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“C’erano Rossini, i Borgia e le maglie del Calcio”, il nuovo libro di Mosby Eugenio Bollani

È disponibile “C’erano Rossini, i Borgia e le maglie del Calcio”, su Amazon sia in formato digitale che fisico, il sesto libro di Mosby Eugenio Bollani che racconta le avventure tinte di giallo di Francesco Rossini videomaker e regista.

La nuova avventura di Francesco Rossini parte da Roma per entrare nel rutilante e magico mondo delle origini del calcio e delle maglie storiche. Coinvolto in una produzione televisiva, Francesco incontra Paolo Grechi un uomo/ragazzo innamorato di quel calcio artigianale fatto di ago e filo, di colori che hanno un valore. Con Paolo e la solita banda di amici, Rossini racconterà le origini di quella seconda pelle che ha vestito tante appassionate tribù. E allora si scoprirà perché la maglia della Fiorentina è viola, il significato del neroazzurro a Milano, perché Bologna e Genoa hanno i colori maglie quasi uguali, ma con significati diversi , cosa c’entrano dei camici da dottore con il Cagliari, l’importanza di un magazzino di tessuti per l’intimo donna per la Juventus. Cosa c’entrano un’oca e un bue per la maglia della Roma e perché il Palermo ha i colori di un amaro e di un liquore. Dentro questa variopinta ricerca, Francesco dovrà risolvere due omicidi o presunti tali che metteranno a rischio tutta la produzione televisiva. Ma partendo dalla conoscenza delle prime maglie del calcio, dalle loro storie inaspettate e semplici, ideate, inventate, costruite, composte da simboli e valori, Rossini anche questa volta smaschererà il “cattivo” di turno.

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Anche in questo sesto libro con il vostro cellulare potrete inquadrate i qr code presenti nel libro, per vedere in anteprima il video che racconta la nascita di una maglia storica. I racconti di Rossini parlano di realtà e di esperienze che aiutano a risolvere non solo i “casi” investigativi, ma anche molti bisogni legati alla realtà quotidiana.

Mosby Eugenio Bollani creativo, videomaker, regista, papà, nonno. Amante delle montagne trentine e dei cannoli siciliani. È arrivato al sesto titolo della saga di Francesco Rossini pubblicato su Amazon libri. Nel suo curriculum si leggono nomi di agenzie pubblicitarie, case editrici, emittenti radio televisive. È stato uno dei primi dj delle “prime” radio libere, il primo creativo italiano a fare un videoclip musicale, tra i primi a usare giornalisti come testimonial delle proprie testate. Ha lavorato come buon secondo accanto a famosi imprenditori che si occupavano dalla televisione alle t-shirt. Ha realizzato spot per il sociale, per delle robe da vestire e anche da mangiare. Ha seguito tre Sanremo per la prima radio italiana in televisione. Ha realizzato video reportage su opere no-profit dall’Argentina alla Sicilia, ha firmato la regia di un docu-film su Pavarotti e su opere teatrali con protagonisti abili e disabili. Crede che si debba sempre imparare qualcosa di nuovo…

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Pneumatici in offerta: Dove acquistare pneumatici di qualità

Gli automobilisti hanno l’esigenza di acquistare pneumatici almeno ona volta ogni anno. In molti casi prima di sostituirli si cerca di fare l’inversione degli pneumatici tra l’asse anteriore e quello posteriore. Ma dopo aver adottato questa tecnica per fare in modo che i pneumatici abbiano una vita più lunga, prima o poi si dovrà comunque procedere ad acquistare pneumatici nuovi.Come scegliere i Pneumatici

Scegliere pneumatici costosi o pneumatici economici

Al momento del cambio gomme, ci si trova davanti a una decisione: acquistare pneumatici costosi o economici. Per rispondere a questa domanda occorre capire in primis in vostro budjet. In seguito anche dalla qualità delle gomme che si intende montare, e da altri fattori di natura ambientale.

Sul mercato ci sono moltissime marche di pneumatici, molti di questi hanno un prezzo molto economico pur garantendo eccellente qualità e grande sicurezza durante la guida. Molte industrie che producono pneumatici economici producono pneumatici invernali, estivi e all season adatte a tutti i tipi di autovetture.

