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Roma, arrestato il piromane di Roma sud: incendiò più di 100 auto

Scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Pomezia l’autore di oltre 100 incendi di auto che la scorsa estate terrorizzò i residenti dei quartieri nell’area sud della Capitale. Si tratta di un 31 enne romano che era stato già fermato nel mese di luglio, subito dopo aver dato fuoco a delle auto nella zona dell’Eur.

Si rovesciano con l’auto: tre giovani feriti

La più grave è una 19enne di Celano, ricoverata nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila

01-WEB.jpgELANO. Perde il controllo dell’auto, una Fiat Punto, e si cappotta finendo la sua corsa dentro una scarpata. L’incidente è accaduto la notte tra mercoledì e giovedì tra mezzanotte e mezza e l’una, sulla Tiburtina Valeria, nel territorio di Celano. Coinvolti nell’incidente tre ragazzi: J.C., che era alla guida, di 21 anni , O.A.M. di 19, un ragazzo e una ragazza entrambi di Aielli, e una giovane di Celano, M.M. (19). Ad avere la peggio è stata la ragazza celanese, la quale è stata trasferita nel reparto di neurochirurgia del San Salvatore dell’Aquila, dove è tenuta in osservazione mentre la sua prognosi rimane riservata. Appena dopo l’incidente, si sono fermati alcuni automobilisti, per soccorrere i tre e dare l’allarme.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Pescina e quelli di Celano. Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente e i militari hanno eseguito i rilievi del caso e ora stanno ascoltando eventuali testimoni, che potrebbero dare informazioni importanti su come sia avvenuto l’incidente.
Sono intervenuti anche mezzi e personale medico di soccorso del 118, i giovani sono stati trasportati prima all’ospedale di Avezzano e subito dopo trasferiti a quello dell’Aquila.
Le loro condizioni sono state considerate serie, ma nessuno fortunatamente corre pericolo di vita. La notizia dell’incidente si è diffusa subito sia a Celano che ad Aielli dove i ragazzi sono molto conosciuti. Due comunità rimaste con il fiato sospeso.
Si tratta di giovani con la testa sulle spalle, così vengono descritti da tutti, reduci da una cena. Le cause dell’incidente, su cui come detto sono in corso accertamenti, non sono ancora state chiarite, ma nei prossimi giorni sarà possibile avere un quadro più definito della dinamica dello schianto.

Chieti, pedinamenti e bonifica: così la banda rubava le auto di lusso

 

CHIETI. C’era chi pedinava i proprietari delle macchine di lusso fino a quando parcheggiavano; chi “disturbava” la chiusura elettronica con un dispositivo elettronico; chi era capace di sbloccare la centralina e far partire le macchine dal valore di oltre 100 mila euro che poi finivano nascoste nei garage dei palazzoni di Monza. L’inchiesta sul traffico di auto di lusso che martedì scorso ha portato a 15 arresti tra Monza, Milano e Bergamo toccando anche Chieti e Pescara racconta come si rubano le auto e dove finiscono. Secondo l’accusa, dei 17 indagati, due si muovevano anche tra Chieti e Pescara e uno, Alberto Mondanese, sarebbe tra le menti del gruppo: dava ordini anche durante un periodo di detenzione nel carcere San Donato di Pescara. Tra le vittime dell’organizzazione anche gli imprenditori teatini Walter e Luca Tosto: nel febbraio scorso, a Bergamo, proprio ai Tosto era stato rubato un Range Rover che gli indagati, al telefono, definivano «il mostro» per il suo equipaggiamento speciale.
L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Monza rivela tutti i vari passaggi, dai furti al riciclaggio. Secondo l’accusa, i ladri pedinavano le macchine da rubare: Range Rover, Bwm, Audi e Jaguar. Un altro arrestato, Antonio Mondanese, fratello di Alberto, dice l’ordinanza di arresto, «veniva impiegato in veri e propri servizi di osservazione nei confronti dei proprietari delle auto che il gruppo aveva intenzione di rubare». Quando il proprietario parcheggiava l’auto e la chiudeva elettronicamente, i ladri entravano in azione con un dispositivo chiamato jummer: si tratta di un disturbatore che disattiva il telecomando dell’auto anche se all’apparenza la macchina sembra chiusa. Poi, con il proprietario ormai lontano, i ladri aprivano tranquillamente la portiera, collegavano una centralina alla presa di diagnosi e avviavano elettronicamente la macchina. Poi, con il dispositivo jummer sempre acceso per evitare la localizzazione della vettura via gps, la macchina veniva portata «in box adibiti a imbosco, posti ai piani interrati di vari complessi in maniera da rendere impossibile il funzionamento di eventuali antifurti». Cominciava, a questo punto, la pulizia dei veicoli e tra gli indagati c’è anche un elettrauto di Milano «in grado di procedere all’alterazione del computer di bordo delle Range Rover in maniera tale che dalla consultazione delle centralina principale non si potesse risalire, attraverso il codice del numero di telaio elettronico, al veicolo di provenienza delittuosa». Erano complicati i lavori di «bonifica» con la «rimozione» dei dispositivi di allarme e localizzazione satellitare; l’«azzeramento» delle centraline con la ricodifica generale; la «punzonatura» del telaio con l’«alterazione» dei numeri del telaio nelle varie parti delle auto; apposizione di targhe alterate o contraffatte, anche estere. Alberto Mondanese, dice l’accusa, «aveva la materiale disponibilità delle chiavi per l’apertura dei box di Monza dove erano nascoste le vetture». Poi, c’era la fase della vendita con gli intermediari: le vetture di solito finivano in Germania, Albania e Montenegro. Per vendere la macchina dei Tosto a un marocchino, Mondanese avrebbe ricavato circa tremila euro secondo le intercettazioni: «Sono disperato, per fortuna ho racimolato qualcosa, 3.100 euro».

