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Savona: “L’Ue mantiene il pilota automatico anche se andiamo contro un iceberg. Scontro tra Italia e Bruxelles? Deciderà il popolo”



Il ministro degli Affari europei: “Che cosa dovremmo fare con una politica monetaria che cambia segno e con il rallentamento della crescita internazionale? Il nostro Paese ha superato la prova dei mercati: ci aspettavamo ben altro. Cinquestelle e Lega sono forze rivoluzionarie che hanno il diritto di governare”


OMA – “Dicono che il 2,4% di deficit sia troppo, in Italia? Che cosa dobbiamo fare con una politica monetaria che cambia segno e il rallentamento della crescita internazionale?”. Il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, rivolge queste domande alle istituzioni comunitarie davanti ai giornalisti della stampa estera. Ancora Savona: “L’Ue tiene il pilota automatico in questo quadro. Rischia di andare contro un iceberg e lo tiene lo stesso?”.

“Nessuno può dire – aggiunge Savona – che questa nostra Nota di aggiornamento al Def mette in dubbio la stabilità finanziaria dell’Italia e dell’Europa, siamo abbastanza forti per reggerla. La sfida è sulla realizzazione degli investimenti. ll programma di governo è  molto preciso e, a mio avviso, moderato e necessario. Che cosa succederebbe se l’Unione europea si mettesse in una posizione conflittuale verso questo programma moderato? Non lo so, deciderà il popolo non io, io mi metto da parte”.

“Io non posso impedire alle persone di parlare e mi batto perché possano farlo. Ma se i commissari europei reagiscono per un 2,4 senza aver letto ancora la Nota al Def, vuol dire che c’è di mezzo la campagna elettorale delle Europee. Sarà un 2019 difficile. Io cerco di rimanere totalmente sordo a quello che viene detto intorno a me in fatto di chiacchiere”.

“I mercati si sono comportati moderatamente, noi stessi ci aspettavamo altro. Non siamo preoccupati dai mercati, quanto dallo scontro politico fra le élite conservatrici e le forze innovative presenti non solo in Italia. Io credo nel mercato, ho sempre creduto nel mercato e lo trovo più sano dello scontro politico”.

Nell’incontro con la stampa estera, non mancano note di colore: “Datemi del professore, dell’idiota: ma euroscettico è qualcosa di sbagliato”. E Savona parla anche di Salvini e Di Maio, certo poco popolari a Bruxelles: “Possono essere intemperanti fuori, ma una cosa è l’intemperanza e altra è la responsabilità di governo di cui sono perfettamente consapevoli. Altrimenti gli elettori li manderanno a casa. Tria? Al ministro dell’Economia è stato affidato il più difficile dei compiti e merita il massimo rispetto”.

“Nel governo, gente che vuole uscire dalla Ue o combatterla non ce n’è. Cinquestelle e Lega? Queste due forze rivoluzionarie, entrate in Parlamento, ora hanno il diritto di governare”.

Savona sparge ottimismo circa le possibilità di crescita dell’Italia: “Sono convinto che possa arrivare al 2% invece dell’1,5% e al 3%, invece che all’1,6%”. Nessuna ansia neanche per la fine degli acquisti di titoli di Stato per mano della Banca Centrale Europea. Scenario che rappresenta un’incognita per Roma  “Non ho perso fiducia. Draghi resta lì fino al 2019. Non credo che nessuno abbia interesse che il nostro Paese entri in una grande crisi”.

Savona: L'Ue mantiene il pilota automatico anche se andiamo contro un iceberg. Scontro tra Italia e Bruxelles? Deciderà il popolo

“La crisi finanziaria non interessa a nessuno perché, con l’instabilità politica dell’Italia, succede qualcosa di veramente grave all’Europa e al resto del mondo. Alla fine troveremo un punto di incontro

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