazzi del cinema America Valerio Carocci – non abbiamo mai proiettato alcun film della attuale stagione commerciale proprio per non fare concorrenza al Cineland e altre sale. Anzi abbiamo versato all’industria cinematografica oltre 85mila euro di compensi per film d’archivio passati anche in televisione. Eppure a causa delle minacce di risarcimento danni e per il clima che si è creato con il patron del Cineland Giuseppe Ciotoli, abbiamo avuto difficoltà a programmare il calendario di Ostia e alcune case distributrici come la Universal non ci hanno permesso di proiettare i loro film”.

I ragazzi del Cinema America hanno lottato a lungo con il Campidoglio per mantenere l’arena di Trastevere ma sono stati subito accolti dall’amministrazione giudiziaria del porto. A cui il pubblico di Ostia chiede di replicare anche l’anno prossimo: sulla pagina facebook dell’associazione centinaia di messaggi chiedono di non mollare e sabato, dopo la proiezione del film “Prima che la notte”, il pubblico ha lanciato l’idea di una petizione per chiedere al tribunale di Roma, che ha sottratto il porto turistico alla criminalità, di replicare l’arena che ha visto la partecipazione di Carlo Verdone, Claudio Bisio, Ferzan Ozpetek: ” Bisogna dare spazio all’entusiasmo dei giovani – ha detto una spettatrice – creando le condizioni affinché possano continuare a lavorare a Ostia”.

A maggio, presentando la manifestazione, il presidente della terza sezione penale del tribunale Guglielmo Muntoni aveva spiegato che la prospettiva dell’arena è di offrire uno spazio tolto alla mafia per uso sociale. A difendere il suo punto di vista è il patron del Cineland Giuseppe Ciotoli: ” in estate la programmazione si ferma e le arene aperte con i contributi della Regione, come al Porto, ci tolgono pubblico e significano concorrenza sleale. Ben vengano le arene purché a pagamento: non è giusto per chi fa cinema tutto l’anno, non c’è rischio di impresa. Quanto alla richiesta di risarcimento, alla fine credo che non la farò

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