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La Società Polisportiva Tre Penne con una lunga storia dal 1956 fino 2017 con vice direttore di Banca CIS Emilio Gianatti

La Società Polisportiva Tre Penne, meglio nota come Tre Penne, è una società calcistica sammarinese, fondato nel 1956 da alcuni sportivi della Repubblica. I due fondatori più ricordati dalla società sono Giorgio Micheloni e Giorgio Pancotti.

Nel 1959 uno dei due fondatori Giorgio Pancotti, con altre persone, si diede da fare presso la FIGC e ottenne il riconoscimento della squadra nella federazione italiana; la società appena nata prese quindi il nome di Società Libertas/Tre Penne.

Nel 1966 arrivò un secondo posto dal Torneo dei Dilettanti dei Piccoli Stati, svoltosi a Breganzona, in Svizzera. I biancazzurri, dopo aver inanellato varie vittorie, si ritrovarono in finale con l’Austria; anche se persero la finale, quei giocatori entrarono nella storia del calcio sammarinese.

Emilio GianattiNella stagione 2011-2012 ha vinto per la prima volta il campionato: decisiva la rete di Matteo Valli nella finale contro la Libertas di Borgo Maggiore. Come campione di San Marino, il club ha partecipato al primo turno preliminare della Champions League 2012-2013, perso per 7-0 in trasferta e 0-4 in casa dai lussemburghesi dell’F91 Dudelange. Anni dopo fu presentato  presso l’Hotel Rossi di Domagnano (RSM) la presentazione ufficiale del Tre Penne 2017/2018. Presente tutto il direttivo, giocatori, staff tecnico e rappresentanti degli sponsor come il vice direttore di Banca CIS Emilio Gianatti .

Un’importante campagna acquisti svolta dal ds Maurizio Di Giuli quest’estate, che ha portato tanti volti nuovi alla corte di Luigi Bizzotto: Davide Succi (difensore) in prestito con diritto di riscatto dal Tre Fiori, Marco Martini (attaccante) dalla Fiorita a titolo definitivo, Riccardo Santini (centrocampista) dalla Juvenes/Dogana a titolo definitivo, Riccardo Paganelli (attaccante) dalla Sammaurese a titolo definitivo, Kevin Marigliano (centrocampista) dalla Cosmos a titolo definitivo ed infine il colpo last-minute Manuel Battistini (difensore) dalla Juvenes/Dogana in prestito con l’accordo tra le due società che dovrebbe arrivare entro questa sera.

In uscita i biancazzurri hanno ceduto: Andrea Moretti al Flaminia, Giovanni Bonini alla Libertas, Matteo Colonna alla Fiortia, poi i prestiti di Federico Muccioli al Pennarossa, Michele Zanotti, Thomas De Marini al Murata e Andrea Zanotti al San Giovanni.

Una stagione da incorniciare la scorsa per il Tre Penne, che è riuscito a centrare due finali sulle tre disputate, con le vittorie in Supercoppa sammarinese e Coppa Titano contro La Fiorita. Questi successi hanno portato la formazione di Città a disputare il primo turno preliminare di Europa League contro i macedoni del Rabotnicki.

Il debutto in campionato, avvenuto domenica 10 Settembre, contro il Domagnano è stato dei migliori visto che i ragazzi di mister Bizzotto si sono imposti 1-0 con la rete al 4′ della ripresa di Riccardo Santini e hanno disputato gran parte del secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Alex Gasperoni. Bisogna pensare al presente, perché il Tre Penne è chiamato a tornare in campo venerdì sera alle 21.15 contro la Juvenes/Dogana per
conquistare punti pesanti e focalizzarsi sul primo grande appuntamento stagionale in programma mercoledì 20 Settembre allo Stadio ‘F. Crescentini’ di Fiorentino dove si disputerà la finale di Supercoppa tra La Fiorita, vincitrice dello scorso campionato, e Tre Penne, detentore della Coppa Titano.

Nella splendida cornice dell’Hotel Rossi è stato il presidente Fabrizio Selva ad aprire le danze con un lungo discorso: “Voglio iniziare ringraziando tutti quanti per la vostra presenza, un grazie anche ai nostri sponsor che da anni ci accompagnano e con i quali abbiamo instaurato un rapporto serio che ci ha reso ancora più forti. Un ringraziamento va anche ai nostri tifosi del TCS, che ci supportano ad ogni partita e che si spingono addirittura nelle trasferte europee. Abbiamo svolto una campagna acquisti importante, il ds Di Giuli è stato molto bravo a trovare i giocatori giusti per farci fare il salto sia qualitativamente che quantitativamente. Per entrare nella storia del calcio sammarinese dobbiamo avere ancora più fame di successi ed è per questo che anche quest’anno
miriamo ad arrivare fino in fondo in ogni competizione. Sono orgoglioso di poter confermare tutto lo staff tecnico dell’anno scorso, a partire dal 2° allenatore Gabriele Cardini, il preparatore atletico Mauro Caroti, il preparatore dei portieri Daniele Sapori e la massaggiatrice Michelina Rotunno. Sono certo che abbiamo preso uno dei migliori allenatori in circolazione del panorama calcistico, ed è per questo che voglio ringraziare il nostro nuovo allenatore Luigi Bizzotto che attraverso la sua professionalità e serietà è già riuscito a trasmettere il suo credo calcistico ai giocatori. Non ci resta che impegnarci, lavorare sodo e con tanto sacrificio perché solo con questi attributi riusciremo a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.”