Quando parliamo di pneumatici economici, si fa riferimento ad una serie molto varia di pneumatici ad un prezzo conveniente. Infatti i pneumatici economici vengono consigliati per essere installati su auto che non viaggia a lunghe distanze in quanto percorrono prevalentemente strade urbane. Le strade di città, infatti, sono semplici da attraversare, non causano stress all’automobile e non la sottopongono a fatiche prolungate, come succede nei tragitti lunghi. Per questo motivo i pneumatici a basso costo vengono sconsigliati a chi svolge una professione che obbliga a percorrere molti chilometri, a spostarsi da una regione all’altra e con grossi carichi. Ne deriva che anche il modo di guidare influenza il tipo di ruote da scegliere, chi è abituato ad avere una guida sportiva, infatti, sa bene che sottopone la propria auto a continue frenate ed accelerazioni che usurano più facilmente la gomma.

Pneumatici economici: quale vi consiglio ?

I pneumatici economici sono chiamati sul web a anche “pneumatici low cost”. Essi possono essere di diverse tipologie. La differenza tra ruote estive e invernali si riferisce soprattutto al battistrada. Le gomme estive, infatti, hanno una mescola piuttosto dura che resiste al caldo torrido dell’estate, che non è adatto all’inverno perché il freddo tende a fargli perdere aderenza, perdendo la morbidezza.  Questo significa che se il luogo in cui si vive presenta un clima temperato anche in inverno, non è necessario il cambio di pneumatici tra una stagione all’altra, perché le ruote sono efficienti tutti i dodici mesi dell’anno.

I pneumatici invernali, invece, possono essere usati in caso di neve, ma sono utili anche su strada bagnata o ghiacciata. Questo perché presentano una buona aderenza sull’acqua e una diminuzione dello spazio di frenata, che li rende adatti al periodo invernale o durante i viaggi in montagna. La mescola di questa gomma è più tenera, affinché possa restare elastica anche in caso di temperature rigide che si abbassino oltre lo zero.

L’acquisto dei pneumatici al miglior prezzo

Sul mercato ci c’è molta scelta di pneumatici low cost. Questi pneumatici economici puoi trovarli sia presso il gommista che sul web. Ci sono molti siti affidabili dove poter utilizzare la carta di credito in massima sicurezza. Lo sconto che garantiscono non dipende da un risparmio sulla qualità degli articoli ma dal fatto di vendere in modo diretto al cliente.  Inoltre questi siti internet vendono lo stesso prodotto che si trova direttamente dal gommista. Quando si acquistano pneumatici on line, sul pneumatico ci sarà un etichetta con le caratteristiche del pneumatico. Questa etichetta delle caratteristiche vi indicherà le performance del pneumatico scelto.

Su trovapneumatici.it è possibile troverete tutta la scelta che il mercato offre. Potete ricercare le migliori marche di pneumatici con caratteristiche che si adattano alle diverse esigenze di guida e ai più svariati modelli di automobili. La soluzione più facile per acquistare pneumatici online, evitando di cercare un gommista che possa riuscire a praticare lo stesso sconto.

È disponibile su Amazon “Frikkettoni per Gesù”, il saggio storico religioso musicale scritto da Mehmet R. Frugis

È disponibile su Amazon  FRIKKETTONI PER GESÙ, il saggio storico religioso musicale che parla del Jesus People Movement negli Usa degli anni ’60 e ’70, scritto da Mehmet R. Frugis.

JESUS PEOPLE MOVEMENT, il movimento religioso di risveglio nelle Chiese Evangeliche del Protestantesimo americano nato negli anni ’60 e ’70 nell’ambito della contro-cultura hippie (Summer of Love, festival di Monterey e di Woodstock), che raggiunse il suo apice planetario con Jesus Christ Superstar. È la storia del decennio americano tra gli anni ’60 e ’70, incentrata sulla documentazione del Movimento di Gesù, di cui si racconta l’evoluzione e la decadenza narrando anche di beat, evangelismo, musica cristiana, droga sesso e Gesù Cristo, hippie e psichedelia, revivalismo religioso, Chiesa Primitiva, Charles Manson, guerre del Vietnam e di Corea, Comuni cristiane e studio della Bibbia, contestazioni studentesche partite da Berkeley, con una trattazione storica, religiosa e musicale. E si illustrano tutti i maggiori personaggi che hanno dato vita a quel Movimento, e le nuove Chiese sorte successivamente.

