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Margherita Corrado oggi al CAR “Un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”

La senatrice Margherita Corrado oggi ha visitato il CAR, Centro Agro-alimentare Romano, una delle eccellenze e migliori esempi di ripresa che la nostra città sta offrendo, anche ora a dispetto del covid.

Si tratta di una struttura che gestisce più di tre milioni di vetture l’anno e che, divenendo la nuova dogana di Roma dopo quella di San Lorenzo, ha incrementato risultati e ricavi in maniera più che sostanziale.

Spiega Margherita “Il CAR, struttura al 92% pubblica, vanta oltre ad un vasto parco fotovoltaico, grandi primati europei nella gestione della logistica e nella sostenibilità aziendale; infine, accanto al Polo tecnologico, una grande villa romana abbraccia idealmente l’attuale mercato ittico che serve la nostra città”.

E aggiunge “E’ una storia di identità, ambiente, lavoro e territorio e quindi un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”.

IL CAR

Il Centro Agroalimentare Roma è una delle più importanti strutture europee per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici. Grazie alla sua invidiabile posizione ed all’accentramento dell’offerta e della domanda che caratterizzano l’input e l’output di prodotti e servizi, il CAR rappresenta un grande polo logistico, organizzato, tecnologicamente avanzato e informatizzato, capace di dar consistenza ad un reale processo d’integrazione tra produzione, commercio, distribuzione, export, imprese di logistica e di servizi. Ha sfruttato le strutture realizzate per diventare la piattaforma logistica di riferimento del territorio e guardando a servizi terminali per strutture portuali sulle quali far conferire il trasporto ortofrutticolo. Ciò ha fatto del CAR non solo il luogo dell’importante incontro tra domanda e offerta, ma anche un luogo in cui le merci transitano, arrivano, si lavorano, si acquistano, si preparano, si distribuiscono direttamente alla città di Roma ed al resto d’Italia.

Una struttura polifunzionale, capace dunque di sviluppare importanti economie di scala e di ridurre drasticamente i costi logistici anche con le opportunità offerte dalle diverse piattaforme di carico refrigerate – gestite da operatori logistici – dove stoccare, preparare e ridistribuire le merci acquistate e dove gestire, secondo proprie esigenze, di rifornimento dei punti vendita i flussi delle consegne in qualsiasi ora del giorno. Così il CAR è diventato un’occasione preziosa per gli operatori del Sistema Agroalimentare e per la collettività che trova in esso la garanzia di poter contare su Operatori del settore altamente qualificati e i controlli del CAR stesso e della Pubblica Amministrazione che vigila dalla sua apertura tutti i giorni. La città di Roma e la Regione Lazio hanno finalmente un luogo d’eccellenza, capace di offrire grandi potenzialità agli operatori commerciali ittici ed ortofrutticoli, ed ai produttori agricoli.

La proprietà

La Società proprietaria di tutto il complesso immobiliare è Centro Agroalimentare Roma CAR S.c.p.A, società a prevalente capitale pubblico – il 91,02% delle azioni sono detenute dalla Pubblica Amministrazione – ed una minoranza è detenuta da Istituti di Credito (7,65%) e privati (1,33%).

La persona giuridica proprietaria del Centro Agroalimentare di Roma, è una Società Consortile per Azioni (SCpA) con una compagine azionaria a prevalente capitale pubblico (azionista di riferimento è la Holding Camera srl, gli altri Soci istituzionali sono Roma Capitale, Regione Lazio e Roma Metropolitana) con una significativa presenza privata di tre Istituti di Credito (Unicredit SpA, BNL SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA), e rappresentanze di operatori commerciali e imprenditori del settore edile.

Costituita nel 1986, nel contesto del “Piano Nazionale dei Mercati” (finanziato dalla Legge finanziaria) per costruire i nuovi mercati agroalimentari di Roma e le relative infrastrutture in base alla Legge 41/1986, la società consortile è proprietaria del compendio immobiliare del CAR, oltre che titolare dello sviluppo delle sue strutture e delle sue politiche di internazionalizzazione.

 

Il peso dell’amore: mercoledì 30 giugno 2021 ore 18,30 Piazza Lamarmora Iglesias

Mercoledì 30 giugno alle ore 18,30 in Piazza Lamarmora ad Iglesias, verrà presentato il libro di Leonardo Mendolicchio, medico psichiatra e psicanalista dal titolo “Il peso della amore” Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola, la prefazione del libro è di Francesca Fialdini, edito da BUR – Rizzoli.