Tesla in ritardo con la produzione dell’elettrica Model 3: colpa dei “colli di bottiglia”

Tesla Model 3

È successo di nuovo. Come per la Model X, anche con la nuova “piccola” Model 3l’ideatore del marchio di auto elettriche TeslaElon Musk, ha sbagliato le previsioni e si trova costretto ad annunciare un ritardo produttivo. Ma se con il Suv elettrico il problema era, per usare le parole di Musk, aver “messo troppe tecnologie nuove nel modello, troppe cose grandiose”, con la berlina “abbordabile” – 35.000 dollari di prezzo base negli Stati Uniti – il rallentamento è dovuto a problemi nella produzione, non nella progettazione.   L’azienda californiana, infatti, ha annunciato oggi che nel terzo trimestre le consegne sono aumentate del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a 26.150 unità, ma ha detto che alcuni “colli di bottiglia nella produzione” hanno rallentato l’accelerazione prevista con il nuovo modello più economico. La produzione della Model 3, iniziata a luglio, si è fermata a 260 unità nel trimestre, contro una previsione di 1.500 unità. L’ammissione è costata alla Tesla una perdita del 2,5% nel valore del titolo a Wall Street.

 

Elon Musk  La salita produttiva annunciata da Musk in occasione della c onsegna delle prime Model 3, lo scorso giugno, prevedeva che la produzione arrivasse a 20.000 unità al mese a partire da dicembre, ma probabilmente l’obiettivo sarà rimandato di qualche settimana. La Model 3 è prodotta nello stabilimento di Freemont, California, mentre le batterie nascono in Nevada, nella nuova Gigafactory, la più grande fabbrica di batterie al mondo, la cui costruzione non è ancora ultimata. “È importante sottolineare che non ci sono problemi importanti nella produzione della Model 3 o con i fornitori. Sappiamo che cosa è necessario sistemare e siamo fiduciosi di affrontarlo nel breve termine”, si legge nella nota indirizzata agli investitori. Musk, solitamente molto reattivo su Twitter, non commenta la notizia. In compenso gli analisti intervistati da Bloomberg non si dicono affatto sorpresi, perché “Musk non azzecca mai un numero”.   Per la piccola Tesla l’attesa è altissima: ad agosto il modello aveva raccolto mezzo milione di ordini, un numero spropositato per un’azienda che ha prodotto poco più di 76 mila auto nell’intero 2016. Tanto che lo stesso Musk, consapevole della possibilità di deludere le aspettative dei suoi fan, aveva cercato di raffreddare gli entusiasmi con un sorprendente piano “anti marketing”, secondo il quale non deve essere fatta alcun tipo di promozione sul modello.  Per assurdo, il successo della Model 3 potrebbe mettere in difficoltà l’azienda. La “piccola” è la prova del 9 per Tesla, che ora deve dimostrare di essere in grado di fare il grande salto da costruttore di nicchia a produttore di massa.

