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23enne picchiata a morte a Latina a fine agosto, arrestati i due responsabili

downloadSvolta nelle indagini sull’omicidio della prostituta uccisa lo scorso 23 agosto mentre si trovava a bordo di un’autovettura a Prossedi.

EDOARDO IZZO
ROMA

Due persone sono state arrestate con l’accusa di omicidio per la morte di Gloria Pompili, la ragazza di 23 anni, morta in una piazzola della strada 156 “Dei monti Lepini”, vicino a Latina alla fine di agosto. Gloria, è morta a causa di difficoltà respiratorie, dopo essere stata massacrata di botte. Dopo la conferma arrivata dall’autopsia, la ragazza infatti aveva numerose ecchimosi sul corpo, sono scattate le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Latina – coordinate dalla procura di Latina – che hanno portato all’arresto di due persone. La donna, una prostituta, è morta mentre rientrava a casa in auto. Forse era stata picchiata e il suo cuore potrebbe non aver retto alle botte.

 

La ricostruzione

La ragazza era in macchina con la sorella e il suo convivente sulla strada dei Monti Lepini in provincia di Latina, nel territorio comunale di Prossedi: erano loro che abitualmente la accompagnavano dai clienti nelle zone in cui Gloria lavorava, in particolare Anzio e Campo Di Carne. Quando la giovane si è sentita male hanno chiamato i soccorsi: all’arrivo del 118 Gloria, ormai priva di vita, giaceva in una piazzola vicino alla strada regionale.

 

Chi sono gli arrestati

Le due persone tratte in arresto dai carabinieri sono Loide Del Prete, 39 anni, cugina della madre della vittima, e Saad Mohamed, 23 anni, di nazionalità egiziana, compagno di quest’ultima e fratello del compagno di Gloria. Le motivazioni che hanno spinto i due al folle gesto sarebbero riconducibili alla volontà di Gloria di abbandonare il brutto giro della prostituirsi. La giovane non voleva più fare quella vita e proprio per questo più volte i due parenti l’avrebbero picchiata. Il 23 agosto il pestaggio sarebbe andato oltre. Gloria Pompili ha subito la frattura di una costola, che le ha perforato il fegato, la milza, e provocato un’emorragia che non le ha lasciato scampo. Gli arrestati, all’arrivo dei soccorritori e dei carabinieri sulla Monti Lepini, arteria che collega Latina a Frosinone, avevano detto che la ragazza di 23 anni aveva detto ai due di non sentirsi bene e, scesa dall’auto su una piazzola di sosta, si era accasciata a terra sotto gli occhi dei figli.

Roma, Rocky Mannaia colpisce ancora: il “terrore” della Casilina preso mentre rapinava una farmacia

Una “carriera” iniziata nel lontano 1997 per un 56enne, con numerosi precedenti per rapina, noto come “Rocky Mannaia”, è stato sorpreso nuovamente in flagranza dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina mentre rapinava una farmacia di via Pietro Romano. Transitando nella via, i Carabinieri hanno notato movimenti sospetti all’interno dell’attività: i clienti che si riparavano dietro gli espositori, i dipendenti intimoriti e lui, “Rocky Mannaia” che, come da copione, brandiva un grosso coltello pretendendo l’incasso.

Roma, schianto mortale sulla Laurentina: muore 34enne

Ha avuto tragiche conseguenze l’incidente avvenuto ieri sera poco dopo le 21:30 ad Ardea in via Severiana ( proseguimento di via Laurentina), nei pressi dell’incrocio con via Radiofaro, vicino ad una nota autofficina.  Un ragazzo 34 enne cittadino romeno ma da tempo residente in zona è deceduto sul colpo a bordo della sua Chrysler. Per estrarlo dalla sua auto, completamente distrutta in un groviglio di lamiere, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che hanno dovuto tagliare la parte del tetto della vettura. La parte anteriore della macchina è andata completamente distrutta.

