Tag: CRISI

Ryanair: operatori turistici Trapani, no a crisi

(ANSA) – PALERMO, 1 OTT – “In seguito della crisi che ha colpito Ryanair, la stagione invernale è stata fortemente penalizzata. L’aeroporto di Trapani vedrà la sua operatività quasi del tutto compromessa, creando enormi disservizi al/sul territorio”. Lo affermano in un appello alcuni operatori turistici. “L’assenza di collegamenti aerei – lamentano – porterebbe alla conseguente chiusura di migliaia di attività turistico-ricettive e alla crisi di tutto l’indotto, con un danno economico senza precedenti che riguarderebbe anche le casse degli enti locali e di alcune aziende partecipate”. Tra novembre e marzo, su Trapani transiteranno circa duecentomila passeggeri in meno. I voli che nel periodo saranno tagliati sono sette: 4 nazionali (Parma, Genova, Roma e Trieste) e 3 con citta’ europee (Francoforte, Baden Baden e Cracovia).”Se non dovessero intervenire novità positive – dicono – entro brevissimo tempo, da marzo, l’aeroporto di Trapani non ospiterebbe più voli di linea, trasformandosi di fatto in una grande scatola vuota”.

Crisi dei video dei matrimoni, ora il videomaker passa ai film dei divorzi

di Luca Maggitti
«Stato o condizione di una comunità formata da un padrone, una padrona, due schiavi: in tutto, due persone». Questo si legge alla voce “matrimonio”, nel “Dizionario del diavolo” scritto nel 1906 da Ambrose Bierce, maestro di Ernest Hemingway, Groucho Marx e Woody Allen. Ma non è al cinico lemma che ha pensato Antonio Di Loreto, detto “Schultz”, cameraman e regista 56enne teramano, quando ha lanciato una provocazione sulla sua pagina facebook scrivendo: «Sono oramai 35 anni che faccio riprese televisive e non mi sono mai dedicato ai matrimoni. Ne avrò realizzati una quindicina in tutti questi anni, soprattutto per parenti e amici. Un mercato che adesso è anche in crisi. Però sto lanciando un prodotto uguale e contrario e sto cercando clienti ironici disposti a testarlo: è in arrivo il video delle separazioni e/o divorzi. Se siete interessati, scrivetemi in privato».

Insomma: dopo format televisivi sull’enorme business delle nozze (scelta dell’abito, banchetto, persino matrimoni a prima vista), ecco l’idea originale: raccontare la separazione. Tecnicamente, il pulpito è di quelli giusti visto che Di Loreto “predica” da decenni nel campo delle riprese televisive, vantando collaborazioni con i più importanti registi televisivi italiani e le principali testate giornalistiche. Già in Kosovo per il TG1 della Rai e cameraman di Michele Santoro durante il conflitto dei Balcani, “Schultz” fa attualmente la spola fra Teramo e Malta, dove sta mettendo a punto un format di produzione italiana per la prima rete maltese. Sul suo progetto di video del divorzio riflette: «Vorrei raccontare un momento topico di una coppia, un momento dirompente che segna la vita in maniera indelebile e che soprattutto segna quella dei figli, spesso stritolati da decisioni ineluttabili e non proprie. Vorrei perciò invitare i protagonisti a raccontare la loro storia, le decisioni, i motivi, i rancori e infine ricostruire la separazione o il divorzio». Infine, chiosa: «Quello che mi interessa è raccontare la storia e non voglio fare il terapeuta di coppia né provocare, ma credo che il video possa essere un importante tesoro di famiglia».

M5s, Grillo ferma Fico: non sarà sul palco di Rimini

Chiuse le operazioni di voto dopo il crash di ieri. Il leader del Movimento soddisfatto per l’affluenza ‘virtuale’: “Tra le migliori di sempre, fermati gli hacker”. Fallito l’obiettivo 100.000 click, l’asticella ferma sotto gli 80.000. Gli attacchi alla piattaforma saranno segnalati alla polizia postale

ROMA – Prima no, poi sì, poi di nuovo no. Dalla scaletta di Italia a 5 stelle – la festa del Movimento a Rimini – è scomparso il nome di Roberto Fico. Era rientrato pochi giorni fa. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai avrebbe dovuto fare – come l’anno scorso a Palermo – un intervento politico sull’informazione, ma non sarà così. E’ di fatto uno schiaffo al leader dell’ala ortodossa, che ha deciso di non correre alle primarie contro Luigi Di Maio e che ha espresso a Beppe Grillo tutti i suoi dubbi sulla sovrapposizione delle figure del candidato premier e del capo della forza politica. Un segnale per dire che nessuna dissidenza, per quanto silente, sarà tollerata, nei tre giorni in cui i vertici hanno deciso di festeggiare l’incoronazione di Luigi Di Maio.