L’argomento, non trattato in Italia ma con una vastissima bibliografia in America, è stato descritto in maniera puntuale e documentata, evidenziando sia la parte di ricerca storica adeguata ad un pubblico di livello universitario, che esponendo in forma divulgativa racconti di personaggi e vita vissuta che possano essere graditi e di interesse per un pubblico più ampio. Il saggio consta di circa 80.000 parole e 520.000 caratteri su circa 370 pagine; La struttura è composta da una introduzione, 6 capitoli che illustrano cronologicamente gli eventi, e un’appendice con bibliografia e link. Ci sono fotografie anni ‘60 e ’70 esplicative, liberamente disponibili in internet, e qualche grafico e logo.

 

Scopo di questo saggio è descrivere gli eventi che hanno portato allo sviluppo di un particolare movimento religioso in un determinato luogo geografico e in un determinato periodo storico: il Jesus People Movement, negli Stati Uniti d’America, negli anni ’60 e ’70 del ventesimo secolo (con origini già a partire dalla fine degli anni ’50), la cui influenza, proseguita nei decenni successivi, ha portato ad assetti culturali, politici e religiosi che permangono anche in questo terzo millennio. Si intende approfondire l’analisi del periodo complesso che va dalla fine degli anni ’60 alla metà degli anni ‘70, ricco di fermenti sociali, di rinnovamenti sociologici, di mutazioni di pensiero e di percezioni della realtà, ma anche di derive criminogene, che aspiravano tutte ad alternative visioni dell’uomo, della vita e della società.

 

Mehmet Raffaele FRUGIS laureato in Scienze Storiche all’Università di Milano con specializzazione in Storia delle Religioni, è uno storico, scrittore, professore, critico musicale che ha collaborazioni con diverse riviste e magazine musicali per cui scrive recensioni, articoli, interviste ad artisti e musicisti. Nel 2016 pubblica Il Signore terribile – vita del barone von Ungern-Sternberg.

 

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Arriva su Amazon “C’ERANO ROSSINI, I LOCAL HERO E CASTEL BELFORT” è il quarto libro di MOSBY EUGENIO BOLLANI

“C’ERANO ROSSINI, I LOCAL HERO E CASTEL BELFORT” è il quarto libro di MOSBY EUGENIO BOLLANI su Amazon sia in formato Kindle che fisico con copertina flessibile.

Andate sull’altipiano della Paganella, immaginatevi un grande evento televisivo dedicato alla musica e pensato per promuovere le varie regioni italiane attraverso i propri Local Hero musicali. Questi sono gli ingredienti della quarta e nuova avventura di Francesco Rossini, il regista videomaker che suo malgrado si ritrova a risolvere situazioni che non gli appartengono.

Questa volta il tutto inizia con la degustazione di un caffè con la cremina bevuto al “Napoli Cafè” di Milano, per finire con la classica mangiata pantagruelica innaffiata di Teroldego alla Trattoria “Mangia & Taci” di Montanea. I protagonisti son sempre quelli Eusebio il Sindaco vulcano di idee con i suoi due assessori ultra settantenni, la dj Simona Palmer che ricorda una nota pornostar, due creativi pubblicitari della “Milano da Bere”, un cane terranova chiamato Garfunkel, Eva Fonkler una mora mozzafiato che sa il fatto suo e Ginevra Conti la bionda sicana innamorata di Francesco. E poi c’è la storia di un regista televisivo misteriosamente scomparso che doveva unirsi all’organizzazione e produzione del grande evento musicale. Francesco come al solito sarà obbligato a sciogliere tutti i nodi dell’intricata matassa, non avara di colpi di scena e di tragiche vicissitudini. Chissà se ci riuscirà da solo, basta leggere il libro e si capirà, anche se questa volta … la sua vita cambierà radicalmente. Buona lettura.