Roma, auto pirata investe uomo sulla Colombo: grave un benzinaio

Un benzinaio bengalese di 29 anni è stato investito a Roma da un’auto che ha poi proseguito la corsa. L’incidente è avvenuto intorno alle 8 in via delle Accademie, poco prima della ex Fiera di Roma. L’uomo è stato trasportato in ospedale in codice rosso. Sul posto per i rilievi la polizia locale. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente che sarebbe avvenuto nei pressi del distributore di carburante. Sono in corso indagini per risalire alla macchina che, secondo le prime testimonianze, sarebbe una Mercedes.

AUTO PIÙ COSTOSE AL MONDO 2017: LA CLASSIFICA DELLE PRIME 10 [FOTO]

Nomi noti e costruttori meno famosi, potenze sbalorditive, dettagli esclusivi. Le auto più costose del mondo 2017 sono anche le più esagerate. Vediamo la classifica.

Quali sono le auto più costose al mondo del 2017? Una classifica di questo tipo è molto particolare, nel senso che vetture come queste non si acquistano semplicemente entrando in un concessionario e sfogliando un listino, chiedendo se il navigatore è di serie oppure optional e trattando per farci regalare la vernice metallizzata. Nemmeno possiamo parlare di listino in senso normale. Quando si parla di hypercar, perché qui si va molto oltre le supercar, praticamente è il costruttore che sceglie i clienti, non il contrario. L’unità di misura degli esemplari è molto spesso la decina, a volte si va anche sotto le due cifre. Non basta essere milionari, si deve appartenere a circoli ristrettissimi che devono dimostrare di meritare la possibilità di acquistare questi modelli, secondo parametri che ogni costruttore stabilisce nella più totale autonomia. Inoltre quasi sempre si tratta di esemplari che alla fine diventano unici, perché il cliente chiede personalizzazioni originali.

prezzi sono quasi teorici, poiché nella maggior parte dei casi le produzioni vengono esaurite immediatamente, prima ancora che inizino. Le quotazioni derivano da cifre in dollari, dato che si tratta di modelli i cui mercati sono tanto ristretti come numero di clienti quanto vasti in termini geografici: il mondo intero. Divertiamoci dunque con questa classifica dei sogni.

10 – KOENIGSEGG REGERA – 1.744.720 €

Iniziamo la nostra classifica delle auto più costose al mondo con questa perla. Otto cilindri, due turbo, tre motori elettrici, quattro ruote e due porte, poi diamo veramente i numeri guardando la potenza, 1.500 cavalli, per non parlare della coppia surreale di 2.000 Newton metri: è la Koenigsegg Regera, esagerata in tutto.

9 – LAMBORGHINI CENTENARIO – 1.744.720 €

Solo 40 esemplari dedicati alla memoria del grande Ferruccio, del quale nel 2016 ricorrevano i 100 anni dalla nascita. La Lamborghini Centenario è una Aventador moltiplicata all’ennesima potenza, un esercizio d’ingegneria oltre che di stile. Dal V12 aspirato della gamma normale hanno tirato fuori la bellezza di 770 cavalli. Senza ricorrere alle “scorciatoie” come la sovralimentazione o i motori elettrici, si tratta di un risultato incredibile. Per non parlare del resto.

8 – FERRARI LAFERRARI APERTA – 2.020.202 €

Il prezzo è stimato, poiché non è stato mai comunicato ufficialmente. Del resto, hanno venduto tutti i 209 esemplari prima ancora che il mondo dei comuni mortali ne conoscesse formalmente l’esistenza. La Ferrari laFerrari Aperta ha la stessa meccanica della versione chiusa e ne mantiene le prestazioni, nonostante l’assenza del tetto. Saranno anche ibridi, ma 963 cavalli fanno sempre una maledetta impressione. E’ lei all’ottavo posto nelle auto più costose al mondo 2017.

