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Si discute di prorogare lo stato di emergenza in Italia dopo il 31 luglio

La diffusione della variante delta del coronavirus e lo stato di avanzamento della campagna vaccinale hanno indotto a valutare una proroga dello stato di emergenza

Il presidente del Consiglio Mario Draghi al centro vaccinale di Fiumicino (diretta video Presidenza del Consiglio)
Il presidente del Consiglio Mario Draghi al centro vaccinale di Fiumicino (diretta video Presidenza del Consiglio)

Mentre cresce l’allerta per la circolazione della variante delta del coronavirus, che ha fatto registrare un aumento dei contagi in Gran Bretagna, si abbassano le speranze di vedere l’Italia fuori dallo stato di emergenza. Secondo alcune indiscrezioni riportate dai giornali, il governo sarebbe orientato a mantenerlo attivo anche dopo la sua scadenza, prevista per il prossimo 31 luglio. La proroga potrebbe anche non essere breve, ma estendersi fino a fine anno. La decisione dovrà essere presa entro i prossimi 44 giorni da oggi, 16 giugno.

Lo stato di emergenza è stato decretato per la prima volta il 31 gennaio 2020, per rispondere alla crescente emergenza rappresentata dalla diffusione della pandemia. Con l’atto parlamentare che sancisce l’entrata in vigore di questa disposizione, il governo riceve poteri straordinari per fronteggiare situazioni di pericolo. Possono essere limitati gli spostamenti da e verso paesi ritenuti a rischio e sono previsti poteri straordinari anche ai presidenti di regione. Nel caso specifico dello stato di emergenza relativo alla pandemia, sono stati anche dati poteri speciali di coordinamento e gestione della situazione di crisi alla Protezione civile, è stata istituita la struttura commissariale, attualmente presieduta dal generale Francesco Figliuolo, e ed è stato creato il Comitato tecnico scientifico per valutare l’andamento della diffusione del virus.

Se lo stato d’emergenza dovesse essere prorogato tutti i poteri straordinari e le strutture consultive e di coordinamento resterebbero in attività. La principale motivazione di questa possibile proroga, oltre alla preoccupazione per la variante delta del coronavirus, è lo stato di avanzamento della campagna vaccinale. Secondo quanto dichiarato da Figliuolo, la cosiddetta immunità di gregge si otterrà solo quando l’80% della popolazione sarà vaccinata, obiettivo che dovrebbe essere raggiungo verso fine settembre. Inoltre potrebbero sempre sopraggiungere situazioni impreviste, come nel caso del blocco di AstraZeneca per le fasce di età più giovani.

Tuttavia, nelle ultime settimane, alcuni esponenti del governo avevano rilasciato dichiarazioni che sembravano fare intendere una possibile chiusura della situazione emergenziale. È il caso del ministro della Salute Roberto Speranza che, pur senza dare alcuna certezza, aveva auspicato una chiusura dello stato di emergenza per dare un segnale positivo al paese. Dello stesso avviso anche la ministra agli Affari regionali Maria Stella Gelmini, che ha descritto come “maturi” i tempi per chiudere la fase emergenziale e tornare agli strumenti legislativi ordinari.

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