Mosby Eugenio Bollani è nato un 29 febbraio di sedici compleanni fa (li fate voi i conti…). Creativo, videomaker, regista, papà, nonno. Amante delle montagne trentine e dei cannoli siciliani. Nel suo curriculum si leggono nomi di agenzie pubblicitarie, case editrici, emittenti radio televisive. È stato uno dei primi dj delle “prime” radio libere, il primo creativo italiano a fare un videoclip musicale, tra i primi a usare giornalisti come testimonial delle proprie testate. Ha lavorato come buon secondo accanto a famosi imprenditori che si occupavano dalla televisione alle t-shirt. Ha realizzato spot per il sociale, per delle robe da vestire e anche da mangiare. Ha seguito tre Sanremo per la prima radio italiana in televisione. Ha realizzato video reportage su opere no-profit dall’Argentina alla Sicilia, ha firmato la regia di un docu-film su Pavarotti e su opere teatrali con protagonisti abili e disabili. Crede che si debba sempre imparare qualcosa di nuovo…

 

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Amazon Said To Make $9 Billion Offer For MGM

Amazon is weeks into negotiations on a deal to acquire MGM for about $9 billion, industry sources tell Variety.

Chatter that Amazon (and other tech giants) have been sniffing around MGM has circulated for some time. But sources indicated that Amazon’s interest in acquiring the studio has taken on a new tenor beyond the usual rumor mill. The deal is said to be being orchestrated by Mike Hopkins, senior VP of Amazon Studios and Prime Video, directly with MGM board chairman Kevin Ulrich, whose Anchorage Capital is a major MGM shareholder.

Reps for Amazon and MGM declined to comment.

MGM had already effectively nailed up a “for sale” sign: Variety confirmed in December that the company was looking for a buyer.

News of Amazon’s talks with MGM began to swirl this weekend. The Information reported Monday that Amazon was in talks about a potential deal for MGM, which could run between $7 billion and $10 billion. Industry sources said MGM reps have been whispering to prospective buyers for month about a price tag of $9 billion while others see it as worth about $5 billion.

In a sign Amazon has upped its focus on entertainment, last week the company announced that it had tapped Jeff Blackburn, a former high-ranking executive who recently exited the ecommerce giant, to return to Amazon in a new role overseeing a consolidated global media and entertainment group.

Amazon currently has more than 200 million Prime members worldwide, and Jeff Bezos recently told investors that 175 million of those streamed Prime Video content in the past year. The company clearly wants to turn Prime Video into an even bigger habit for its customers worldwide — and a quick way to do that would be to stir MGM’s extensive library of titles into the mix.

MGM claims to own one of the world’s “deepest libraries” of premium film and TV content.

Its 4,000 film titles include the James Bond, Hobbit, Rocky/Creed, RoboCop and Pink Panther franchises, as well as movies like “The Silence of the Lambs,” “The Magnificent Seven” and “Four Weddings and a Funeral.” The MGM TV library includes approximately 17,000 episodes of programming, including “Stargate SG-1,” “Stargate Atlantis,” “Stargate Universe,” “Vikings,” “Fargo,” “The Handmaid’s Tale,” “Get Shorty,” “Condor,” “Fame,” “American Gladiators,” “Teen Wolf” and “In the Heat of the Night.” Unscripted shows in its portfolio include “The Voice,” “Survivor,” “Shark Tank,” “”The Real Housewives of Beverly Hills” and “The Hills.”

For Amazon, media is a relatively small piece of its gargantuan empire but represents a fast-growing business segment. In 2020, the company spent $11 billion on TV shows, movies and music for Prime services — up 40% from the year prior.

For the first three months of 2021, MGM Holdings reported revenue of $403.3 million (up 27% year over year) and net income of $29.3 million (versus a net loss of $12.1 million the year prior).

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Amazon, presa di posizione contro lo sciopero dei corrieri

Cosi come riportato sul ilcittadinomb.it LEGGI Lo sciopero – Il gruppo Amazon risponde in un comunicato allo sciopero dei lavoratori per ottenere tutele per tutti i driver: «I fornitori di servizi di consegna sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti».

Il gruppo Amazon risponde in un comunicato allo sciopero dei lavoratori per ottenere tutele per tutti i driver con presidi davanti alle sedi lombarde di Burago di Molgora, Buccinasco e Origgio.

«I fornitori di servizi di consegna – spiega l’azienda – sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Per questo motivo viene utilizzata una tecnologia di definizione delle rotte che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro».

«Richiediamo inoltre ai nostri fornitori – continua – di garantire che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada. Amazon conduce frequenti audit di conformità dei propri fornitori ed effettua verifiche su qualsiasi segnalazione di possibili infrazioni».