Lo scontro fra le due anime si palesa nel giorno della chiusura della votazioni per il candidato premier del movimento. I risultati ufficiali ancora non ci sono, “custoditi da due notai” (di cui non si conosce il nome) fino a domani sera, quando verranno finalmente resi pubblici dal palco di Rimini a Italia a 5 Stelle. Intanto, però, dopo 17 ore di voto (compresi due “sforamenti”, prima fino alle 23 di ieri, poi anche stamattina dalle 8 alle 12), si sono concluse le primarie per la scelta del candidato premier del M5S. “Libertà è partecipazione” è il tweet di Beppe Grillo che cita Giorgio Gaber per dare la notizia della chiusura di operazioni di voto piuttosto accidentate. E, ancora una volta senza fornire alcuna cifra, secondo l’M5S la partecipazione al voto di ieri e oggi “è stata tra le migliori di sempre”. Presumibilmente, visto che la migliore affluenza si è registrata nel 2016, in occasione delle modifiche al “Non Statuto” con 87.213 click, quella di ieri e oggi si è fermata sicuramente al di sotto, probabilmente in una forbice tra 50 e 60 mila voti: meno della metà degli iscritti certificati che dovrebbero essere circa 140 mila e lontani dalla soglia dei 100.000 auspicata ieri dal deputato Danilo Toninelli.

Per l’M5S, dunque, c’è “l’alta affluenza” tra le cause della “virtuale coda ai seggi” che soprattutto ieri ha complicato non poco l’accesso alla piattaforma Rousseau, causando anche molti malumori tra gli iscritti che si sono trovati impossibilitati a votare. Ma a questo vanno aggiunti generici “tentativi di attacchi hacker”, si legge sul blog di Grillo, che sarebbero stati però “respinti”. “La nostra casa era difesa come una fortezza”, prosegue il post, secondo il quale le tracce di questi attacchi “saranno identificate dalle nostre telecamere di sicurezza virtuali e prontamente girate alla polizia postale”.

Il giorno dopo il pasticcio, dunque, arriva la doppia giustificazione e il consueto attacco contro i media che si sono messi “a giudicare e denigrare, mossi unicamente da fini politici e senza la cultura di base minima per capire quello che abbiamo realizzato”. Nell’attesa della scontata incoronazione di Luigi Di Maio, prevista per domani alle 19, l’M5S detta la sua linea: “La notizia è che tutti hanno avuto la possibilità di candidarsi (e nessuno è stato spinto a farlo per costruire competizioni farlocche) e tutti hanno avuto la possibilità di votare. La notizia è che non c’erano correnti che si confrontavano ma persone che si proponevano”.

Infine, nel post pubblicato sul blog di Grillo, un accenno viene fatto anche a Rousseau, la piattaforma creata (e donata) dalla Casaleggio Associati per l’M5S che nel giorno decisivo ha fatto crash: “Continueremo anche a investire in tecnologia per rendere Rousseau sempre migliore, funzionale e usabile. Pensate a come era Rousseau un anno fa. Pensate a come è oggi. Pensate infine a come sarà tra un anno”, scrivono anche per rispondere a chi segnalava i problemi dei server, forse troppo vecchi e poco aggiornati per sostenere un traffico elevato. E, inoltre, in chiusura, torna l’appello a donare a favore del M5S: “Vi chiediamo solamente di aiutarci con una donazione, perchè tutto quello che abbiamo realizzato fino a oggi lo abbiamo realizzato solo grazie al vostro aiuto e al vostro sostegno economico tramite piccole donazioni, non certo sottraendo indebitamente milioni di euro pubblici allo Stato”. Per la festa di Rimini che parte oggi, ad esempio, sono stati raccolti 340.000 euro, il 30% in meno rispetto alle feste degli anni precedenti. Un altro segnale preoccupante per l’M5S.

Kim a Trump: «Rimbambito, la pagherà» Possibile nuovo test bomba H su Pacifico Il duello mortale|Donald all’Onu|Foto

 

di Guido Olimpio e Guido Santevecchi
Dura replica del leader di Pyongyang al presidente Usa che all’Onu si era detto «pronto a distruggere la Corea». Il ministro degli Esteri: «Possibile test bomba H nel Pacifico»Il videoIl ministro di Kim: «Trump è un cane che abbaia»
Kim, la crisi internazionale e la visita al centro agricolo: il leader nordcoreano se la ride tra le mele LE FOTO

Dura replica del leader di Pyongyang alle parole del presidente Usa, che all’Onu si era detto pronto a distruggere la Corea e aveva definito Kim «rocket man». Il ministro degli Esteri nordcoreano: «Possibile test bomba H nel Pacifico»

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Arriva la risposta della Nord Corea. E arriva proprio dal leader nord-coreano Kim Jong Un, che definisce Donald Trump «un rimbambito» («dotard» in inglese) e assicura che il presidente statunitense pagherà «caro» per le sue minacce al paese asiatico. «Un cane impaurito», ha detto ancora Kim parlando del presidente Usa, «abbaia più forte». A riferirlo è l’agenzia di stampa nord coreana. Il capo del regime nord coreano ha descritto il presidente americano come «una canaglia e un bandito, desideroso di giocare con il fuoco». Ma non solo. La Corea del Nord potrebbe condurre il più potente test di bomba all’idrogeno nel Pacifico, tra le «azioni di più alto livello» contro gli Stati Uniti, fa sapere il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho, come riporta l’agenzia Yonhap.

