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Scuole aperte a gennaio, Azzolina: “Chiederemo corsia preferenziale test per la scuola”

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Il ministro respinge le accuse: “Dati contagi sempre trasmessi a Iss”

Rossella Grasso — 5 Dicembre 2020

Foto Claudio Furlan – LaPresse
02 Dicembre 2020 Milano (Italia)
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Studenti del Liceo Severi Correnti fanno didattica a distanza all’esterno della scuolaPhoto Claudio Furlan – LaPresse
02 December 2020 Milan ( Italy )
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Students of the Liceo Severi Correnti do distance learning outside the school

“Noi stiamo chiedendo per la scuola, a partire da gennaio, una corsia preferenziale per i tamponi e i test rapidi. Se ci fosse un caso, dovremmo poter accedere velocemente ai test su compagni e insegnanti per contenere il contagio. In questo modo, e con la curva dei contagi che sta scendendo, il tracciamento potrà tornare a funzionare”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a ‘Live in Courmayeur’, su SkyTg24. La ministra rilancia con forza l’idea di aprire le scuole a gennaio semplicemente rispettando le norme anticovid. E annuncia di essere al lavoro anche con i prefetti per organizzare al meglio la situazione dei trasporti e garantire un rientro in sicurezza il 7 gennaio.

Respinge al mittente le accuse di aver nascosto i dati dei contagi nelle scuole. “Ognuno può scrivere quello che vuole – ha continuato – ma assumendosene la responsabilità: sono state mosse accuse pesanti e false, come quella di non aver trasmesso i dati. Non si possono sparare numeri a caso: i dati ci sono, perché il ministero dell’Istruzione li ha raccolti, pur non essendo il suo compito. Ma volevamo un monitoraggio interno per avere un doppio controllo. Dalla prima settimana di scuola abbiamo fatto una riunione con il Cts, e abbiamo deciso che avremmo affidato i dati raccolti all’Iss, dove lavorano esperti ed epidemiologi. Perché i numeri vanno interpretati e studiati. Ogni settimana abbiamo trasmesso i dati all’Iss, che li ha utilizzati. Nel resoconto settimanale ha sempre parlato anche dei dati delle scuole: eravamo al 2,5% dei contagi. L’Iss ci ha riferito che la scuola non ha contribuito in nessun modo alla seconda ondata: questo ormai è riconosciuto ed è palese. Chi dice il contrario è in malafede”.

La ministra rivendica anche la questione dei banchi che annuncia essere tutti arrivati. “I 2,4 miloni di banchi hanno recuperato un ritardo di più di 20 anni. I nostri studenti avevano il diritto di avere arredi scolastici più nuovi”, ha detto. “Oggi le scuole hanno 2,4 milioni di banchi nuovi. Le consegne sono state praticamente completate. Ringrazio il Commissario Domenico Arcuri per aver supportato il Ministero dell’Istruzione in quella che lui stesso ha giustamente definito ‘un’operazione senza precedenti, che ha portato negli istituti una quantità di arredi pari a dodici volte la produzione italiana di un anno’. E ringrazio anche l’Esercito che ci ha supportato nella consegna durante l’emergenza”. Lo scrive su Facebook la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“In questi mesi è stata fatta tanta ironia su questi banchi. Sulle sedute innovative, che molte scuole hanno richiesto per migliorare la didattica in classe, favorendo, oltre al distanziamento, il lavoro di gruppo per il futuro, sono stati fatti meme, tante battute (alcune anche divertenti, a dire il vero), e attacchi feroci – aggiunge -. C’è chi ha usato il termine ‘banchi a rotelle’ per prendere in giro me, senza rendersi conto di offendere uno strumento che centinaia di istituzioni scolastiche già utilizzavano proficuamente in classe e in laboratorio. Tanti hanno parlato e continuano a parlare di scuola senza conoscerla, avendola solo frequentata qualche anno fa”.

“Sui banchi tradizionali monoposto qualcuno ha detto che non servivano, che abbiamo buttato soldi. Senza sapere, magari, che i nostri studenti sedevano su sedie malmesse e spesso utilizzavano banchi di qualche decennio fa. Dicevano che non ce l’avremmo fatta. Che i banchi non sarebbero mai arrivati. Abbiamo letto e ascoltato di tutto, compresi conteggi fuori dal mondo sui costi di questa operazione. Abbiamo risposto con i fatti. Fino a ieri migliaia di studentesse e studenti facevano didattica sugli stessi banchi dei nonni. Questa squadra lascia in eredità alla scuola nuovi arredi, dopo anni di immobilismo. Le chiacchiere passano. I fatti restano. Questo è un investimento che resta. Anche durante il periodo della pandemia abbiamo sempre lavorato pensando al futuro, facendo degli investimenti strutturali che non fossero solo legati all’emergenza di oggi. I banchi, di fatto, lo sono. Per la prima volta lo Stato ha fornito quasi 2 milioni e mezzo di nuovi arredi. Le nostre classi oggi hanno una fisionomia diversa. Non era mai successo. Orgogliosi di averlo fatto”, conclude Azzolina.

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