Anche sulla stabilizzazione dei contratti l’azienda accredita un’altra versione rispetto a quella dei sindacati, che nella sede di Burago hanno evidenziato il problema per circa 80 lavoratori che operano da anni nella filiera : «Durante l’anno la gran parte degli autisti ha contratti a tempo indeterminato. Dati i volumi variabili della nostra attività, come ad esempio durante il periodo natalizio, i nostri partner ricorrono anche ad autisti con contratti in somministrazione per sopperire ai picchi di lavoro». Posizioni ben distanti dalle richieste sindacali.

fonte:https://www.ilcittadinomb.it/stories/Economia/amazon-la-risposta-dellazienda-allo-sciopero-dei-corrieri_1341656_11/

Su break Magazine le migliori offerte gomme moto di webpneumatici.it PIRELLI, YOKOHAMA, CONTINENTAL, il portale meglio di Amazon

Torniamo col nostro appuntamento quotidiano dedicato alle migliori offerte di gomme estive e invernali su webpneumatici.it  disponibili giorno per giorno. Abbiamo trovato alcune interessanti promozioni legate a PIRELLI, YOKOHAMA, CONTINENTAL  e molto altro. Come sempre, vi proponiamo anche “l’angolo delle offerte del mese.

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QUAL È LO SCOPO DI WEB PNEUMATICI

Lo scopo di Web Pneumatici è quello di battere la crisi offrendo un’ampia gamma di prodotti a prezzi super convenienti venendo incontro a tutte le esigenze della clientela offrendo parallelamente un servizio di informazione volto a migliorare la comprensione del consumatore in materia di pneumatici.

I PNEUMATICI IN VENDITA SU WEB PNEUMATICI SONO NUOVI?

Assolutamente sì,salvo diversa ed esplicita informazione riportata nel dettaglio prodotto, tutti gli pneumatici disponibili sul nostro sito sono nuovi con DOT inferiori ai 18 mesi e garantiti dalle case produttrici fino a 24 mesi per difetti di produzione. Vi ricordiamo che il guasto accidentale non è coperto dalla garanzia in essere.

L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E LE SPESE DI SPEDIZIONE SONO COMPRESE NEL PREZZO?

Sì, tutti i prezzi sono comprensivi di IVA e spese di spedizione. Nel carrello verrà inoltre aggiunto il contributo ambientale per lo smaltimento dei pneumatici, il PFU, obbligatorio per legge.

IL PFU È RICHIESTO ANCHE AL MOMENTO DEL MONTAGGIO AD OPERA DEI GOMMISTI?

La nuova normativa impone il pagamento al momento dell’acquisto. Tale contributo obbligatorio è pari a € 2,00 + IVAper le gomme d’auto, mentre per le moto è € 1,00 + IVA; esso non è un costo relativo ad un servizio che offriamo ma un importo che transitiamo allo Stato (come se fosse un’imposta). Va pagato una volta sola, pertanto quando ti recherai in officina per il montaggio delle gomme il gommista non potrà chiederne nuovamente il pagamento. In caso di problemi esibite la nostra fattura nella quale abbiamo provveduto a dettagliare l’apposita voce.

CHI MONTA I PNEUMATICI?

Web Pneumatici lascia ampia discrezionalità in merito. Infatti, i nostri clienti sono liberi di scegliere un operatore di loro fiducia oppure affidarsi alla nostre officine convenzionate scegliendo quella più vicina a loro.

DI QUALI METODI DI PAGAMENTO MI POSSO AVVALERE?

Si può pagare in completa sicurezza con Carta di credito e le maggiori carte prepagate siano esse di matrice bancaria o postale (Poste Pay) grazie alla garanzia del sistema PayPal. Web Pneumatici inoltre offre la possibilità di pagare con bonifico bancario o in contrassegno al momento della consegna della merce.

CHE COS’È PAYPAL?

PayPal è un sistema di pagamento con il quale è possibile effettuare pagamenti nei negozi online in modo sicuro, semplice e veloce ed il servizio è gratuito. I dati del vostro istituto bancario o della vostra carta di credito infatti verranno custoditi solo da PayPal. Pertanto questi non vengono trasmessi nuovamente in rete ad ogni acquisto online. Inoltre tali pagamenti vengono conclusi velocemente agevolando il venditore nel processo di evasione dell’ordine permettendo al cliente di ricevere la merce prima del solito.

POSSO RESTITUIRE LA MERCE?

Si può restituire la merce entro 10 giorni lavorativi dalla data di consegna (D.Lgs 206/2005) nel caso in cui i pneumatici non siano stati utilizzati. Le spese di trasporto sono a carico del cliente.