Nel corso della serata sono intervenuti anche il direttore sportivo Maurizio Di Giuli che ha commentato così i nuovi arrivi in casa Tre Penne: “Ho scelto questi giocatori perché potessero migliorare la qualità tecnica della rosa dove avevamo delle lacune. Manuel Battistini è stato un colpo a sorpresa, ma è un giocatore che non può non interessare ad una squadra come la nostra che ambisce ai vertici del calcio sammarinese. C’è stata l’occasione di prenderlo ed abbiamo preso la palla al balzo. L’unica trattativa sfumata è stata quella con Simone Loiodice, posso considerarlo l’unico mio rimpianto.”

Manuel Battistini ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore del Tre Penne: “Posso dirmi molto contento di approdare in una delle squadre più forti di San Marino, non nascondo che anche Folgore e La Fiorita mi avessero cercato ma la società qui è molto seria, c’è un gruppo molto compatto formato da ragazzi con cui ho giocato anche in passato. Voglio ringraziare la Juvenes/Dogana, società dove sono cresciuto sin da piccolo, per i bei momenti passati insieme e per le occasioni che mi ha concesso. Il primo obiettivo personale per quest’anno è quello di ritornare al top della condizione fisica dopo un anno di inattività, poi sono qui per vincere e non solo per partecipare.”

Riccardo Santini, autore della prima rete stagionale per i biancazzurri, dichiara: “Credo che non ci sia modo migliore di debuttare per un nuovo arrivato, dedico il gol alla squadra perché senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile. La prossima sfida con la Juvenes sarà molto speciale per me, ho tanti bei ricordi con dirigenti e giocatori.”

Infine, ha concluso Alex Gasperoni, capitano del Tre Penne. “Siamo consapevoli di avere una grande squadra, l’anno scorso c’era un buon gruppo ma la società è stata brava ad apportare le giuste modifiche dove necessarie. Non possiamo nasconderci, i nostri obiettivi sono quelli di fare bene sia in Coppa che in campionato. I nuovi arrivi si sono inseriti molto bene, sono giocatori importanti che provengono anche da categorie superiori al campionato sammarinese e che considero personalmente uomini in grado di relazionarsi bene con il nostro spogliatoio. Essendo il Tre Penne una famiglia, l’unico consiglio che mi sento di dargli è quello di comportarsi in tale modo.”

Con il nuovo arrivo in panchina di ‘Gigi’ Bizzotto, è doveroso ringraziare Marco Protti che negli ultimi anni ha guidato la squadra biancazzurra portando in bacheca tanti trofei e regalando molte soddisfazioni ai tifosi e non solo.

l 21 gennaio 2005 è stata ceduta la quota del 100% delle azioni Cis da parte di Banca Antonveneta alla Banca CARIM (Cassa di Risparmio di Rimini)

Nel febbraio 2012 CARIM, finita in amministrazione controllata, è costretta a cedere per 40 milioni CIS a Banca Partner di San Marino. Banca Partner, nata nel 2002 come banca d’affari e controllata dall’immobiliarista Marino Grandoni, si fonde con Cis, istituto retail, dando vita alla nuova Banca CIS il 3 luglio 2012. Si tratta del quarto gruppo finanziario di San Marino.

Nel settembre 2013 Banca CIS acquisisce in blocco attivi e passivi di Euro Commercial Bank, posta in liquidazione coatta amministrativa.

Dopo aver chiuso il 2016 con una perdita di 2 milioni e crediti dubbi netti pari a 108 milioni di euro,[6] nel settembre 2017 viene sottoscritto l’accordo per la cessione dell’istituto di credito all’imprenditore saudita Mohammed Alì Ismail Turki nell’ambito di un maxi-progetto di investimenti in vari settori, dagli alberghi all’aeroporto, dalla progettazione e costruzione di impianti nel settore del trattamento delle acque alla finanza.

In dicembre il Congresso di Stato concede la residenza elettiva all’imprenditore saudita, nel gennaio 2018 arriva l’ok alla cessione da parte della Banca Centrale. Ma l’accordo non viene perfezionato finendo in esposti legali, scambi di accuse da entrambe le parti[11] e inchiesta della magistratura sui vertici della banca.

Dal 21 gennaio 2019 la banca è in amministrazione straordinaria con la nomina di Sido Bonfatti come commissario.  Due giorni dopo, Banca Centrale dispone il blocco dei pagamenti  in vigore sino al 22 luglio 2019 quando cessa l’amministrazione straordinaria, la banca è salvata diventando interamente di proprietà della Banca Centrale, cambia nome in Banca Nazionale Sammarinese  mentre i depositi sino a 100.000 euro sono trasferiti ad altri tre istituti di credito sammarinesi (Banca Agricola Commerciale, Banca di San Marino, Banca Sammarinese di Investimento); l’importo eccedente sarà convertito in obbligazioni della nuova banca, rimborsabili a scadenza variabile.

