Soluzioni e tecnologie per i piccoli comuni nel nuovo rapporto delle Fondazioni Symbola, Hubruzzo e Cariplo

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È stato presentato ieri Soluzioni e Tecnologie per i Piccoli Comuni e le aree montane, un rapporto che si inserisce nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio di Officina Italia, promosso da Fondazione Symbola, Fondazione Hubruzzo con il patrocinio di Fondazione Cariplo, ANCI, Uncem, Touring Club Italiano, Fondazione Garrone, Federparchi, Coldiretti, Legambiente, Ance, CNA PCC, CNI, CNGG, Mobility in Chain, Linfa, Andropolis, Comunità Montana Valle Trompia, CGIL, CISL, UIL.

Il rapporto, che riprende e sviluppa l’esperienza decennale maturata nelle ricostruzioni dell’Appennino centrale prima con Officina L’Aquila per il sisma del 2009 e poi con Ricostruire il Piceno, Abitare l’Appennino per il sisma 2016/17, affronta il tema delle aree del Paese interessate da processi di indebolimento economico, sociale e demografico. Si tratta di un rapporto coerente con la filosofia della legge Realacci (158/2017) sulla valorizzazione dei piccoli comuni, che rimane ancora largamente inapplicata ma che indica proprio nei territori cosiddetti “marginali” un punto di forza per il futuro dell’Italia. La messa in sicurezza del territorio rappresenta infatti una condizione fondamentale ma non sufficiente per assicurare condizioni di abitabilità in contesti interessati da antiche e nuove vulnerabilità; da quelle sismiche e idrogeologiche a quelle ambientali conseguenti agli effetti della crisi climatica. Un territorio rappresentativo di realtà prevalentemente montane ed alto collinari – che interessa ben il 66,8% della superficie nazionale non riconducibile a periferia delle grandi conurbazioni urbane – chiamate a svolgere un ruolo decisivo nella risposta alle sfide poste dalle crisi climatica e pandemica; dalle politiche di mitigazione legate alle opportunità offerte dall’economia circolare a quelle di adattamento necessarie per continuare ad assicurare l’erogazione di servizi ecosistemici, fino alla costruzione di nuovi equilibri territoriali e sociali capaci di innalzare il livello di anti-fragilità delle nostre società.
“Stiamo riscoprendo il valore delle comunità locali, vero snodo cruciale e strategico della nostra società – dichiara Claudia Sorlini, vice presidente Fondazione Cariplo – . Specialmente le piccole comunità, a volte micro, racchiudono in sé il tesoro delle relazioni, che se vengono a mancare interrompono il flusso naturale delle cose, proprio come le infrastrutture fisiche, abbiamo bisogno di infrastrutture sociali. È importantissimo sviluppare ricerche e attività che abilitino le tecnologie come perno su cui costruire processi di sviluppo; allo stesso tempo dobbiamo lavorare sul fattore umano che resta quello più importante, senza il quale le tecnologie rischiano di illudere, se non di fallire”.
“Con questa ricerca così come con altre sinora realizzate, intendiamo favorire e promuovere progetti di sviluppo locale, a partire dall’Abruzzo, con l’intento di essere d’ispirazione per tutte le regioni italiane – sottolinea Sergio Galbiati, presidente della Fondazione Hubruzzo -. Le aree interne del nostro Bel Paese, oggi interessate da processi di indebolimento economico, sociale e demografico, dovranno rigenerarsi anche sulla base di nuove formule imprenditoriali capaci di coniugare economia circolare, coesione sociale ed etica d’impresa”.
Attraverso la presentazione di 44 buone pratiche relative ad 11 ambiti (prevenzione e sicurezza, gestione delle acque e servizio idrico, energia, agricoltura, foreste, agroalimentare, cultura e turismo, interconnessione e networking, servizi alla comunità, scuola e formazione e mobilità) – si legge nella nota diffusa da Symbola – dal rapporto si evince come l’innovazione sia una chiave per la trasformazione delle sfide in opportunità per contesti depositari di un immenso patrimonio storico, artistico, ed enogastronomico, della quasi totalità delle aree protette italiane, in cui abbondano risorse boschive ed idriche. Una nuova civitas che nasce da una visione circolare dell’economia e della società in grado di rivitalizzare territori e comunità, anche grazie al ripensamento e rafforzamento dei servizi al cittadino – primi tra tutti quelli sanitari, scolastici e di trasporto necessari a rendere migliore la vita delle persone – coerente con la visione e gli obiettivi della legge Realacci (158/2017) per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni.
“Nel grande mosaico di un’economia a misura d’uomo, come recita il Manifesto di Assisi, necessaria per contrastare le sfide che abbiamo davanti come la pandemia, la crisi climatica e la drammatica crisi prodotta dall’invasione dell’Ucraina – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – le 44 tessere presentate in questo rapporto confermano il contributo decisivo che può venire dai territori e dalle comunità. C’è un’Italia che sfida le crisi, compete e si afferma senza perdere la propria anima. I piccoli comuni sono parte importante della nostra identità. Mi sono battuto per avere una legge sui piccoli comuni e ora c’è. Un comune è il suo campanile, la sua comunità, i suoi servizi. Servono scuole, un nuovo modello di sanità, uffici postali, piccoli esercizi commerciali, banda larga anche per attrarre i giovani e creare nuove imprese: un’economia più forte proprio perché più a misura d’uomo. Un’Italia che fa l’Italia e si muove entro le chiavi proposte dal Next Generation EU per affrontare la crisi e rilanciare l’economia: coesione, transizione verde e digitale”.

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