La bomba H

«Potrebbe essere la detonazione più potente di bomba all’idrogeno nel Pacifico», ha affermato Ri, a New York per seguire i lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, aggiungendo però «di non avere idea di quali azioni potrebbero essere prese dato che saranno ordinate dal leader Kim Jong-un». Pyongyang, a partire dal 2006, ha effettuato un totale di sei test nucleari, di cui l’ultimo, il più potente, risale al 3 settembre ed è stato rivendicato come la detonazione di ordigno all’idrogeno.

Le parole di Trump

Una dura replicaalle dure parole del presidente Usa all’assemblea generale dell’Onu, che aveva definito il leader Nord Corean «Rocket man», l’uomo razzo, «in missione suicida per se stesso e il suo regime». Non solo. «Gli Stati Uniti – aveva detto Trump hanno una grande forza e una grande pazienza. Ma se saremo costretti a difendere noi stessi o i nostri alleati, non avremo altra scelta se non quella di distruggere totalmente la Corea del Nord».

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Un catalogo di orrori
L’attacco di Lavrov

Poche ore prima, pur senza citare espressamente il presidente Usa Donald Trump, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha denunciato all’Onu che «l’isteria militare» con cui il mondo sta reagendo ai test nucleari e missilistici nordcoreani- assolutamente censurabili – ci porterà al «disastro». «Noi condanniamo fermamente l’avventurismo nucleare e missilistico di Pyongyang ma l’isteria militare non ci porterà solo all’impasse ma al disastro», ha sostenuto Lavrov che ha ripetuto la richiesta al mondo di sostenere «la via’ d’uscita’ alla crisi russo-cinese» del doppio congelamento contemporaneo dei test nordcoreani e delle manovre militari tra le truppe Usa e quelle sudcoreane.

Strategia, tattica e parole. Dove può portare il duello mortale Trump-Kim sulla Corea del Nord
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Cina: «Negoziati unica via uscita»

Quanto alla posizione della Cina, da registrare le parole del ministro degli esteri cinese Wang Yi parlando in Assemblea Generale Onu: «I negoziati sono l’unica via d’uscita, le parti devono incontrarsi a metà strada». Yi ha chiesto di sostenere la road map di Russia e Cina per la denuclearizzazione della penisola, e ha lanciato un appello a Pyongyang a «non proseguire» con le sue azioni.

FROSINONE – AREA DI CRISI COMPLESSA: ORA TOCCA ALLE AZIENDE

Frosinone – Area di crisi complessa: ora tocca alle aziende
20 settembre
21:152017
Sono 20mila le imprese a cui la Camera di Commercio di Frosinone ha inviato in questi giorni l’informativa sulla possibilità di ospitare, attraverso i tirocini extracurriculari, i lavoratori in mobilità dell’Area di Crisi Complessa di Frosinone.

Già da lunedì 18 settembre presso gli uffici di Viale Roma sono disponibili gli elenchi dei disoccupati. Le imprese coinvolte hanno tutte sede nei Comuni che ricadono nell’Area di Crisi.
Si tratta di un passaggio molto importante che segue la firma dell’Accordo Quadro tra Regione Lazio e Parti Sociali sulla proroga della mobilità per gli stessi lavoratori, siglato lo scorso luglio.
I tirocini saranno retribuiti con i fondi previsti dall’Accordo: le remunerazioni, pertanto, non saranno a carico delle aziende che anzi, se al termine del periodo di tirocinio, decideranno di assumere il lavoratore, potranno beneficiare di un bonus da ottomila euro.
“Il vantaggio che possiamo ottenere attraverso questa procedura – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone, Marcello Pigliacelli – è doppio: i disoccupati potranno infatti non solo usufruire dei sussidi per altri sei mesi (tale è la durata prevista dai tirocini nda.)ma anche vedere concretizzato un programma di politiche attive per la loro ricollocazione”.
L’attenzione è ora rivolta alle imprese che ricadono nell’Area di Crisi Complessa. Dalla loro manifestazione di interesse dipende il futuro di molti disoccupati. “Abbiamo già registrato le prime adesioni ad avviare tirocini da parte di alcune aziende – sottolinea Pigliacelli – ora dobbiamo dare più risalto possibile a questa iniziativa, coinvolgendo ancora più imprese. E’ un’opportunità concreta e reale per i lavoratori e per il sistema economico del territorio”.
Le liste dei disoccupati sono consultabili, oltre che presso la Camera di Commercio di Frosinone, anche nelle sedi dei Sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I tirocini riguarderanno lavoratori in mobilità under 60, con diverse qualifiche.
Le aziende interessate possono contattare la Presidenza della CCIAA allo 0775/275206 oppure la Segreteria allo 0775/275204, oppure inviare una mail a segreteria@fr.camcom.it.