L’impatto tra tre auto è stato terribile: talmente forte che alcune persone che abitano nei dintorni riferiscono di aver sentito “un boato tale che sembrava l’esplosione di una bomba”.  Ci sono stati altri feriti a bordo di una Audi Q5 e una Nissan Micra.I carabinieri della Compagnia di Anzio, intervenuti per i rilievi, sono ancora al lavoro per accertare la dinamica e stabilire le responsabilità. Sul posto sono intervenute diverse ambulanze e i vigili del fuoco di Pomezia, la strada è stata chiusa per diverse ore per permettere le indagini e la rimozione dei mezzi. (foto Luciano Sciurba)

Roma, scontro tra tram in via Prenestina: passeggeri feriti

Roma, scontro tra tram in via Prenestina: passeggeri feriti

Foto Fabry Mascia dal Gruppo Facebook “Villa Gordiani”

Incidente tra tram in via Prenestina, all’altezza di Largo Telese. Un tram della linea 19, intorno alle ore 10.30, ha tamponato un tram della linea 5. Nell’incidente sono rimasti contusi  alcuni passeggeri, ma nessuno ha riportato conseguenze gravi. Solo uno sarebbe stato refertato in codice giallo. Atac ha immediatamente allertato i soccorsi e al contempo ha parzialmente sostituito il servizio tram con bus nella tratta Largo Preneste-Gerani/Togliatti. Sul luogo dell’incidente, per prestare assistenza ai passeggeri, anche il personale Atac di Customer care”. L’azienda ha anche avviato un’indagine interna per accertare le ragioni dell’incidente.

Migranti nella Tuscia, le presenze stabili a 1.700, calano gli ospiti all’ex Fiera

Il vicario del prefetto di Viterbo, Salvatore Grillo
di Federica Lupino
Migranti nella Tuscia, gli invii si sono arrestati. Il numero dei richiedenti asilo attualmente ospitati in provincia è fermo a 1.700, ovvero gli stessi livelli dei primi di agosto. Gli sbarchi in Italia si sono molto ridotti rispetto ai mesi precedenti, di conseguenza sono calate anche le assegnazioni alle province. A differenza di giugno, quando si registravano centinaia di arrivi nell’arco di pochi giorni, i flussi sono rientrati nella normalità.  “Questo – commenta Salvatore Grillo, il vicario del prefetto Nicolò D’Angelo – ci consente di lavorare di più per migliorare la qualità dell’accoglienza, che comunque nella Tuscia è già alta”.

Significa che la Prefettura si sta impegnando per riequilibrare le presenze nei Cas, i centri di accoglienza straordinario gestiti da 16 tra cooperative e reti di imprese, autorizzate dal bando del 2017. “Già la prossima settimana – fa sapere – ridurremo ulteriormente la presenza nel centro dell’ex fiera”, dove sono rimaste 12 persone. Ma spostamenti avvengono anche per venire incontro alle esigenze lavorative di quei migranti che sono riusciti a trovare un impiego.
“Molti – racconta Grillo – trovano lavoro soprattutto nel settore dell’agricoltura con contratti stagionali che non consentono certo di raggiungere le soglie economiche per essere autosufficienti ma sono comunque un’ottima esperienza per avvicinarli al mondo del lavoro, acquisire competenze e integrarsi nel tessuto locale”. Capita, quindi, che dietro richiesta dei migranti la Prefettura disponga il loro trasferimento nelle strutture più vicine al luogo di impiego, ma solo dopo aver verificato che sia tutto in regola. I contratti spesso durano pochi giorni e sono legati al ciclo dei campi, ma l’agricoltura non è l’unico comparto in cui vengono impiegati i rifugiati.

Esistono, infatti, anche alcuni Comuni del Viterbese che hanno stretto protocolli d’intesa col Palazzo del Governo proprio allo scopo di favorire l’inserimento dei richiedenti asilo nelle comunità in cui vengono ospitati. Così in alcuni centri, come Valentano, Acquapendente, Proceno e Graffignano, svolgono lavori socialmente utili. Nel primo comune, ad esempio, stanno lavorando alla manutenzione del cimitero cittadino.

Lunedì 18 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 14:32

Roma choc, nuova violenza, stuprata a Villa Borghese: trovata nuda legata a un palo

Una donna tedesca di 57 anni è stata violentata e poi legata nuda a un palo la scorsa notte a Villa Borghese.

A dare l’allarme è stato un tassista che, intorno all’una transitando a Villa Borghese in viale Washington, ha visto la donna legata nuda a un palo, con nodi ai polsi e alle caviglie e con un fazzoletto in bocca che le impediva di urlare.