NON HO TROVATO LE GOMME PER LA MIA AUTO. COSA POSSO FARE?

Ti ricordiamo che i magazzini di Web Pneumatici sono in continuo aggiornamento sia nelle quantità che nei modelli e pertanto ti invitiamo a tornare presto sul nostro sito.

IN QUANTI GIORNI RICEVERÒ LA MERCE?

I tempi di consegna sono mediamente di 3 giorni lavorativi dalla ricezione dell’ordine di acquisto. Per le isole è necessario un giorno aggiuntivo e vi ricordiamo che le tempistiche potrebbero allungarsi in caso di festività.

PERCHÉ I PREZZI CHE TROVO SU WEB PNEUMATICI SONO COSÌ VANTAGGIOSI?

Web Pneumatici grazie alle grandi quantità di pneumatici venduti, di tutte le marche più importanti, riesce ad ottenere i migliori prezzi dai più grandi fornitori d’Europa.

PERCHÉ I PREZZI SUL SITO VARIANO?

Ti ricordiamo che i magazzini di Web Pneumatici sono in continuo aggiornamento a seguito dell’alta movimentazione al loro interno e per questo possono subire lievi variazioni di prezzo.

SE RISCONTRASSI DEI PROBLEMI, POTREI CONTATTARE UN TECNICO DE WEB PNEUMATICI?

Uno degli obiettivi di Web Pneumatici è informare in maniera trasparente l’utilizzatore sia da un punto di vista tecnico che commerciale, quindi non esitare ad inviarci una email o a contattarci telefonicamente.

Amazon sfora i tetti sui “somministrati”, l’Ispettorato del lavoro chiede di assumere 1.300 persone

Tra luglio e dicembre scorso la parte logistica del gruppo dell’e-commerce ha usato 1.308 lavoratori in somministrazione oltre il limite mensile di 444 contratti attivabili. Ora potranno chiedere l’assunzione a tempo indeterminato. La società: “Noi corretti, affronteremo le osservazioni delle autorità”

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MILANO – Amazon ha sforato le quote per l’utilizzo di “lavoratori somministrati” e ora dovrà assumere 1.300 lavoratori che potranno chiedere la stabilizzazione dal primo giorno del loro utilizzo. E’ quanto ha notificato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ad Amazon dopo aver avviato un accertamento nei confronti della società Amazon Italia Logistica. Nessun rilievo invece dalle verifiche fatte sui controlli a distanza dei lavoratori.

“Si è concluso, con notificazione del verbale di contestazione del 30 maggio u.s., l’accertamento iniziato nei confronti della ditta Amazon Italia Logistica lo scorso 7 dicembre”, si legge sul portale dell’ispettorato. “È stato contestato all’azienda di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato”, viene dettagliato. “Si evidenzia infatti che l’impresa, a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati”.

I lavoratori somministati sono coloro che vengono assunti dalle agenzie, ma vengono impiegati presso il cosiddetto “utilizzatore” (Amazon in questo caso), sulla base di un accordo commerciale tra le due società.

L’ispettorato ha verificato che Amazon ha abusato di queste figure e ora “l’iniziativa ispettiva potrà consentire la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti, i quali pertanto potranno richiedere di essere assunti, a tempo indeterminato, e a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon”.

L’accertamento era scattato, si spiegava a dicembre, nell’ambito delle attività ispettive programmate, “con un’attenzione prioritaria al settore della logistica e della movimentazione merci”. Erano però i giorni caldi nei quali i lavoratori del centro di Castel San Giovanni (Piacenza) avevano scioperato e manifestatocon bandiere, cartelli e slogan, proprio in occasione del Black Friday che muove miliardi di acquisti online.

Proprio alla situazione piacentina riconduce l’iniziativa dell’ispettorato il sindacalista Fiorenzo Molinari, della Filcams locale. “Quando abbiamo iniziato a fare le denunce sulle condizioni di lavoro, poi sfociate nello sciopero del Black Friday, c’è stato l’interessamento delle strutture ispettive. Evidentemente hanno verificato che c’è stata una lesione importante delle quote, che per il contratto applicato nel centro logistico prevedono un limite del 28% di tempi determinati e somministrati sul totale dell’organico annuo”, commenta a caldo a Repubblica.it. Pochi giorni fa i rappresentanti dei lavoratori a livello aziendale e il colosso hanno siglato un accordo sull’organizzazione dei turni. Ma per Molinari “non significa che non continueremo a batterci per il rispetto dei diritti. Chiederemo un incontro ad Amazon e alle agenzie di somministrazione per far rispettare i diritti di quei 1.308 lavoratori”.