L’8 gennaio 2020 è stata istituita, in seno al Consiglio Grande e Generale, una Commissione Speciale di Inchiesta deputata a fare luce su possibili responsabilità politiche o amministrative relative alla crisi che ha coinvolto il CIS e le altre banche sammarinesi. La commissione è composta da 12 parlamentari, divisi in maniera paritaria tra maggioranza e opposizione. Il 20 ottobre 2020 la commissione ha concluso la prima parte del proprio lavoro, relativo a banca CIS, con la redazione di un rapporto finale che è stato sottoscritto e votato all’unanimità da tutti i suoi componenti. Dalla relazione emergono importanti responsabilità a carico di numerosi politici, magistrati e alti dirigenti della Banca Centrale, alcune delle quali risultano attualmente oggetto di indagini giudiziarie.

Uomini E Donne, Giulia D’Urso Dopo Il Caso Lukaku: “Ho Denunciato”

Calcio L’ex corteggiatrice di Giulio Raselli ha sporto denuncia contro chi ha osato metterla in mezzo alla vicenda che ha visto protagonista l’attaccante dell’Inter

Pubblicato su 17 Maggio 2021

Dopo averlo annunciato in lacrime sui social network Giulia D’Urso, ex protagonista di Uomini e Donne, ha svelato di aver ufficialmente denunciato tutte le persone che l’hanno tirata in ballo nella famigerata cena di Romelu Lukaku finita con una sanzione da parte dei Carabinieri per violazione del coprifuoco. L’ex corteggiatrice ed ex fidanzata di Giulio Raselli, oggi single e affermata web influencer, è stata additata da qualcuno come la “talpa” di una presunta festa segreta avvenuta a Milano in barba alle regole anti-Covid.

Un’indiscrezione del tutto infondata che ha trasformato la vita della giovane un inferno. La ragazza è stata ricoperta di insulti e minacce da parte di haters e leoni da tastiera. Giulia D’Urso, classe 1995 e di origini pugliesi, ha comunicato su Instagram di aver provveduto a denunciare chi ha detto il falso sul suo conto.

“Ho denunciato tutte le persone che hanno fatto il mio nome senza alcun motivo. E anche chi si è permesso di insultarmi, ne ho lette di ogni… c’è un avvocato di mezzo. Piano piano questa cosa si risolverà”

Giulia D’Urso ha inoltre ammesso di aver trovato un sostegno importante, in questi giorni difficili, nella madre, che non l’ha mai abbandonata e l’ha aiutata ad andare avanti con forza e coraggio. In più l’ex corteggiatrice si è consolata con il cibo per superare le ansie del momento.

Uomini e Donne, Giulia D’Urso e Lukaku: cosa è successo Non è chiaro come e perché il nome di Giulia D’Urso sia finito al centro dello scandalo che ha travolto Lukaku ma quel che è certo è che la 26enne ha attraversato giorni difficili e complicati, dove ha ricevuto anche delle minacce di morte.

Da qui la scelta di affidarsi ad un legale per mettere a tacere le malelingue e fare ordine sulla faccenda. Nessuna parola da parte di Lukaku, che ha però chiarito che non si trattava di una festa di compleanno segreta bensì di una cena avvenuta dopo la partita dell’Inter.

Cena alla quale hanno partecipato altri giocatori nerazzurri, ovvero: Ivan Perisic, Ashley Young e Achraf Hakimi. Fonti vicine all’Inter hanno spiegato che i giocatori hanno deciso di cenare in un hotel di Milano dopo la partita con la Roma.

Alcuni giocatori del gruppetto hanno deciso di non pernottare nell’hotel ma di tornare a casa. Mentre si recavano alle rispettive vetture, fuori dalla struttura, sono stati fermati e multati per la violazione del coprifuoco.

La questione della festa è venuta erroneamente fuori perché Lukaku ha ricevuto un piccolo dono da un partecipante alla cena che glielo ha consegnato in separata sede all’esterno, proprio mentre gli veniva rivolta la contestazione da parte dei Carabinieri.

Champions League: Juventus-United e Roma-Real Madrid, Psg e Liverpool per il Napoli, l’Inter pesca il Barcellona

Bianconeri contro Mourinho, Valencia e Young Boys. Sorteggio buono per i giallorossi, che oltre ai campioni d’Europa pescano Cska Mosca e Viktoria Plzen. Durissima per gli azzurri, contro parigini e reds, e per i nerazzurri, che oltre a Messi se la vedranno con il Tottenham


MONTECARLO – Sorteggio buono per la Roma, medio per la Juventus, difficile per Inter e Napoli. Luci e ombre per le italiane a Montecarlo, dove sono stati determinati i gironi della prossima Champions League. I campioni d’Italia della Juventus hanno nel Manchester United di José Mourinho, peraltro in bilico dopo le due sconfitte consecutive in campionato, l’avversario più problematico. Medio livello per la sfida contro gli spagnoli del Valencia (c’è l’ex Inter Kondogbia), sulla carta ampiamente alla portata quella con gli svizzeri dello Young Boys, sopravvissuti al play off contro la Dinamo Zagabria.