L’uomo si è fermato, l’ha slegata e ha dato l’allarme alla polizia. Sul posto sono giunte una volante del commissariato Villa Glori e la polizia scientifica. La donna, in stato evidente di choc, è stata poi portata in ambulanza all’ospedale Santo Spirito dove i medici avrebbero riscontrato i segni di una violenza sessuale.

Secondo quanto si è appreso, la donna, che ha riferito di essere in Italia da 6 mesi, è stata aggredita e violentata poco distante dal palo al quale è stata trovata legata. I poliziotti, infatti, hanno rinvenuto nei pressi i suoi abiti e i suoi indumenti intimi.

La donna ha raccontato ai soccorritori di essere stata aggredita da un uomo giovane, probabilmente straniero. La donna è ora ricoverata all’ospedale Santo Spirito. Le forze dell’ordine hanno lavorato a villa Borghese per alcune ore, alla ricerca di particolari che possano condurre all’aggressore che le avrebbe sottratto anche 40 euro.

DELITTO DI SANTA MARIA DI LEUCA

Tenendo conto che Lucio (1) Ha prelevato Noemi alle 4:51 del 3 settembre per sparire con lei, (2) Lo ha fatto con la Fiat 500 di famiglia e con circospezione senza dare spiegazioni, (3) Si è diretto verso la pineta con sassi di Santa Maria di Leuca che è contemporaneamente  il luogo del delitto e il luogo dell’abbandono del corpo, ed anche luogo isolato dove è agevole fare sparire una persona dopo averla uccisa,  (4) Aveva chiare intenzioni aggressive e omicidiarie contro Noemi deducibili dalla sua rabbia, dal suo comportamento, dalle sue dichiarazioni agli inquirenti e di amore malato, e da molti indicatori del crimine, (5) Non si conoscono ancora le cause della morte, le lesioni sulla ragazza, le armi usate, l’orario della morte e i tempi di sopravvivenza della stessa, (6) Il tragitto Specchia-Santa Maria di Leuca è tale che avrebbe avuto tutto il tempo per ripensare alla sua decisione, tutto questo fa ritenere che si tratti di omicidio del tipo premeditato, previsto e stabilito perché fantasticato in una mente sicuramente disturbata e con pochi freni inibitori, un soggetto che ha deciso di uccidere per eliminare il grosso problema personale e famigliare.

Ora dobbiamo attendere gli esiti dell’autopsia (tempi, cause e armi del delitto), gli esiti delle indagini investigative, tecniche e scientifiche su qualunque tipo di traccia e qualunque tipo di testimonianza. Grande importanza avranno i risultati dell’analisi del tabulati telefonici di Noemi, di Lucio e dei loro genitori, per individuare e sistemizzare i movimenti, i posizionamenti e i tragitti di ognuno di loro, per poi collegarli, armonizzarli e coordinarli. Lo stesso dicasi per tutti i messaggi in WhatsApp, Facebook, SMS e le comunicazioni telefoniche. In questo modo si scopriranno i  comportamenti, gli stazionamenti, i tragitti di tutti, comprese interrelazioni, dinamiche e situazioni.

* Carmelo Lavorino, Criminologo Profiler – Direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale)

Torpignattara, rissa per un cane a calci e pugni tra un uomo e 2 donne

L’uomo, infastidito dal cane, ha iniziato ad inveire animatamente contro la ragazza e, a quel punto, la madre è intervenuta per proteggerla

Ieri notte, una violenta rissa, con calci e pugni, è scoppiata tra un 42enne della Guinea e due cittadine romene, madre e figlia di 45 e 27 anni. A dividerli sono stati i Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara che, intervenuti prontamente, li hanno arrestati. Seduto lungo il marciapiede, in via Eratostene a Torpignattara, il 42enne, visibilmente ubriaco, è andato su tutte le furie quando le due donne, che transitavano in quel momento, sono passate nelle sue vicinanze con il loro cane al guinzaglio. L’uomo, infastidito dal cane, ha iniziato ad inveire animatamente contro la ragazza e, a quel punto, la madre è intervenuta per proteggerla. La situazione però è degenerata nello scontro fisico. Transitando lungo la via, i Carabinieri hanno notato i tre colpirsi con calci e pugni e li hanno bloccati. Il 42enne e la 45enne hanno riportato lievi ferite, poi medicate al pronto soccorso dell’ospedale “Vannini”. Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo. Sono accusati del reato di rissa