La società ha tenuto a precisare che “Amazon è un datore di lavoro corretto e responsabile. Rispettiamo il lavoro svolto dall’autorità ispettiva e ci impegnamo affinchè tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile. Nello specifico in questi giorni abbiamo ricevuto il verbale di accertamento e in esso non è riportato il numero di contratti in somministrazione citato nei media e nel comunicato stampa dell’Ispettorato del Lavoro. Data l’elevata stagionalità cui è soggetta la nostra attività, ricorriamo nei periodi di picco a personale in somministrazione il cui ruolo è cruciale nell’aiutarci a gestire con efficienza il nostro lavoro. Escludendo questi periodi, la gran parte dei nostri lavoratori è assunta con contratto a tempo indeterminato e siamo costantemente impegnati nella conversione dei contratti di somministrazione in tempo indeterminato. Per esempio, il nostro centro di distribuzione di Castel San Giovanni quando ha aperto nel 2011 impiegava 150 persone a tempo indeterminato. Oggi i contratti a tempo indeterminato sono oltre 1.650 e tutti hanno iniziato con contratti in somministrazione convertiti nel corso degli anni in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In particolare, negli ultimi due anni le conversioni sono state rispettivamente 500 nel 2016 e 270 nel 2017 e il nostro impegno è continuare a crescere.”

Le reazioni non si fanno attendere. “L’esito dell’ispezione conferma alcune preoccupazioni che abbiamo sul modello Amazon: anche il nuovo lavoro, legato al digitale, ha dei limiti. E così si scopre che in molti casi il tasso di sfruttamento della forza lavoro è alto”, dice la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti. “E’ una vittoria dell’impegno dei lavoratori e del sindacato e conferma la nostra linea”, esulta su Twitter Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil.

“Lavoro ad Amazon, vi dico tutto”

(Fotogramma)

Per lavorare da Amazon? Bisogna avere un ‘fisico bestiale‘”. Tommaso, 35 anni, nome e età di fantasia per garantirne l’anonimato, sintetizza così con una citazione di una canzone di Luca Carboni, le difficoltà incontrate ogni giorno dai dipendenti del centro Amazon di Castel San Giovanni vicino a Piacenza. Oggi, nel giorno del Black Friday, tanto atteso per lo shopping online, è stato indetto uno sciopero nello stabilimento italiano del colosso di Seattle. La protesta è stata organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario, per chiedere un migliore trattamento economico, oltre a una diversa regolamentazione dei turni di lavoro e riguarda anche ‘i green badge’. “Ci chiedono di fare i salti mortali in nome della produttività – dice Tommaso all’Adnkronos – e, allora, abbiamo chiesto anche noi di avere un premio produzione, ma per ora hanno detto di no”. Da parte sua il colosso americano ha assicurato che farà di tutto per “mantenere” fede “ai tempi di consegna”, previsti per “i clienti nella giornata del Black Friday e per quelle successive”.

Nello stabilimento l’età media dei dipendenti è tra i 25 e i 30 anni. Il lavoro, spiega, è organizzato su tre turni di 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 “con uno stacco di mezz’ora per non creare ingorghi di posteggio: sono geniali in questo, non c’è che dire”. A rendere particolarmente pesante le ore allo stabilimento il cosiddetto ‘passo Amazon’ ossia che “devi fare almeno 120 pezzi in un’ora” nel reparto, dove la merce viene confezionata e spedita. “Nei pacchi multipli, invece, devi raggiungere un altro target”, ma in generale diciamo che il calcolo è semplice: due pacchi al minuto. “Siamo tutti monitorati. Chi fa i pacchi è monitorato perché loggato a un computer, mentre chi va a prenderli usa uno scanner su cui si registra con il suo nome. E, quindi, se ti scolleghi per andare in bagno per 5 minuti, poi, è tutto tempo che devi recuperare. Non esagero, ma mi sento come se avessi un braccialetto elettronico”.

