Stoccaggio CO2, scienziati UK: “Non la crediamo una soluzione”

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Cattive notizie per la speranza di ridurre la CO2 attraverso lo stoccaggio. Un gruppo di scienziati britannici, esperti delle tecniche attuali di cattura del carbonio, sono giunti alla conclusione che non sia verosimile sviluppare tecnologie valide in questo senso, in tempo per raggiungere lo zero netto e limitare così il riscaldamento globale a 1,5°C. Ne hanno parlato a un evento al Greenhouse Gas Removal Hub di Londra. Queste tecniche – spiegano – possono rappresentare solo una frazione degli sforzi che ci attendono e non sono in alcun modo risolutivi.

L’evento ha messo in atto una vera e propria votazione, in cui ogni ricercatore doveva esprimere il proprio parere. Dei 114 votanti, il 57% ha affermato di “non essere sicuro” che il Regno Unito avrebbe raggiunto gli obiettivi del 2030 nella strategia zero netto, che prevede la rimozione ingegnerizzata di gas serra per 5 milioni di tonnellate e 30.000 ettari di alberi piantumati ogni anno. Il 25% ha affermato di esserne “abbastanza fiducioso” e l’11% ha affermato che “non c’era alcuna possibilità”. Eppure, il governo britannico – come anche i restanti governi europei, Italia compresa – sono molto fiduciosi che i metodi di cattura del carbonio saranno sviluppati abbastanza rapidamente. Chissà, forse per spostare la responsabilità della riduzione delle emissioni dalla politica alla scienza. Sembrava alluderlo anche Mark Taylor, vicedirettore dell’innovazione energetica presso il Dipartimento per le imprese, l’energia e la strategia industriale (BEIS), quando ha commentato la promessa del governo di introdurre tecnologie capaci di azzerare le emissioni degli aerei entro il 2023, dicendo al Guardian: “No, non è così. Dobbiamo convincere le persone a credere che questo possa funzionare, ma forse questa affermazione è un po’ sfacciata”. Ma come funzionerebbero queste tecnologie? Quella più promettente è basata sulla cattura diretta della CO2 dall’aria. Questo processo comporta la rimozione del carbonio dall’aria, di solito utilizzando ventilatori giganti, e il riscaldamento a una temperatura molto elevata. Questo carbonio può quindi essere immagazzinato in formazioni geologiche o combinato con l’idrogeno per creare combustibili sintetici. Se la politica sposa questa soluzione, chi dovrebbe metterla a punto è scettico: anche per via dell’intensità energetica richiesta e del costo complessivo. “Ai ministri piace perché pensano: ‘Oh, sembra facile, puoi toglierlo dall’aria e basta’. E dunque questa è la cosa che ottiene investimenti”, ha aggiunto Taylor.

L’articolo Stoccaggio CO2, scienziati UK: “Non la crediamo una soluzione” proviene da The Map Report.

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