Questa presentazione, che si terrà all’aperto, nasce dalla collaborazione con il Comune di Iglesias, Assessorato alla Cultura, guidato da Claudio Sanna. Ruolo fondamentale nell’organizzazione ha anche, Lo Specchio Centro per i disturbi del comportamento alimentare, che ha sede ad Iglesias, del quale il dottor Mendolicchio è direttore scientifico, in collaborazione con l’Associazione Culturale Argonautilus, che ogni anno organizza la Fiera del Libro, prevista per il mese di ottobre 2021. Questo evento rientra tra quelli della “Fiera off”, eventi satellite di quello principale di ottobre. La presentazione verrà condotta dalla Dott.ssa Fabrizia Falco, coordinatrice de Lo Specchio.

Anoressia, bulimia, obesità e non solo: perché i nostri ragazzi non accettano il proprio corpo e come possiamo fare per aiutarli.

Che cos’è un disturbo alimentare? E perché proprio mio figlio si è ammalato? 
Sono le domande che si pongono sempre più genitori a fronte dell’aumento dei casi di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) tra i ragazzi, divisi tra stupore e disperazione, tra negazione e abnegazione totale alla “malattia”. L’arrivo dell’anoressia, della bulimia, delle dipendenze da cibo e degli altri disturbi alimentari è infatti il punto di non ritorno rispetto a una normalità (spesso solo apparente) che era vissuta prima, e la famiglia è parte in causa di questa drammatica realtà.
Ma qual è il comportamento giusto da adottare per riconoscere gli atteggiamenti sentinella e affrontare i sintomi conclamati
di una malattia che non riguarda soltanto l’equilibrio della massa corporea, ma anche e soprattutto il senso di adeguatezza
nel vivere? 
In questo viaggio dentro i disturbi alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di DCA illustra, con esempi e casi concreti,
che cosa accade quando una ragazza o un ragazzo decide di alimentarsi in modo diverso – perseguendo una folle magrezza, oppure, al contrario, decidendo di non porre freno a una fame smisurata –, e spiega perché è importante affrontare i disturbi legati al cibo all’interno della famiglia e a scuola, e come rapportarsi alle cure con l’aiuto dei terapeuti.
Perché la guarigione è possibile, se si è uniti nella battaglia.

LEONARDO MENDOLICCHIO è medico psichiatra psicoanalista, membro della scuola lacaniana di psicoanalisi e della Associazione mondiale di psicoanalisi.
Da sempre dedito alla cura e alla lotta dei disturbi alimentari, ha creato e diretto diverse realtà terapeutiche in Italia per il trattamento di tali disturbi. Al momento dirige un reparto di riabilitazione per i disturbi alimentari dell’Istituto Auxologico
 di Piancavallo (VB). Ideatore del progetto Food For Mind per la diffusione di una metodologia di cura inclusiva e innovativa. Supervisore scientifico per Ballandi Arts della docuserie TV Fame d’amore andata in onda su Rai 3. Pugliese di nascita, è innamorato della Sardegna, regione per la quale sostiene dal punto di vista scientifico
la Comunità Lo Specchio, unica realtà terapeutica presente sul territorio sardo. Appassionato di gatti e di arte, crede fermamente nel valore del legame come antidoto al malessere contemporaneo. 
Ha pubblicato Il resto dell’amore per ET/ET (2010), Bisogna pur mangiare per Lindau (2017) e Prima di aprire bocca per Guerini Editori (2018).

La Comunità Lo Specchio compie nel mese di Luglio un anno, molti sono stati i successi raggiunti, in questi dodici mesi; molti i pazienti e le pazienti presi per mano dagli abili professionisti di questa comunità, supportati ed aiutati ad uscire da questo terribile male, che negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale anche a causa della pandemia.

Presentazione del libro

IL PESO DELL’AMORE

Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola

Prefazione di Francesca Fialdini

(BUR – Rizzoli)

di LEONARDO MENDOLICCHIO 

mercoledì 30 giugno 2021

ore 18,30 Piazza Lamarmora – Iglesias

Regeneration Pandemic Pigneto: il progetto di rigenerazione urbana dove tutto comincia dall’arte.

La speranza è l’ultima a morire e la prima ad aprire le porte ai progetti grandi come il “Regeneration – Pandemic Pigneto”, un’iniziativa che vedrà la luce nelle prossime settimane.

Si tratta di un progetto multilaterale che vuole riaffermare la vocazione artistica, sociale ed ambientale del Pigneto in un momento storico che vede il quartiere particolarmente provato dalle conseguenze della pandemia.