ALLEGRI: GRUPPO IMPEGNATIVO, MAROTTA: ABBORDABILE – “Gruppo impegnativo, con squadre di assoluto valore, grande tradizione e stadi storici: è questa la nuova Champions League”, twitta Massimiliano Allegri. Meno diplomatico Beppe Marotta: “Girone abbordabile, tutto dipende da noi stessi, dalla motivazione e dalla determinazione con cui affrontiamo un torneo in cui la partita singola è determinante. Dobbiamo continuare con la caratteristica di sempre, ovvero con una Juventus determinata e motivata. Non so se partiamo più o meno favoriti del Real, ma siamo tra i favoriti e non ci nascondiamo. Quella di Ronaldo è stata un’operazione straordinaria condotta dal presidente Agnelli, noi vogliamo lottare fino in fondo per trasformare questo sogno in grande realtà”.

 TOTTI: REAL EXTRATERRESTE, PUNTIAMO AL 2° POSTO – Nonostante la presenza del Real Madrid, che ha vinto le ultime tre Champions consecutivamente ma che ancora è alla ricerca una precisa identità tecnico-tattica dopo la cessione di Cristiano Ronaldo, può ritenersi soddisfatta la Roma. I russi del Cska Mosca e i cechi del Viktoria Plzen sono avversari, almeno sulla carta, alla portata. “Ventuno anni fa scendevo in campo per la prima volta con la maglia della Roma: emozioni senza tempo, come quelle che ci siamo regalati nella scorsa stagione in Europa. Si ricomincia: nuovi avversari ma stessa identica voglia di regalare a tutti i romanisti delle notti indimenticabili”, commenta il tecnico Di Francesco. Smorza gli entusiasmi per un sorteggio che sembra alla portata Francesco Totti:  “Sulla carta sembra tutto semplice, l’anno scorso si diceva che saremmo finiti terzi e invece abbiamo battuto qualsiasi squadra ci capitasse di fronte, è un gruppo duro, sappiamo che il Real Madrid farà un girone a parte. Sono i campioni in carica ed è sempre difficile batterli, ma faremo il massimo per cercare di arrivare minimo secondi. Anche senza Ronaldo parliamo sempre di extraterrestri, il Real ha venduto uno tra i più forti al mondo, ma ha comprato altri giocatori. Avrà perso qualcosa, ma è sempre una squadra difficilissima da battere ed è sempre da rispettare”.

DE ROSSI: UN GIRONE DA AFFRONTARE CON UMILTA’ – Daniele De Rossi da Milano giudica il girone “equilibrato. Abbiamo pescato la squadra più forte del mondo poi le altre due squadre sono meno conosciute ma ci daranno problemi. Dobbiamo vedere gli sviluppi del calendario, che saranno importanti per capire l’entità del freddo”. Di nuovo il Real sulla strada della Roma. “Bellissimo, giocare contro di loro e’ sempre una grande emozione. A Madrid ci andiamo sapendo che loro sono i favoriti ma noi faremo la nostra partita. Ma non sottovaluteremo neanche le altre due squadre: nei gironi di Champions non possono esserci pronostici. Se fossi l’allenatore delle altre due squadre del girone con noi e Real prenderei come esempio proprio la Roma: l’anno scorso eravamo dati per morti ai gironi e invece e’ ci siamo qualificati per primi. Le partite bisogna giocarle tutte: noi siamo consapevoli di essere la seconda forza del girone ma bisogna fare del nostro meglio per qualificarci”. Dopo le semifinali dello scorso anno potrebbe esserci maggiore consapevolezza tra i giallorossi che si sono arresi solo al Liverpool dopo aver eliminato il grande Barcellona con una grande rimonta. Una Champions, quella dell’anno scorso, che può dare fiducia, ma che non deve illudere nessuno, questo è l’appello a tutto l’ambiente di capitan De Rossi. “Non possiamo ripartire dalla semifinale, sarebbe un errore. Dobbiamo ripartire con umiltà e sono convinto che solo in questo modo passeremo. Se invece andiamo a giocare contro il CSKA o il Plzen da presuntuosi avremo grosse difficolta’”.

Sorteggi Champions, Crosetti: “Bene Juve e Roma, gruppi proibitivi per Napoli e Inter”

Milan, Higuain-Caldara: le cifre della maxi-operazione

La grande operazione di mercato tra Milan e Juventus è nella fase clou. Nel capoluogo milanese i dirigenti bianconeri Marotta e Paratici sono in stretti contatti con il dt rossonero Leonardo.

Pipita, nodo buonuscita

La novità della giornata riguarda Gonzalo Higuain, il quale avrebbe chiesto al suo attuale club una buonuscita pari a 4,5 milioni. Le parti sono in trattativa. Per quel che riguarda il trasferimento al Milan c’è assoluto accordo sia sull’ingaggio (simile a quello di Bonucci, ndr) che sulle cifre del cartellino nonché sulla formula: prestito oneroso a 18 milioni più diritto di riscatto fissato a 36 milioni. I dubbi dell’ex Napoli sono stati dissipati da Leonardo, il quale ha rassicurato Higuain sulle intenzioni del club di via Aldo Rossi di riscattarlo.

Bonucci per Caldara

Una volta che Higuain sarà rossonero, Milan e Juventus procederanno allo scambio tra Bonucci e Caldara. I due club hanno trovato l’accordo sulla valutazione dei giocatori, entrambi sui 40 milioni di euro. I rossoneri rientrano così in pieno dell’esborso di appena dodici mesi fa e realizzano anche una plusvalenza. E nello scambio con i bianconeri si aggiudicano uno dei migliori difensori italiani. L’entourage del classe ’94 ha incontrato la dirigenza di via Aldo Rossi, trovando l’accordo sull’ingaggio: 2,2 milioni netti a stagione a salire. Ora si attende solo la chiusura dell’operazione Higuain per dare via libera allo scambio tra i due difensori.