7 – PAGANI HUAYRA ROADSTER – 2.203.857 €

L’ultima evoluzione del modello attuale prodotto dalla casa modenese è al settimo posto della nostra classifica. Via il tetto, è sempre bellissima e sfoggia mille soluzioni ardite ed esclusive. Sotto il cofano della Pagani Huayra Roadsterbatte sempre il V12 biturbo Mercedes-AMG, qui portato alla stellare potenza di 764 cavalli. “Tutto doveva essere unico, come una macchina ricavata da un blocco di marmo di Carrara”: sono le parole del grande Horacio e dicono tutto.

6 – BUGATTI CHIRON – 2.387.511 €

Quando uscì la Veyron il mondo si stupì per il livello di esagerazione di quell’auto. Ora la Bugatti Chiron ne prende il posto spostando l’asticella ancora più in alto. La Chiron sfrutta ancora il mostruoso W16 quadriturbo dell’antenata e lo ha pompato fino a 1.500 cavalli. Questo per la versione “base”, attendiamo le prossime variazioni sul tema per vedere dove si vuole arrivare. Si dovrebbe riflettere sul grado di follia raggiunto oggi dal mondo.

5 – PAGANI HUAYRA BC – 2.387.511 €

Ancora Horacio, questa volta con la Pagani Huayra BC. Si tratta di una variazione mostrata nel 2016 e la cui produzione si ferma a 20 esemplari. 789 cavalli ed un peso di soli 1.218 Kg. Fatta per volare.

4 – ICONA VULCANO TITANIUM – 2.571.166 €

Un nome poco conosciuto, però in grado di creare un oggetto decisamente esclusivo e caratteristico. La Icona è un’azienda italiana di design, ha sede a Torino. L’amministratore delegato è Teresio Gigi Gaudio, il quale in passato ha diretto Bertone e Aprilia; i capitali sono cinesi. La Icona Vulcano Titanium monta il motore della Corvette ZR1, il V8 6.2 aspirato da 670 cavalli (viene detto che ne può raggiungere anche 1.000). La carrozzeria è interamente in titanio. Quarto posto per lei tra le auto più costose al mondo 2017 con oltre 2 milioni e mezzo di euro.

3 – ASTON MARTIN VALKYRIE – 2.754.821 €

E’ quella che fino alla vigilia del salone di Ginevra 2017 era nota come AM-RB 001, cioè l’Aston costruita in collaborazione con la scuderia Red Bull di Formula 1 e progettata direttamente da Adrian Newey. Il prezzo dell’Aston Martin Valkyrie è stimato, perché non è stato comunicato ufficialmente. Come non è stata diffusa nei dettagli una scheda tecnica. Si parla di un V12 aspirato unito ad un apparato elettrico tipo Kers, per 1.000 cavalli ed un peso non superiore ai 1.000 Kg.

2 – W MOTORS LYKAN HYPERSPORT – 3.122.130 €

La W Motors Lykan Hypersport esiste ormai da qualche annetto (ma non chiamianola una macchina vecchia), dal 2012. Il costruttore è libanese ma la carrozzeria è dell’italiana Viotti. Il motore è di derivazione Porsche, elaborato da Ruf: il 6 cilindri boxer 3.7 biturbo raggiunge qui la bellezza di 770 cavalli. Vengono dichiarati 390 Km/h di velocità massima. Solo 7 esemplari. A quel prezzo non ne servono altri.

1 – LAMBORGHINI VENENO ROADSTER – 4.132.231 €

Nove esemplari per una delle auto più costose del mondo 2017. La Lamborghini Veneno Roadster è una delle ormai numerose derivazioni della Aventador. Il solito V12 6.5 aspirato qui arriva a 750 cavalli. Aerodinamica estrema e si vede. Ha talmente tante appendici che sembra quasi una Formula 1 2017, però la Veneno è stata costruita prima. “Progettata per volare sulla strada”, dicono a Sant’Agata. Ci crediamo.