“Ci stiamo lavorando già da alcuni mesi” – Dichiara Lorenzo Panunzio, imprenditore e ideatore del progetto tanto valido quanto ambizioso. Aggiunge “in un momento storico in cui la pandemia ha gettato il mondo artistico e culturale nel silenzio più totale, abbiamo scelto l’unica via possibile: la strada della bellezza da creare e riprodurre fino a realizzare una vera e propria mostra a cielo aperto. Regeneration Pandemic Pigneto rappresenta un esempio di rinascita, non solo di un quartiere ma di un Paese, e pone la speranza affinchè tutti i paesi pongano la stessa grande attenzione allo step post pandemico della Rigenerazione Urbana non trascurando quella Sociale.

E’ così che l’opera d’arte diventa il punto di partenza. Per ripartire. Rialzarsi. Ricominciare.

L’obiettivo è dunque riqualificare una via che diventa simbolo di rinascita ambientale, rendendola verde, pedonale e vivibile.

“Il Pigneto è da molti anni ormai crocevia di talenti, menti e intelletti dell’arte e della cultura” – sottolinea Eva Vittoria Cammerino cofondatrice di Pigneto Pop, la quale spiega: “Il nostro obiettivo è avviare una vera e propria rigenerazione urbana di un quartiere post pandemico e lo faremo attraverso l’opera d’arte che sarà anche il punto dove tutto inizierà. Verranno realizzate opere di street art permanente grazie al coinvolgimento di artisti internazionali”.

Per saperne di più e restare sempre aggiornati potete seguirci sulle nostre pagine Social.

“Quadrilli”. Le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini

Passeggiando nel sentiero che ha portato Procida a diventare Capitale italiana della cultura nel 2022, per scoprire come la sua bellezza abbia origini antiche nel vedere e nel sentire. Ed è da quest’ultimo punto che la casa editrice Fioranna è partita per raccontare con la professoressa Gea Palumbo un’antica tradizione nel libro “Quadrilli – Le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini”. Un appassionante lavoro di ricerca sull’antica quanto poco conosciuta tradizione dei piccoli quadri-reliquiari che le donne nell’isola di Procida interrogavano per una sorta di profezia tutta femminile.

Gea Palumbo ha lavorato a questo volume indagando sull’origine e sulla diffusione di questa tradizione, collocandola in più precisi ambiti cronologici e in più larghe coordinate geografiche. Un esempio del più grande e diversificato mondo di quella religione “delle cose” che ha lentamente trasformato il cristianesimo da una religione di parole, di parabole e di promesse, in una religione fatta anche di oggetti concreti, immagini, reliquie, opere d’arte che offrissero supporto alla fede.

Utilizzati sia pur con modi diversificati in varie aree del meridione, i quadrilli costituiscono un elemento che ci permette di comprendere alcuni aspetti fondamentali non solo della devozione “femminile e popolare” ma dello stesso cristianesimo. “Quadrilli – Le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini” rivela come forse nulla più di questi oggetti riesce a farci comprendere come la fede sia stata una faticosa, continua speranza, sempre ricostruita, sempre riadattata, mai – per un grande numero di persone – perduta.

Anna Fiore, titolare della casa editrice Fioranna, spiega così quest’approfondimento su un’antica tradizione procidana: «La casa editrice sin dalla sua nascita, nel 2008, ha portato avanti un progetto volto a valorizzare le tradizioni del territorio campano e in particolare quelle procidane. Per questo motivo, mi sono resa conto che la tradizione dei quadrilli era un tassello mancante al nostro lavoro che ha da sempre cercato di esaminare e trattare tutti gli aspetti e le tradizioni della interessante e ricca cultura dell’isola di Procida, tanto da diventare Capitale Italiana della Cultura 2022.

La tematica del libro – continua Anna Fiore – mi ha molto incuriosito perché, pur conoscendo bene la realtà culturale dell’isola di Procida, non ero mai venuta a conoscenza di questa tradizione. Approcciandomi al testo, ho compreso perché non avessi mai avuto notizia di questa usanza: il quadrillo è un oggetto legato alla dimensione più privata e intima della vita delle donne ed è custodito con affettuosa riservatezza da chi li possiede, portando così avanti una tradizione che prosegue di generazione in generazione».