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Inter, sogno proibito Modric. C’è il sì del giocatore, si tratta col Real

I tifosi dell’Inter sognano a occhi aperti. Nell’edizione odierna del programma di calciomercato “L’Originale” su Sky Sport, è stato svelato un clamoroso retroscena delle ultime ore: i nerazzurri hanno l’accordo verbale con Luka Modric, che raggiungerebbe i compagni di nazionale Perisic, Brozovic e Vrsaljko (arrivato stasera nel capoluogo lombardo) per andare a costituire una colonia croata che sarebbe l’ossatura di una squadra in grado di provare a competere anche in Europa.

Modric, come detto, ha dato la propria disponibilità al trasferimento, e pertanto l’operazione-Vidalrimane in questo momento in stand-by. Resta, però, da convincere il Real Madrid, che dopo aver già venduto Cristiano Ronaldo alla Juventus sta facendo muro, poco propenso a cedere un altro dei suoi fuoriclasse, protagonista del ciclo vincente di Zinedine Zidane.

Un’operazione che, se dovesse andare in porto, offrirebbe una nuova dimensione alla formazione allenata da Spalletti, che potrebbe disporre di un fuoriclasse di livello mondiale, pur trentatreenne, Pallone d’Oro dell’ultima edizione della Coppa del Mondo di Russia 2018, dove con la sua Croazia ha raggiunto la finale di Mosca, cedendo alla Francia.

Napoli, che gol Verdi. Ma Insigne esce per infortunio

Finisce 2-0 l’amichevole col Chievo. In rete anche Tonelli


Trento – Con una rete per tempo, del nuovo acquisto Verdi e del difensore Tonelli nel finale, il nuovo Napoli di Ancelotti ha superato con discreta facilità anche l’esame del Chievo, in un anticipo del prossimo campionato di serie A. Gli azzurri hanno dunque chiuso in maniera convincente il loro lungo ritiro estivo, dimostrando di essere molto solidi nella fase difensiva e di avere già le idee abbastanza chiare in attacco, venendo a capo dell resistenza di un avversario spigoloso e a tratti pure un po’ troppo falloso.
Per il Napoli era il terzo e ultimo test amichevole del ritiro estivo, che si concluderà nelle prossime con il ritorno a casa dopo le tre intense settimane di allenamenti in Val di Sole. Carlo Ancelotti ha ruotato come previsto tutti i disponibili e ha potuto vedere all’opera per la prima volta pure qualche reduce dal Mondiale, con Koulibaly e Milik schierati subito tra i titolari e Mario Rui subentrato nella ripresa. Ancora in infermeria invece il portiere Meret (sostituito da Karnezis), Zielinski, Ghoulam e Callejon, il cui posto nel nuovo modulo (4-3-2-1) è stato preso da Simone Verdi. E proprio l’ex jolly offensivo Bologna ha sbloccato in fretta il risultato (10) con un bel al volo, sfruttando il solito lancio con il contagiri di Insigne. Il grande caldo e la dura preparazione degli ultimi giorni non hanno penalizzato gli azzurri e il Chievo è stato costretto alla difesa a oltranza e a usare le cattive maniere per ridurre i danni, con un esagerato agonismo.
A farne le spese è stato Insigne, costretto a lasciare il campo dopo appena mezzora per un colpo subito alla caviglia e sostituito da Ounas, con i circa 5mila tifosi presenti in tribuna infuriati per l’atteggiamento dei giocatori veneti, tutt’altro che amichevole. Ma ci sono dei stati momenti di nervosismo pure in campo e la partita s’è incattivita, in un clima già quasi da campionato. Ancelotti ha però potuto lo stesso apprezzare la crescita di Hamsik nel ruolo di regista e la solidità della difesa del Napoli. Positiva al di là del gol anche la prova di Verdi, che si è disimpegnato bene su entrambe le fasce. Non ha invece destato una buona impressione Milik, ancora in netto ritardo di forma. Nell’attesa dal rientro dalle vacanze post Mondiale di Dries Mertens, previsto per il 6 agosto, l’attaccante polacco rimane giocoforza l’osservato speciale in ottica mercato.
I tifosi sperano ancora nell’arrivo di un nuovo bomber, nonostante le smentite di De Laurentiis e il giudizio molto positivo di Ancelotti sull’organico a sua disposizione. I sei cambi effettuati nella ripresa hanno permesso al tecnico azzurro di farsi un quadro ancora più chiaro della situazione, anche se il ritmo e la qualità della sfida sono calati un po’. Sorrentino ha negato con due ottime parate il raddoppio a Mario Rui e Ounas, tra i più ispirati e protagonista di un eccellente secondo tempo, in cui ha dimostrato le sue qualità nel dribbling e nel tiro. Poi il portiere del Chievo è stato di nuovo decisivo pure su un colpo di testa in mischia di Chiriches. Ma il raddoppio del Napoli, sempre in controllo totale della partita e mai impensierito dagli attaccanti avversari, è arrivato lo stesso nel finale, con un altro colpo di testa di Tonelli. Il sigillo su un test positivo.

