Gli antichi terrazzamenti di pietra a secco della campagna siciliana sono il teatro di un nuovo intervento progettuale della firma milanese DAP Studio. Siamo in una delle zone più suggestive dell’isola, delimitata da una parte dalle pendici dell’Etna e dall’altra dalla distesa azzurra del Mar Ionio. Un imprenditore di successo del settore IT ha pensato alla Sicilia e a DAP Studio per la sua nuova casa. E l’incontro ha avuto sviluppi creativi inaspettati: «Dapprima il nostro intervento prevedeva solamente la sistemazione delle aree esterne che circondano la casa padronale posta al centro di una vasta proprietà terriera» spiegano gli architetti di DAP. «Nelle vicinanze c’era una piscina da ultimare, sopra a un ricovero per attrezzi agricoli. Un ambito dalle grandi potenzialità». E così, da una felice intuizione, è nata la proposta di creare una dépendance, un personale rifugio da cui ammirare il paesaggio. La nuova abitazione, un luogo in cui il padrone di casa intende trascorrere buona parte dell’anno, è immersa in uno scenario unico esaltato dalle cromie vulcaniche e dai colori del bosco, i profumi di frutteti, i vigneti, gli uliveti e la silenziosa presenza del mare.

DAP Studio, ph. Lamberto Rubino

Le scelte architettoniche e materiche valorizzano la raffinata continuità visiva e spaziale con l’ambiente in cui s’innesta questo elegante e discreto esempio di ristrutturazione. Il dialogo continuo fra interni ed esterni si gioca sulle trasparenze suggerite dalle grandi vetrate scorrevoli e da un patio coperto che si apre sul giardino mediterraneo. Gli interni conservano e rafforzano questa opzione stilistica: i pannelli esterni in cedro canadese, scorrevoli e modulabili, caratterizzano il passaggio a un interior (in cedro libanese) contraddistinto da pochi elementi divisori. Questi ultimi scandiscono felicemente la rigorosa linearità delle aree giorno e notte, rivestendo le pareti e i pannelli della cucina e plasmando il controsoffitto con un sistema di doghe. Il risultato è una vista senza pari sul mare e sul giardino. La palette cromatica indugia sui toni del legno, del bianco e del grigio. La pietra lavica che riveste le pareti di fondo richiama i piani terrazzati e i muri esterni a secco, mentre la graniglia grigia della pavimentazione riprende la ghiaia del giardino. Il vano tecnico e lo spogliatoio di servizio della piscina sono delimitati da un rivestimento fisso in listelli in legno verticali che si integra con il sistema frangisole, generando un fronte continuo e armonioso. Appena sopra ecco la piscina a raso, rivestita da una lastra monomaterica: lo specchio d’acqua si perde all’orizzonte e sembra sprofondare nel mare, offrendo panorami e atmosfere di rara bellezza.