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Roma, guerra tra clan a colpi di incendi e allarme scabbia: benvenuti nell’inferno del campo nomadi di Castel Romano

Topi, scarafaggi, fogne a cielo aperto. Ma anche scabbia e casi di epatite. Questa continua ad essere la fotografia del campo nomadi di Castel Romano, sulla Pontina. Una situazione messa in evidenza anche dall’Associazione Nazione Rom, che ha presentato nei giorni scorsi una denuncia contro il ministro dell’Interno e il sindaco Raggi «per omissione di soccorso verso le 1076 persone che vivono nel campo». Praticamente viene chiesta una nuova ricollocazione degli abitanti. A lanciare l’allarme sono gli stessi rom che in questi ultimi giorni hanno riscontrato segni sempre più evidenti di scabbia tra i bambini.

Sullo sfondo di conflitti fra clan, altri moduli abitativi sono stati dati alle fiamme nell’ultima settimana. La doppia emergenza sul fronte dell’illegalità è emersa in modo inequivocabile dalle operazione della polizia locale in questi giorni. Sono ancora in corso le attività di controllo e censimento, sui moduli abitativi e relativi abitanti, nel campo nomadi di Castel Romano. Gli uomini della Sicurezza Pubblica Emergenziale, hanno già potuto accertare, come ben 15 moduli abitativi, siano stati distrutti o dati alle fiamme, rispetto al precedente (e recente) censimento. È ancora vivo il ricordo tra i residenti del campo  di quando un intero settore venne spazzato via da frequenti quanto misteriosi incendi notturni, che distrussero completamente le casette e costrinsero intere famiglie a trovare nuovi spazi in altri campi della Capitale. Nel corso delle operazioni, i caschi bianchi, coordinati dal vice comandante del Corpo Lorenzo Botta, hanno provveduto a sequestrare veicoli senza copertura assicurativa.

Gli agenti, anche a causa delle recenti aggressioni subite nel campo, hanno operato muniti di corpetto antiproiettile. «Purtroppo equipaggiamenti, formazione e tutele contrattuali e previdenziali, rimangono un vulnus, per un Corpo sempre più in prima linea – spiega Marco Milani, coordinatore romano dell’Ugl Polizia Locale – in un contesto di sicurezza urbana, profondamente mutato nella nostra società e nelle nostre metropoli. Invitiamo amministrazione e Comando, a profondere il massimo sforzo per i dispositivi di protezione individuale e per le corrette formazioni e aggiornamenti operativi, dei 6000 caschi bianchi capitolini». Nel corso dei controlli, che si sono svolti senza incidenti, sono stati gli stessi nomadi a chiedere aiuto alla polizia locale, denunciando l’emergenza sanitaria di una riferita epidemia di scabbia, mostrando le schiene con le piaghe dei loro bambini.

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