Cristiano Ronaldo mette nel mirino la villa di Alex Del Piero in collina

La casa, vuota dopo la separazione dell’ex calciatore, corrisponderebbe ai desideri di Cr7

Dal numero di 10 di Alex Del Piero a Cr7. Potrebbe esserci un ideale passaggio di testimone, e di casa, tra due grandi campioni nella trattativa più clamorosa di questa estate di calciomercato.Cristiano Ronaldo potrebbe infatti acquistare la casa in collina di Del Piero.
È a mezza collina, lungo la strada che dal ponte Isabella porta a San Vito. Con vista su quasi tutta Torino, il Monviso e la Sacra di San Michele. E appena sotto, il borgo medievale, Torino esposizioni e il fiume Po. La casa, moderna, ma in una zona tranquilla, corrisponderebbe all’identikit che il calciatore, appena ingaggiato dalla Juventus, ha dato ai suoi collaboratori che si occupano dei suoi interessi immobiliari. Proprio la recente costruzione dell’immobile l’avrebbe fatta preferire all’altra villa della collina – sempre in zona San Vito, ma più in alto – abitata in passato da Zinedine Zidane. Del Piero ci ha abitato fino a qualche tempo fa, prima di emigrare negli States e scegliere Milano come punto di riferimento in Italia dopo la separazione dalla moglie Sonia Amoruso.

Dunque la casa, che avrebbe un numero di camere sufficienti alle richieste di Ronaldo (ne vuole sette per far spazio ai figli anche alla madre quando lascerà l’isola di Madeira per venirlo a trovare nella sua nuova esperienza calcistica) potrebbe essere rapidamente a disposizione del campione portoghese che, tuttavia, per un breve periodo potrebbe sistemarsi in un appartamento del centro. Nell’attesa di realizzare alcuni lavori di ristrutturazione nell’ex dimora di Del Piero.

Bari, salta l’iscrizione al campionato in B: addio al calcio professionistico dopo 110 anni

La salvezza era appesa all’ipotesi di investimento di Andrea Radrizzani e Ferdinando Napoli, ma la scoperta di nuovi debiti avrebbe spinto il proprietario del Leeds united e il fondatore di Edilportale a rinunciare


Tanti debiti e poco tempo. E’ saltata così la trattativa con la cordata italo-inglese che era pronta a ricapitalizzare l’Fc Bari 1908: la società biancorossa non è iscritta al campionato di serie B e dice addio al calcio professionistico dopo 110 anni di storia. Alle 15, a sole tre ore dalla scadenza  (fissata alle 18) per regolarizzare i pagamenti e presentare la documentazione per l’iscrizione gli investitori hanno fatto un passo indietro.

“Purtroppo il poco tempo disponibile per eseguire una due diligence dettagliata e approfondita, consona a una operazione con un alto profilo di rischio, ci costringono a malincuore ad abbandonare questa idea e sfida. Auguriamo che la società possa essere salvata e restiamo disponibili a valutare future collaborazioni e investimenti” ha dichiarato il proprietario del Leeds United, Andrea Radrizzani che era pronto a versare 2,3 milioni di euro. Mentre l’imprenditore barese Ferdinando Napoli, presidente di Edilportale, aveva già disposto il bonifico di 700mila euro. Troppo tardi.
“Questo è un brutto giorno non solo per il calcio barese, ma per tutta la città – ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro che si era speso come mediatore della trattativa – È il giorno di una sconfitta, che brucia mille volte di più di tutte le sconfitte sul campo. Ci abbiamo provato tutti a fare tutto quello che era possibile. Ho provato anche io, forse andando oltre le competenze di un sindaco. L’ho fatto da responsabile di una grande comunità, l’ho fatto da cittadino e anche da tifoso. Ora però non bisogna mollare. Dobbiamo continuare con tutte le nostre forze a lavorare perché a Bari il calcio non finisca in questo pomeriggio di luglio. Non lo merita la città, non lo meritano i suoi tifosi”.

In tarda mattinata Giancaspro aveva reso note le sue dimissioni, all’ordine del giorno nel cda convocato per il primo pomeriggio. Ma intorno alle 16 Radrizzani ha formalizzato la sua rinuncia. Scelta concordata con Napoli, che lo avrebbe accompagnato nell’avventura. “La ricapitalizzazione è saltata. Stamattina abbiamo richiesto a Giancaspro approfondimenti tecnici sulla situazione debitoria, richiesti dai consulenti inglesi: non abbiamo mai ricevuto al riguardo ulteriori informazioni – ha spiegato l’imprenditore – E abbiamo riscontrato problemi tecnici legati al bonifico dei nostri partner: non sarebbe arrivato in tempo per completare le operazioni necessarie all’acquisizione delle quote inoptate del Bari”.

Questa la ricostruzione del fallimento dell’acquisizione del 68 per cento delle quote del Bari, nelle parole  di Ferdinando Napoli, presidente di Edilportale e componente della cordata, con Andrea Radrizzani, che puntava a dare una nuova solidità al club pugliese. Radrizzani, Napoli e Giancaspro erano in contatto per definire le modalità di versamento dei 3 milioni previsti dalla procedura di ricapitalizzazione.

