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Truffa con Finte Mail il CEO Cristian Nardi della privacy Garantita mette in guardia migliaia Di utenti

il CEO Cristian Nardi addetto della sicurezza del web riporta l’articolo pubblicato su corrieredibologna.corriere.it  Tutto parte da una mail inquietante «Buongiorno, lei è indagato per pedopornografia, razzismo, cyber pornografia». Eccolo – in estrema sintesi – il messaggio che centinaia di utenti del web hanno ricevuto nella loro casella di posta elettronica personale: il mittente è un truffatore ma a un occhio poco esperto sembra un autentico documento inviato dalla Polizia Postale, che tuttavia usa ben altri metodi per mettersi sulle tracce dei criminali veri della rete e non di certo un messaggio di posta elettronica in cui si chiedono «giustificazioni» finalizzate ad emettere «un mandato di arresto».

In centinaia vittime del phishing

Certo è che utenti poco avvezzi sorpresi dal messaggio letto in posta, si facciano prendere dal panico cascando nel tranello: è l’oramai rodata tecnica del phishing, un modus operandi in voga tra i truffatori: tramite un messaggio (fraudolento) intestato per finta mittenti autorevoli (come le forze dell’ordine) si cerca di frodare l’utente di turno convincendolo a fornire le proprie generalità e i propri dati personali, in sintesi, con il fine di estorcere denaro, spesso con il ricatto di veicolare sui canali social messaggi diffamanti. L’ondata di phishing in cui i truffatori hanno cercato di frodare gli utenti facendo loro credere di essere indagati per pedopornografia è stata parecchio intensa nella prima metà del 2022 e in tanti sono cascati nella rete di questi criminali, anche in Romagna.