RIPRESA POST-SISMA 2009, A FINE OTTOBRE LA GRADUATORIA DEL BANDO ”FARE CENTRO”

Giovanni Lolli

di Marco Signori

L’AQUILA – “L’impegno era quello di pubblicare la graduatoria entro la fine di ottobre e cercheremo di mantenerlo, nonostante non sia semplice, non essendo, com’è noto, una procedura a sportello”.

Il vice presidente della Regione Abruzzo con delega alle attività produttive, Giovanni Lolli, ad AbruzzoWeb ribadisce che nel giro di un paio di mesi si conosceranno i beneficiari dei finanziamenti previsti dal bando “Fare Centro”, che stanzia 12 milioni di euro per incentivare il rientro delle attività economiche che nel centro storico dell’Aquila e dei comuni del cratere sismico del 2009.

L’ufficio che istruisce le 766 domande si è costituito “ad inizio settembre ed è composto da 12 persone”, spiega, “di cui 6 si occupano dell’assistenza tecnica”.

“Voglio evidenziare tre aspetti”, dice Lolli, “l’enorme successo del bando, visto il numero delle domande che è andato al di là delle nostre aspettative; l’aspetto innovativo del bando, mai stato fatto prima in questi termini, tanto che in Emilia lo stanno imitando; il funzionamento a step di come è stato concepito, che ci consentirà di portarlo avanti per mesi, se non per anni, in modo da poter accompagnare il graduale rientro delle attività”.

“Ciò non toglie che restano aperti dei problemi, come quello dei parcheggi a servizio del centro dell’Aquila, ma questo non poteva essere affrontato con questo strumento”, aggiunge.

Il bando, scaduto il 15 luglio dopo una proroga di 15 giorni, sarà rifinanziato e l’idea di Lolli è quella di “fare scorrere la graduatoria”, in modo che “quelli che hanno concorso e sono ammessi possano accedere al finanziamento”.

Nel dettaglio sono 236 le domande per “il rientro delle attività economiche nei centri storici e nelle altre aree ammissibili” (linea A), 527 per “il trasferimento di attività già esistenti o l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali” (linea B), e infine 4 per “il processo di riqualificazione urbana” in via della Croce Rossa, nonché favorire il rientro nei centri storici “degli ordini professionali, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative” e “delle organizzazioni sindacali” (linea C).

Lolli, intanto, non esclude che la Regione possa stipulare una convenzione con la Protezione civile per rinnovare il progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, che fino al 2019 è gestito da Etimos, un network di organizzazioni che promuove investimenti e progetti, a cui il Dipartimento nel 2010 affidò la gestione del fondo di 5 milioni di euro, provenienti dal flusso delle donazioni.

Nel corso dei primi cinque anni di operatività sono stati erogati quasi 800 finanziamenti per un totale complessivo che supera i 19 milioni di euro. A beneficiarne, senza nessuna richiesta di garanzie personali o patrimoniali, sono privati e famiglie (250 finanziamenti) ma soprattutto micro e piccole imprese (546 finanziamenti). Tra queste ultime, significativa la presenza di start up e forme di autoimpiego (127di attività gestite da donne (197) e da giovani under 35 (oltre il 20%).

 

Salva la madre da pestaggio uccidendo il padre: 28enne di Alife arrestato per omicidio volontario

Salva la madre da pestaggio uccidendo il padre: 28enne di Alife arrestato per omicidio volontario
 CASERTA – Ha accoltellato mortalmente il padre per difendere la madre da un pestaggio ed è stato

arrestato per omicidio volontario. É accaduto ad Alife nell’alto Casertano.

Daniele Leggiero, 28 anni, in un primo momento non era stato fermato perché la madre si era autoaccusata del delitto. Il ragazzo però poi ha confessato.

Il padre, Giuseppe, 50 anni, imprenditore caseario, è morto in ospedale dopo essere stato portato dalla moglie e dal figlio, che in un primo momento avevano parlato di un incidente.