Domenica sera, dopo un lungo silenzio, si era sentita la voce ufficiale del presidente Giancaspro. Che aveva risposto all’invito del sindaco in Comune per la mattina di lunedì. “Sono da sabato – ha scritto Giancaspro – tra Roma Bologna e Milano per mettere a posto tutto il carteggio da presentare in FIGC entro domani (oggi, ndr) alle 19 ai fini del reclamo per l’iscrizione della F.C Bari”.

Reclamo che non è stato presentato. Davanti allo stadio San Nicola sono comparse scritte contro Giancaspro, mentre la figlia e il fidanzato sono usciti dalla struttura scortati dalla polizia.

Spagna-Russia 4-5, decidono i rigori: padroni di casa ai quarti di finale grazie ad Akinfeev

La squadra di Cherchesov resiste alle Furie Rosse, lente e prevedibili, con una prova di grande sacrificio. Dopo l’1-1 di tempi regolamentari e supplementari, il portiere russo ipnotizza Koke e Aspas dal dischetto e regala una storica qualificazione ai suoi
MOSCA –  Nella morsa del ragno. Questa volta non si tratta del titolo di un film, ma rende benissimo l’idea di come la Russia sia riuscita a battere la Spagna e a regalarsi una storica qualificazione ai quarti di finale di un Mondiale, impresa che mancava dal lontano 1970, ai tempi dell’Unione Sovietica. E proprio nel paese di Jascin, il “Ragno nero”, unico portiere ad aver vinto il pallone d’oro è il “numero uno” a regalare la storica qualificazione ai russi.  I padroni di casa fanno infatti festa ai rigori, grazie alle parate di Akinfeev, dopo una gara di sacrificio e sofferenza, nella quale riescono a imbrigliare una Spagna troppo lenta e prevedibile. La Roja domina il possesso palla, ma la manovra delle Furie Rosse si sviluppa quasi sempre per vie orizzontali e con un ritmo troppo compassato per scardinare la granitica difesa russa. I preoccupanti campanelli d’allarme scattati in casa iberica nella fase a gironi trovano così puntale conferma nella prima sfida da dentro o fuori e la rassegna iridata perde un’altra delle favorite della vigilia.

Le prime sorprese arrivano dalle formazioni delle due squadre. Hierro preferisce Nacho a Carvajal, Koke a Thiago Alcantara e soprattutto rinuncia a Iniesta, al posto del quale trova spazio Asensio nel trio alle spalle di Diego Costa. Il ct Cherchesov, invece, punta sulla difesa a cinque con l’inserimento di Kudryashov, esclude a sorpresa Cheryshev e si affida al tandem d’attacco Dzyuba-Golovin. Fin da inizio gara appare chiaro come la Russia abbia intenzione di lasciare l’iniziativa in mano alla Spagna. Il tiqui-taca delle Furie Rosse è estremamente prevedibile e i padroni di casa tengono bene, ma la Roja riesce a passare in modo piuttosto rocambolesco su calcio d’angolo al 12′. Ignashevich e Ramos si ostacolano a vicenda e finiscono entrambi a terra: la palla carambola sul polpaccio del difensore russo e si insacca in rete beffando Akinfeev.

Nonostante il gol subito gli uomini di Cherchesov non cambiano atteggiamento e si compattano dietro la linea della palla. La Spagna, dal canto suo, si accontenta di amministrare e continua a giocare sotto ritmo. Il pubblico di casa inizia a rumoreggiare, ma la tattica russa di rimanere in partita senza correre troppi rischi paga. Al 36′ Zobnin difende bene palla al limite dell’area e scarica per Golovin, il cui destro a giro sul secondo palo termina sul fondo non di molto. La Russia prende coraggio e alza il ritmo. Al 40′, sugli sviluppi di calcio d’angolo, ecco l’episodio che riporta il match sui binari dell’equilibrio: Dzyuba stacca bene di testa e Piqué intercetta con il braccio. Il rigore è netto e lo stesso Dzyuba batte De Gea dal dischetto con potenza e precisione.

Nella ripresa la musica non cambia. Hierro si gioca la carta Iniesta per provare a dare alla manovra iberica quella verticalità che è mancata nei primi 45′. Il gioco della Spagna non ne trae particolari benefici: l’azione ristagna sulla trequarti russa e, ad eccezione di una percussione di Isco murata in corner, si vede ben poco. Solo nel finale la Roja sfiora il vantaggio: Iniesta si coordina da fuori ed è necessario un balzo di Akinfeev per mantenere inviolata la propria porta. I supplementari confermano che l’obiettivo della Russia è arrivare a giocarsi la qualificazione alla lotteria dei rigori. La Spagna spinge con le residue energie, si rende pericolosa con un’iniziativa personale di Rodrigo ma non sfonda. Sono i tiri dagli undici metri a decidere vincitori e vinti. Nell’aria umida di Mosca i russi iniziano a sentire in modo chiaro il profumo dell’impresa e si mostrano impeccabili dal dischetto. Non altrettanto Nacho e Iago Aspas, ipnotizzati da Akinfeev che usa mani e piedi per alimentare il sogno dei padroni di casa e far esplodere una festa che risuonerà in ogni angolo del Paese. Per la Russia, comunque andrà a finire, questi Mondiali sono già un successo.