Nell’hub emiliano lavorano poco meno di 4mila persone, la metà con contratto a tempo indeterminato, “tutto in regola, stipendio sui 1450 lordi, nulla da dire su questo”, e altrettanti con contratti di somministrazione con un’agenzia interinale. “I cosiddetti ‘green badge’, sono loro i più sfruttati. Qualcuno si è lamentato – fa notare Tommaso con amara ironia -, ma il caso ha voluto che a fine contratto non sia stato richiamato”. “Conosco persone che prendono antidolorifici, fanno anche punture, per i dolori alle braccia, alla schiena e alle gambe – spiega il dipendente -. Ma è normale perché chi fa i pacchi e confeziona la merce prelevata, sollecita di più quelle zone del corpo”. “Fanno fatica a trovare personale qui in zona, chi ci è già finito, non ci torna anche se ricontattato – racconta -, tanto che ci sono pullman di gente che arriva da Varese e Alessandria, navette che passano e li portano allo stabilimento”.

Dopo un po’, spiega Tommaso, sembrano incentivare l’uscita. “La durata media di un dipendente da noi è di 3 anni, dopo rendi meno e, quindi, ti aiutano ad andare via. Chi va a prelevare la merce dagli scaffali deve fare 20 chilometri al giorno in giro per le Tower di 4 piani, sembrano un bunker con soffitti di oltre 2 metri, gli altri devono avere una bella schiena muscolosa per tenere il ritmo”. Certo, aggiunge, portano lavoro e tanto, ma non c’è futuro professionale. “Ti pagano dei corsi per qualificarti, così, puoi trovarti un’altra occupazione: la patente per fare il camionista oppure quelli da infermiere. Ti danno il giorno di permesso per dare l’esame, in questo sono molto ‘avanti’. Non ti licenziano, ti danno una mano a cambiare mestiere”.

Ritmi stressanti e un controllo giornaliero costante. “Non siamo tutti uguali, c’è quello più anziano che non tiene il passo ed è umiliante che ti vengano a far notare ogni singolo errore, chiedendoti ‘possiamo aiutarti? Che è successo?”. Tra tutti i colleghi ‘passati’ di là, Tommaso ne ricorda uno in particolare. “Avrà avuto al massimo 20 anni. L’hanno licenziato per un selfie, fatto con il Pc in dotazione. Avevano ragione perché firmi un contratto di riservatezza, non puoi divulgare immagini o dare informazioni sulle tecnologie e quello che avviene dentro. Ma, certo, era un ragazzino – conclude lasciando trasparire un po’ d’emozione – . Ha fatto un errore e l’hanno mandato via, mi è dispiaciuto tantissimo”


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Stangata Ue su Amazon: “Restituisca 250 milioni al Lussemburgo”

Amazon.jpgStangata Ue su Amazon: “Restituisca 250 milioni al Lussemburgo” La Commissione Ue: «Tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati»

Il Lussemburgo ha dato ad Amazon «vantaggi fiscali non dovuti per 250 milioni di euro», un comportamento «illegale perché le ha consentito di pagare molte meno tasse di altre aziende». In pratica «tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati» grazie ad un accordo fiscale (tax ruling) stretto nel 2003. Lo scrive la Commissione Ue al termine della sua indagine partita ad ottobre 2014, e chiede al Granducato di recuperare gli aiuti da Amazon.

Il Lussemburgo ha consentito ad Amazon di pagare «quattro volte in meno di tasse rispetto ad altre società» residenti nel Paese, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, spiegando come si tratti di una «condotta illegale» perché «non si possono dare alle multinazionali benefici fiscali che altri non hanno».

In seguito ad un’indagine lanciata ad ottobre 2014, Bruxelles ha concluso che un tax ruling siglato dal Lussemburgo nel 2003, e prolungato nel 2011, ha ridotto le tasse pagate da Amazon «senza alcuna giustificazione valida». L’accordo ha consentito all’azienda di spostare la vasta maggioranza dei suoi profitti da un gruppo soggetto alla tassazione lussemburghese (Amazon EU) ad una società non soggetta ad alcuna tassazione (Amazon Europe Holding Technologies).

In particolare, il tax ruling ha appoggiato il pagamento di una royalty da Amazon EU ad Amazon Europe Holding Technologies, che ha significativamente ridotto i profitti tassabili. Secondo la Commissione, il pagamento della royalty, sostenuto dal tax ruling, non rifletteva «la realtà economica del mercato».