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Chivasso, l’autopsia all’addestratore scagiona “Sid”: non è stato il cane dell’amico a ucciderlo

Colpo di scena nell’inchiesta: un malore improvviso ha con ogni probabilità provocato la morte del ventiseienne. Solo in seguito il bull terrier, dopo avere abbaiato a lungo per dare l’allarme, avrebbe inferto i morsi

Chivasso, l'autopsia all'addestratore scagiona "Sid": non è stato il cane dell'amico a ucciderlo

Il cane Sid sotto sequestro E’ stata con ogni probabilità una morte naturale. E Sid, il bull terrier accusato di avere ucciso il suo addestratore, è “innocente”. L’autopsia eseguita oggi dal medico legale Roberto Testi scagiona il cane: i morsi trovati sul corpo di Davide Lobue, educatore cinofilo di 26 anni, trovato esanime vicino al bull terrier che stava addestrando in un giardino a casa di un suo amico a Chivasso, non sono in punti vitali e soprattutto sarebbero stati inferti dopo la morte dell’addestratore.  I soccorsi erano stati inutili perché il ragazzo era già deceduto. Sulla morte sono in corso le indagini dei carabinieri e l’animale è ancora sotto sequestro. La tragedia risale alla notte tra sabato e domenica: secondo quanto ricostruito dai militari della stazione di Cavagnolo, Lobue, educatore cinofilo, era andato a trovare il bull terrier su richiesta del proprietario che in quel momento si trovava a Milano per un concerto.l cane aveva infatti problemi comportamentali e il suo padrone, Daniele Conte, aveva chiesto all’addestratore di occuparsene. Un vicino di casa sedicenne ha dato l’allarme dopo aver trovato Lobue esanime e pieno di morsi, e il il bull terrier tranquillo a poca distanza: era stato proprio il cane, abbaiando a lungo, ad attirare l’attenzione del vicino.

Lega il cagnolino al palo e lo abbandona: condannata

Lega il cane al palo e lo abbandona: condannata. Soddisfazione degli animalisti della Lida per la sentenza a carico di una padrona che nel 2014 legò un cucciolo al palo in contrada Fontegrande di Ortona. Risarcita anche l’associazione.

 Al termine del processo durato meno di un anno, il giudice penale di Ortona dott.ssa Ribaudo ha dichiarato l’imputata colpevole del reato di abbandono di animali e ha condannato la stessa al pagamento di un’ammenda di 1.000 Euro, al risarcimento di 500 euro all’associazione Lida Ortona costituitasi parte civile e al pagamento delle spese processuali. Il processo si è avviato grazie alla Lega Italiana di Diritti dell’Animale Sezione di Ortona che ha presentato denuncia presso la Procura di Chieti.

«I volontari  furono allertati quella notte dai residenti del quartiere – racconta una volontaria dell’associazione – e arrivati sul posto trovarono un cucciolo di pochi mesi legato a un palo sul ciglio della strada da almeno quattro ore. Come previsto dalla legge Regionale furono contattati i Carabinieri di Ortona e il Servizio Veterinario della Asl per il ricovero del cucciolo presso il canile sanitario. Poche settimane dopo grazie all’impegno dei volontari della Lida il cagnolino fu felicemente adottato da una splendida famiglia»

Cane impiccato col fil di ferro nel bosco ai Campi di Annibale

Rocca di Papa, un cane meticcio è stato trovato impiccato nel bosco di via dei Princìpi, nella zona de

i Campi di Annibale. Il povero animale era stato impiccato con del fil di ferro da mani umane feroci forse da alcune ore, probabilmente nella notte, con i favori delle tenebre in una zona interna del bosco. Ad accorgersi della macabra scena una coppia di coniugi che passeggiava nei sentieri boschivi tra Rocca di Papa e Rocca Priora, a pochi km dai Pratoni del Vivaro. I due coniugi hanno subito allertato i Guardiaparco dei Castelli che si sono subito precipitati sul posto per il sopralluogo e le indagini del caso. Sono stati avvisati i veterinari della Asl Roma 6 che hanno raggiunto la zona ed esaminato il cadavere che aveva anche il microchip. Sono ora in corso indagini serrate per accertare i fatti e sentire a verbale il proprietario che è risultato essere una persona della zona. Il cadavere del povero cane, una meticcia ben tenuta di circa un anno è stato portato all’Istituto Zooprofilattico di Roma per gli esami autoptici.

 

Roma, cane veglia amico investito, il testimone: “Erano inseparabili, l’ho accarezzato per consolarlo

Roma, cane veglia amico investito, il testimone: "Erano inseparabili, l'ho accarezzato per consolarlo"

Il racconto di un abitante della zona: “Gli automobilisti si sporgevano dal finestrino e nonostante si fosse formata una coda di diversi chilometri nessuno ha suonato il clacson. Hanno rispettato il dolore di questo animale”

È stata una scena davvero straziante. Quando ho visto quel cane sdraiato su un fianco e l’altro che lo vegliava ho capito subito cosa era successo. E li ho subito riconosciuti, perché i due cani spesso erano in giro insieme tra la via Tuscolana e i Pratoni del Vivaro”. È commosso Marco mentre racconta l’incredibile storia di amicizia tra animali vista questa mattina da centinaia di automobilisti sulla via Tuscolana, a Roma: un meticcio che vegliava l’amico investito e ucciso. “Gli automobilisti si sporgevano dal finestrino e nonostante si fosse formata una coda di diversi chilometri nessuno ha suonato il clacson. Hanno rispettato il dolore di questo animale. E ora tutti siamo rattristati”, racconta ancora Marco.

I vigili hanno rintracciato il padrone del meticcio che per ore era rimasto accanto all’amico, sdraiato fino a quando il compagno non è stato portato via. A quel punto sono scattate le ricerche del padrone. I due infatti sono sempre stati visti insieme e i negozianti della zona sono riusciti a fornire le indicazioni per rintracciarlo. L’esemplare vive in una delle villette dei Pratoni del Vivaro ma era solito passeggiare e giocare nella zona con l’inseparabile amico. “In realtà solo il cane deceduto era randagio – conferma Marco – vivo in zona e spesso li vedevo insieme. Ma sapevo che uno dei due cani aveva un padrone. Qui, ai Castelli, è usuale che i cani si aggirino tra i parchi e i giardini”.

“Le ragazze di un bar poco distante dal luogo dell’incidente – spiega ancora Marco – hanno poi aiutato i vigili a rintracciare il padrone: vive in una villa ai Pratoni del Vivaro. Tutti noi comunque eravamo abituati a vederli insieme. Erano inseparabili. Quando