attualità Redazione

Samuel Piazza:  Nadia Toffa le metteva nel lavoro e nella vita, colpiva al cuore

Coraggio e passione. Nadia Toffa le metteva nel lavoro e nella vita, colpiva al cuore. Il 13 agosto di un anno fa moriva la iena per cui l’Italia aveva fatto il tifo, la ragazza che sorrideva sempre, a tutti “perché non voglio che le persone siano tristi”. Aveva 40 anni. Ha combattuto contro il tumore, è stata di ispirazione per tanti malati, non ha mollato mai: tutto raccontato, documentato. E il 13 agosto in prima serata su Italia 1 andrà in onda lo speciale Le iene per Nadia dalla prime apparizioni in tv al servizio sull’Ilva di Taranto all’inchiesta sulla Terra dei fuochi, alla dedica di Lorenzo Jovanotti durante il concerto.

Morta Nadia Toffa, la sua lotta al cancro in 10 frasi

Nel 2013 si occupa per la prima volta dell’Ilva, un impegno importante che ha portato Nadia a ricevere la cittadinanza onoraria di Taranto, dopo la proposta partita dai cittadini con appelli e messaggi social. Era diventata una bandiera, aveva parlato con le famiglie e i bambini, ascoltato le storie di chi si era trovato a combattere contro il cancro. Nel 2017 Nadia era stata la madrina della campagna “Ie jesche pacce pe te”, realizzata dal gruppo Amici del Mini Bar del quartiere Tamburi di Taranto; aveva sostenuto la raccolta fondi – tramite la vendita delle magliette con quello slogan – per il reparto di pediatria dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Il 25 settembre 2019, grazie a una petizione firmata da più di 90mila persone, quel reparto era stato intitolato a lei.

 

Morta Nadia Toffa, i messaggi dei famosi per la donna e giornalista coraggiosa

Dopo la sua morte, la trasmissione riprese con cento iene riunite (tra gli altri Afef, Claudio Bisio Enrico Brignano, Alessandro Cattelan, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto, Enrico Lucci, Luca e Paolo, Simona Ventura, Fabio Volo) solo per lei, lo scricciolo innamorato del giornalismo d’inchiesta, che non si fermava davanti a nessuno. Aveva realizzato il suo sogno quando cominciò a lavorare al programma. Convinse Davide Parenti, papà delle Iene, a farle un provino. Lei lavorava già in una televisione privata. Lui, perplesso, le spiegò che il mestiere si impara sul campo: e Nadia mollò il lavoro sicuro e si presentò in redazione, tutti i giorni: “La prima a arrivare, l’ultima ad andare via” racconta Parenti, che spiega come il lavoro per Nadia fosse la vita. Una passione assoluta. “Era innamorata del suo mestiere, non si fermava mai. Non passa giorno senza pensare a lei, è sempre con noi”.

‘100 Iene’ per ricordare Nadia Toffa: ”Non è importante quanto vivi ma come vivi”

Poi divenne conduttrice, “energia pura” come l’hanno definita, entusiasta della vita. Con una vena di follia contagiosa per cui si faceva voler bene: “Credo che se Nadia ci vedesse riderebbe” dice Parenti “perché in questo speciale che le abbiamo dedicato  parleranno tutte le persone che hanno lavorato con lei, quelle che normalmente stanno dietro le telecamere e non è facilissimo stare davanti… Questa cosa ci costa moltissimo la facciamo solo per lei”. C’è la commozione, inevitabile, ma ci sono tante risate in un amarcord che ricostruisce la personalità della piccola grande “guerriera”. Quando si ammalò fu criticata perché definì il cancro “un dono”. “Ma per lei” spiega Parenti “era un modo per rivendicare la forza d’animo con cui reagire, da guerrieri. Nadia non voleva spaventarci, e voleva lanciare sempre un messaggio positivo, infondere forza”. Un atteggiamento che ha contraddistinto la sua lotta, sempre col sorriso.

Nadia Toffa, la madre a Bari: “Ci ha insegnato a non fare mai i bravi”

Una forza che colpì anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel giorno più triste, si unì al dolore di parenti e amici “colpito dalla prematura scomparsa” ricordando su Twitter “la vivacità e simpatia del suo impegno di giornalista e il coraggio con cui ha affrontato la malattia”. Le amiche Iene le dedicarono un post commosso: “Qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, non perde mai. Hai combattuto a testa alta col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse é per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa”.

“Bella”, la dedica di Jovanotti a Nadia Toffa sulla spiaggia di Policoro

Nadia Toffa si era sentita male nel dicembre 2017 in un albergo di Trieste. Le sue condizioni erano apparse subito molto serie, fu trasferita al San Raffaele a Milano. Dopo due mesi di cure, a febbraio 2018 era tornata in video: “Ho avuto un cancro”, spiegò al pubblico. Poi aveva raccontato la lotta contro il tumore in un libro, Fiorire d’inverno. In un post su Instagram, aveva definito “quello che tutti considerano una sfiga, il cancro”, “un dono, un’occasione, una opportunità”. Parole che le avevano attirato feroci critiche sui social e non solo. Ma al di là delle polemiche, era diventata il simbolo di chi combatteva la malattia, a testa alta. “Non vinciamo sempre”, aveva scritto in una lettera a Repubblica, “non siamo sempre i più forti, i più sani, i più intelligenti, e quando succede di inciampare, di farci male, ricordiamo di essere così fragili che tutto si può scompaginare all’improvviso, con la facilità con cui si soffiano via le briciole dalla tavola”.

Taranto, blackout allo stadio: i tifosi ‘accendono’ la curva nel nome di Nadia Toffa

Le Iene per Nadia è un omaggio con contenuti inediti, ricordi, interviste; ripercorre momenti della vita lavorativa di Toffa: dal primo servizio da inviata alla prima conduzione, le inchieste più importanti, quelle che suscitarono più clamore, fino alle ultime apparizioni in tv. E tante curiosità: lo scherzo a Teo Mammucari in cui Nadia avrebbe dovuto farlo innamorare (2013), i racconti divertenti sul suo modo di parlare con chiunque mantenendo la distanza di un centimetro, la puntata condotta insieme a Fedez e J-Ax; l’intervista al primo amore cinematografico Terence Hill (2018) che le regalò una ciotola autografata per mangiare i fagioli. Fino al primo ottobre del 2019 quando il programma tornò in onda dopo la sua scomparsa con le cento iene a renderle omaggio. “Abbiamo pensato a lungo come ripartire senza Nadia, con un po’ di fortuna abbiamo fatto una prima puntata molto bella” dice Max Ferrigno, che insieme a Davide Parenti organizzò la reunion, “non credo possa venire ugualmente bella se la riprovassimo altre mille volte”.

Leave a Reply

%d bloggers like this: