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Shang-Chi e la leggenda dei Dieci anelli, i dettagli che forse vi sono sfuggiti

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ATTENZIONE: spoiler su Shang-Chi e la leggenda dei Dieci anelli

È arrivato finalmente nelle sale Shang-Chi e la leggenda dei Dieci anelli, il nuovo e atteso film Marvel che porta avanti la quarta fase di questo universo cinematografico schierando per la prima volta un supereroe di origini asiatiche, interpretato da Simu Liu. La pellicola diretta da Destin Daniel Cretton racconta una storia nuova e a sé stante nel Marvel Cinematic Universe ma che potrebbe avere ricadute essenziali per il futuro della saga. Numerosi sono anche i riferimenti a molti personaggi e a situazioni che popolano i fumetti, da cui tutto questo mondo narrativo è stato tratto. Ecco allora una piccola guida ai dettagli più nascosti che potrebbero esservi sfuggiti durante la visione:

Katy

Una delle figure fondamentali della pellicola è sicuramente Katy, la migliore amica del protagonista interpretata dall’attrice comica Awkwafina. Il talento spontaneo di quest’ultima confeziona un alleggerimento divertente e brillante, che compensa i toni più drammatici di altri personaggi. Nel film lei è una giovane di origini cinesi estremamente ordinaria, anzi spaventata dal prendere decisioni troppo impegnative nella vita. Di lavoro fa la parcheggiatrice fuori da un hotel, anche se poi scopre di avere insospettate qualità da arciera. Molti report identificano però il suo personaggio come quello di Katy Bashir, una figura nota nei fumetti Marvel come Apex: si tratta di un’antieroina capace di manipolare con la mente ogni struttura meccanica o tecnologica; la passione della Katy filmica per le auto potrebbe essere un aggancio a queste caratteristiche ma non è chiaro se nel futuro dell’Mcu ci sarà un’evoluzione di questo tipo per lei.

Il Post-Blip

Gli eventi del film si svolgono dopo Avengers: Endgame, ovvero dopo che Thanos ha cancellato metà della popolazione con uno schiocco di dita (nel cosiddetto Blip) ma anche dopo che i Vendicatori grazie a un’intricata rete di viaggi temporali e un’epica battaglia hanno sistemato le cose. Si dice chiaramente che la storia è ambientata “ai giorni nostri” e gli stessi Shang-Chi e Katy parlano con degli amici di un “mondo in cui metà della popolazione mondiale può essere spazzata via in un attimo“. Aguzzando la vista, all’ingresso della casa di Katy, si vedono anche dei cartelli con annunci per sostegni psicologici post-Blip. Non è una scelta casuale questa collocazione temporale, in quanto dopo il flashback di Black Widow si torna a portare avanti la cronologia della quarta fase del Marvel Cinematic Universe.

Razor-Fist

Fra i tanti avversari che Shang-Chi e i suoi alleati devono affrontare nel film uno dei più pericolosi fin dal mirabolante scontro sul bus è sicuramente Razor-Fist, interpretato dalla montagna di muscoli che è l’attore tedesco-romeno Florian Munteanu. Il personaggio è ovviamente tratto dai fumetti ed è uno degli antagonisti storici dello stesso Shang-Chi, arrivando ad avere diverse incarnazioni. Il primo Razor-Fist era un assassinio mercenario ingaggiato come bodyguard di Carlton Velcro, uno dei supercriminali della saga Master of Kung Fu: per renderlo ancora più letale Velcro gli rimuove chirurgicamente entrambe le mani e le sostituisce con affilatissime lame (nel film questo riguarda invece solo l’arto destro). Nelle storie a fumetti lo scagnozzo sarà battuto ripetutamente da Shang-Chi, tanto da venire sostituito a un certo punto da diversi robot. Fra gli altri avversari che vediamo nel film notevole è Death Dealer, il ninja mascherato e vestito di blu che allena sadicamente il giovane Shang-Chi: anche lui viene dai fumetti, in origine chiamato Li Ching-Lin, spia doppiogiochista al solo del malvagio Fu Manchu, ovvero colui che era il padre originario di Shang-Chi.

Abominio

Giunto a Macao in cerca della sorella Xialing, Shang-Chi si trova coinvolto nel giro di combattimenti illegali gestito dalla stessa giovane donna. Fra gli scontri a cui assiste il più eclatante è sicuramente quello fra Wong, il braccio destro di Doctor Strange (che vedremo anche in Spider-Man: No Way Home), e il mostruoso Abominio. La presenza di quest’ultimo era confermata da tempo ma giunge comunque come una sorpresa, soprattutto perché è tornato a doppiarlo il suo interprete originale, Tim Roth. Quest’ultimo era fra i protagonisti del film L’incredibile Hulk del 2008, nei panni del soldato britannico Emil Blonsky, il quale subisce varie sperimentazioni da parte del generale Ross (William Hurt) per trasformarlo in una creatura simile a Hulk. Gli esperimenti degenerano e ovviamente si ottiene un mostro fuori da ogni controllo, il quale viene sì sconfitto alla fine dal gigante verde ma non del tutto. Qui lo vediamo in fin dei conti ammansito, con un buon rapporto con lo stesso Wong. Tutto ciò è un preludio alla prossima partecipazione di Abominio che vedremo coinvolto nella serie Disney+ She-Hulk, in arrivo a metà 2022.

Ta-Lo

Gran parte della trama di Shang-Chi ruota attorno al mondo magico di Ta-Lo, una dimensione mistica in cui il malvagio Wenwu incontra l’amata Jiang Li prima di redimersi proprio grazie a lei; dopo la morte della donna, il Mandarino vuole ritornare al villaggio magico per distruggerlo, anche se quest’ultimo è protetto da un labirinto mobile. Questo regno divino è presente anche nei fumetti, ovviamente, dove compare per la prima volta sulle pagine di Thor nel 1980. Si tratta della trasposizione del più alto dei 36 cieli nella mitologia cinese, una specie di dimensione parallela e adiacente alla Terra in cui vengono custoditi i più fragili equilibri dell’universo; nei fumetti è anche la patria degli Xian, esseri extradimensionali che corrispondono più o meno alle divinità taoiste della tradizione cinese. Nelle pubblicazioni così come nel film Ta-Lo è abitato da un’infinità di creature fantastiche, come le fenghuang, uccelli infuocati simili alle fenici; i qilin, a metà strada fra le chimere e i leoni giganti; i longma, specie di cavalli dalle fattezze di drago; i huli jing, volpi giganti dalle innumerevoli code, e ovviamente i draghi, qui rappresentati dal Grande Protettore.

L’Abitatore del buio

Wenwu vuole raggiungere Ta-Lo per ricongiungersi con l’amata moglie ma in realtà è attirato lì da una terribile creatura che vi è imprigionata, l’Abitatore del buio: nel film è una specie di drago multi-tentacolare che si nutre delle anime altrui per portare la distruzione in tutto l’universo. Questa figura mostruosa, in inglese nota come Dweller-in-Darkness, compare per la prima volta nei fumetti di Thor nel 1974 ma diventerà poi uno dei Fear Lords, creature che si alleano contro Doctor Strange per seminare il terrore più puro nel mondo. In realtà l’origine di questo mostro è ulteriore, perché è una delle ultime figure create da H.P. Lovecraft nei suoi racconti legati al ciclo di Cthulhu. In tutte le sue incarnazioni l’Abitatore infonde un terrore mortale in chiunque lo incontri e spesso è talmente potente e immortale da non poter essere distrutto, ma solamente bandito dalle dimensioni conosciute. In Shang-Chi, come sappiamo, le cose vanno diversamente.

Il finale e le scene post-credits

Dopo lo scontro con l’Abitatore del buio, Shang-Chi e Katy tornano nella natia San Francisco per raccontare ai loro increduli amici le avventure vissute; qui, appena prima della fine del film, vengono raggiunti ancora una volta da Wong che li convoca nel mitico Kamar-Taj. Nella prima scena post-credits li vediamo tutti assieme analizzare i Dieci anelli, con loro ci sono anche Captain Marvel (Brie Larson) e Bruce Banner (Mark Ruffalo), i quali però non riescono a identificare gli artefatti. Gli anelli, a ogni modo, hanno attivato una specie di impulso e stanno trasmettendo un messaggio, anche se non si capisce bene a chi. Questo potrebbe essere un riferimento alle origini stesse di questi potentissimi oggetti: secondo la tradizione fumettistica, infatti, il Mandarino li ha ricavati dal relitto di una nave aliena con cui l’esploratore Axonn-Karr, della razza dei Makluan, si è schiantato sulla Terra. Che gli anelli stiano comunicando con la loro stirpe originaria? C’è da dire anche che gli anelli che vediamo qui nel film sono molto diversi da quelli che nei fumetti il Mandarino indossa alle dita: si è deciso di cambiare le loro fattezze per non farli assomigliare troppo alle Gemme dell’infinito conosciute nelle fasi precedenti dell’Mcu.

A ogni modo al termine di questa scena Shang-Chi e Katy sono in sostanza accolti tra le fila di quella che saranno i futuri Avengers (ma prima si concederanno un tanto agognato karaoke). In una scena post-credits ancora successiva vediamo poi la sorella Xialing tornare al quartier generale dei Dieci anelli: se l’intenzione iniziale era quella di smantellare le operazioni di Wenwu, la giovane donna decide di mettersene a capo introducendo diverse novità (come l’arruolamento delle donne). Xialing è sostanzialmente la nuova leader dei Dieci anelli e infatti il film si conclude con un cartello: “The Ten Rings will return“. L’ipotesi è che ci sia già l’intenzione di produrre un secondo film legato a Shang-Chi, ma l’organizzazione dei Dieci anelli potrebbe tornare anche in altre produzioni Marvel future già annunciate.

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