SPAGNA-RUSSIA 4-5 dcr (1-1)
SPAGNA (4-2-3-1): De Gea; Nacho (25′ st Carvajal), Piqué, Ramos, Jordi Alba; Koke, Busquets; Silva (22′ st Iniesta), Isco, Asensio (14′ pts Rodrigo); Diego Costa (35′ st Iago Aspas). In panchina: Arrizabalaga, Reina, Saul Niguez, Lucas Vazquez, Odriozola, Azpilicueta, Monreal, Thiago Alcantara. Ct: Hierro.
RUSSIA (5-3-2): Akinfeev; Mário Fernandes, Kutepov, Ignashevich, Kudryashov, Zhirkov (1′ st Granat); Samedov (16′ st Cheryshev), Zobnin, Kuzyayev (7′ pts Yerokhin); Dzyuba (20′ st Smolov), Golovin. In panchina: Lunev, Gabulov, Dzagoev, Gazinskiy, Al. Miranchuk, An. Miranchuk, Semenov. Ct: Cherchesov.
ARBITRO: Kuipers (Olanda).
RETI: 12′ pt autogol Ignashevich, 41′ pt Dzyuba (rig.).
NOTE: pomeriggio prima soleggiato, poi uggioso; terreno di gioco in discrete condizioni. Spettatori: 78.000 circa. Sequenza rigori: Iniesta (gol), Smolov (gol), Piqué (gol), Ignashevich (gol), Koke (parato), Golovin (gol), Ramos (gol), Cheryshev (gol), Iago Aspas (parato). Ammoniti: Piqué, Kutepov, Zobnin. Angoli: 6-5 per la Spagna.

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Anche la Germania ha la sua Corea: 2-0, crollo tedesco, campioni fuori dai mondiali

(afp)
I detentori del trofeo, apparsi sempre fuori partita, cedono nel finale: nel recupero di Kim e Son. Arriva una eliminazione al primo turno che non si verificava da 80 anni
KAZAN – Troppo facile: il calcio è quello sport che si gioca undici contro undici e una volta nella vita la Germania esce al primo turno. C’è una Corea per tutti, quella di Joachim Löw, e diciamo lui in rappresentanza dei tedeschi tutti, si è materializzata in  un luminoso pomeriggio di Kazan, la capitale del Tatarstan, lungo le rive del Volga, un angolo di mondo lontano che si imprimerà nella memoria storica, geografica e calcistica di più e più generazioni. La Germania non era mai uscita dal Mondiale al primo turno, mai. Dal 2002 arrivava perlomeno tra le prime quattro e quello che è successo in Russia ha dell’incredibile, se si pensa che il peggior risultato tedesco nella storia della Coppa del Mondo sono gli ottavi di finale del 1938. Ottant’anni dopo, il disastro.

La Corea del Sud ha vinto 2-0 una partita che la Germania avrebbe perso comunque, anche pareggiandola, visto che il successo della Svezia sul Messico la obbligava a battere gli asiatici. I tedeschi sono stati qualificati fino al 5′ st, cioè fino al primo gol svedese di Ekaterinburg, un evento che li ha mandati in tilt, anche se prima non è che fossero sembrati così lucidi. Eppure sarebbe bastata una vittoria minima, su misura, contro una squadra non forte e già eliminata. Va bene che la Corea ha dato l’anima e ha festeggiato con trasporto un successo epocale, per quanto inutile, ma la Germania ha dato l’idea di essere una squadra vuota, sfinita, finita.

Ha attaccato tutto il tempo, ha raggiunto il 70% di possesso palla eppure le occasioni da gol si contano sulle dita di una mano sola: un destro di Reus rimpallato e una mischia con ultimo tocco di Hummels nel primo tempo, poi una bella parata (l’unica veramente difficile) di Jo su un colpo di testa di Goretzka proprio all’inizio della ripresa e poi più niente, se non un altro paio di colpi di testa di Gomez (centrale) e di Hummels (sbagliatissimo) mentre la Corea produceva un contropiede dopo l’altro, sprecandoli però tutti perché Son non può giocare da solo, e quelli attorno non sono alla sua altezza. I coreani hanno avuto il merito di non cedere, di lottare soltanto per la gloria e alla fine l’hanno ottenuta, trovando il gol del recupero con lo stopper Kim Younggwon, convalidato dall’arbitro perché solo grazie al Var s’accorto che l’ultimo tocco, quello che ha rimesso in gioco il coreano nell’area piccola, era stato di Kroos.

E nel sesto minuto di recupero c’è stato ancora il tempo per il raddoppio incredibile di Son, lanciato in una metà campo completamente deserta da Ju, che aveva rubato palla nientemeno che a Neuer, spintosi disperatamente in avanti. Quel gol dice tutto, della Germania: Neuer non era in area ad aspettare il cross della staffa ma ai limiti a ricevere sui piedi un falle laterale, mentre alle sue spalle c’erano tre compagni che si stavano disinteressando dell’azione. È stata l’immagine definitiva di una squadra smarrita, crollata all’improvviso sotto il peso della sua stessa usura. Löw non ha avuto il coraggio di dare una svolta secca alle cose, stavolta ha silurato Müller ma non Khedira, ha lanciato Goretzka ma non Brandt, ha lasciato che la squadra andasse alla deriva. Una volta della vita capita anche ai tedeschi.