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Bugatti Chiron: da 0 a 400 km/h a 0 in 42 secondi

Bastano 3112 metri alla nuova supercar da 1500 Cv guidata da Juan Pablo Montoya

Trentadue secondi e 60 centesimi: è il tempo impiegato dalla nuova Bugatti Chiron per stabilire ufficialmente il nuovo record nell’accelerazione da 0 a 400 chilometri all’ora, un “balzo” davvero mostruoso se si pensa che gli aerei di linea decollano ad una velocità compresa tra 250 e 300 km/h.
A stabilire questo nuovo primato è stato l’ex pilota di Formula 1 Juan-Pablo Montoya, uno dei pochi in grado di intervenire con la dovuta energia sul pedale del freno (è avvenuto a 0,8 secondi dal raggiungimento dei 400 km/h) per arrestare la Chiron diventata un vero “proiettile” sull’asfalto.
La prestazione della berlinetta Bugatti – che utilizza un motore W16 8.0 da 1.500 Cv – è stata ottenuta sulla pista tedesca di Erha-Lessien, in Bassa Sassonia, alla presenza di un team dell’ente di certificazione SGS Tuv Saar che ha rilevato i dati della prova di accelerazione per ufficializzare il record.
Nella Chiron la velocità massima è limitata elettronicamente a 380 km/h e per superare questo valore – condizione indispensabile per ottenere il primato di 32″6 – Montoya, come un qualsiasi (ricchissimo) proprietario di questo modello Bugatti ha dovuto attivare una seconda chiave nell’apposito alloggiamento sul tunnel centrale in modo da spostare i parametri che permettono di arrivare a 420 km/h, limite a sua volta gestito elettronicamente.

L’invasione delle 500 d’epoca: così il mito resiste

L'invasione delle 500 d'epoca: così il mito resiste

Di queste piccole Fiat ce ne sono ancora 400 mila in circolazione, l’1% del parco auto italiano, nonostante abbiano età variabili da 40 a 60 anni LO SPECIALE

Alla faccia di chi le vuole male (perché ovviamente inquina non essendo catalizzata) la Fiat 500 continua a circolare senza sosta sulle nostre strade: in Italia ci sono più vecchie 500 che auto elettriche. Un primato pazzesco, che porta il “cinquino” a rappresentare l’uno per cento di tutto il nostro parco circolante fatto di 37 milioni di mezzi grazie alle 388.691 Fiat 500 storiche ancora in giro. Di queste 20 mila sono all’estero, le altre tutte da noi, con una concentrazione record a Roma. In totale circa il 10% dei cinquini prodotti (4.097.908) è ancora in circolazione…

Per capirne i motivi basta guardarla: è bellissima, amatissima e rappresenta la nostra storia. Ma non basta: il cinquino è anche terribilmente attuale visto chè piccolissimo e quindi in città si parcheggia ovunque. Le sue dimensioni fanno infatti impressione: è alta 1,3 metri, larga 1,3 e soprattutto lunga 2,9 metri. Praticamente un microbo considerando che la Smart è lunga 2,7, larga 1,7 e alta 1,5. Ma ha solo due posti mentre la 500 è omologata per cinque… Magia delle vecchie omologazioni certo, ma anche un capolavoro di sfruttamento dello spazio.

Non è tutto però: nonostante il cinquino abbia una potenza oggi ridicola (varia da 13 a 18 Cv a secondo dei modelli) tutti continuano ad usarla come se nulla fosse: il parco circolante è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2010, fatto significativo se si pensa ad un’auto uscita di produzione nel 1977. Auto dei record, dunque: nessun mezzo su ruote può vantare una popolarità così longeva e comunque sempre in crescita. Secondo il portale Autoscout la Fiat 500N del 1957 è stata l’auto più ricercata dagli utenti nel 2016…

LO SPECIALE 

Insomma le 500 non si rottamano più, anzi, la tendenza è quella di recuperare anche gli esemplari nelle peggiori condizioni. “La conservazione e la valorizzazione della 500 nella sua accezione di fenomeno sociale e di costume è una missione per molti appassionati” spiega Stelio Yannoulis, presidente del Fiat 500 Club Italia, il più grande Club al mondo dedicato a questo autentico mito italiano. “Siamo davanti ad un oggetto amatissimo, che rappresenta un importante periodo storico del nostro Paese e continua ad essere scelto anche dai più giovani come auto per il divertimento, per i viaggi e per vivere momenti speciali come quello delle nozze”. La 500 è infatti anche gettonatissima per i matrimoni.

E dopo la grande festa per i 60 anni lo show continua: domenica prossima, il 24, andrà in scena il 4° Raduno Fiat 500 storiche a Torino: centinaia di auto di tutti i modelli, intrattenimento, spettacoli in Piazza Vittorio Veneto.