La professoressa Gea Palumbo, autrice di numerosi scritti, spiega: «Sono sempre stata convinta che ogni opera d’arte, sia essa piccola o grande, di arte popolare, religiosa o di qualsiasi altro tipo, possieda un nucleo narrativo che ci racconta una storia. Questa sui quadrilli è una ricerca che riguarda la storia delle donne, ma anche più in generale la storia del cristianesimo e la storia dell’arte. La mia ricerca – continua la professoressa Palumbo – mirava a capire l’origine dei quadrilli e perché solo a Procida sono utilizzati in una maniera, com’è stato detto, “alquanto inquietante”. È stato perciò possibile ipotizzare, con un certo margine di possibilità, un collegamento tra questi oggetti sacri e Alfonso Maria de Liguori, uno dei santi più importanti del Settecento italiano.

Un’altra domanda alla quale ho cercato risposta è il perché dell’uso diversificato di questi oggetti a seconda del luogo. Tra i quadrilli che ho avuto l’opportunità di ammirare ce ne sono alcuni che hanno anche un significativo valore artistico e “materiale”, ricamati in seta e oro. Altri sono semplicissimi, magari ricamati da mani malferme. Un mondo tutto da scoprire come quello delle “bizzoche” che nella “lettura” dei quadrilli guadagnavano anche un rispetto diffuso e un ruolo socialmente significativo» conclude la professoressa Palumbo.

Note sull’autrice

Gea Palumbo insegna Storia e iconografia all’Università di Roma Tre. Direttrice del Museo di Montefalcone, presidente dell’Associazione Museo Donne del Mediterraneo, è autrice di numerosi scritti tra cui Speculum peccatorum (Liguori 1990), segnalato come miglior libro storico-religioso uscito nell’anno; Giubileo, Giubilei (ERI-Rai Roma 1999), vincitore del Premio Ostia-Mare di Roma; Le Porte della Storia (Viella 2012). Su Procida: L’Esile traccia del nome (Liguori 2001); Centane (Aracne 2018).

“Quadrilli”. Le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini
di Gea Palumbo
Edizioni Fioranna
Collana: Arti e mestieri
ISBN 978-88-97630-49-4
Pagine 208
Dimensioni 17×24
Copertina in brossura
Prezzo Euro 18,50

Gli appuntamenti di mercoledi 4 a Bologna e dintorni: Harry Styles

ROSS
Fino al 29 luglio, Reggio Emilia, Collezione Maramotti, via F.lli Cervi 66, ingresso libero
Giovedì e venerdì 14.30-18.30, sabato e domenica 10.30-18.30
Prima mostra europea per Sally Ross, che espone cinque grandi opere realizzate tra il 2013 e il 2015 e di recente acquistate dalla Collezione Maramotti: lo stile della pittrice americana si caratterizza per l’uso di frammenti di tela, cuciti e assemblati in una sorta di trapunta cubista.

Addio al pittore Enrico Castellani, “padre del minimalismo”

Addio al pittore Enrico Castellani, padre del minimalismo

Lutto nel mondo dell’arte. E’ scomparso il pittore Enrico Castellani, uno dei protagonisti dell’arte europea del ‘900, aveva 87 anni. In un post su suo profilo facebook il collega Pierpaolo Calzolari, tra i protagonisti dell’arte povera, scrive: “E’ morto Enrico Castellani. Un saluto devoto all’artista e all’uomo discreto. Ne sentiamo ora di già il vuoto”.

Castellani nasce a Castelmassa, in provincia di Rovigo, il 4 agosto del 1930. Dopo avere studiato arte, scultura e architettura in Belgio, dove si laurea alla École Nationale Superieure nel 1956, torna in Italia e si stabilisce a Milano, dove allaccia rapporti di amicizia e collaborazione con Piero Manzoni, con il quale forma un sodalizio artistico dal quale nasce la rivista ‘Azimuth’. Dopo le prime esperienze ispirate all’action painting americana, elabora l’azzeramento totale dell’esperienza artistica precedente che viene realizzato insieme a Manzoni e Bonalumi, ripartendo da una nuova tecnica che usa tele monocrome, spesso bianche, estroflesse in modo da creare effetti di luci ed ombre cangianti con l’inclinazione della sorgente luminosa. Un’esperienza del tutto originale che gli valse la definizione, da parte di Donald Judd, di padre del minimalismo.

Dopo una serie di mostre in tutto il mondo e una quotazione delle sue opere sul mercato dell’arte che supera spesso abbondantemente il milione di dollari, Castellani è stato insignito a Tokyo dal principe Hitachi nel 2010 del Praemium Imperiale per la pittura, il più alto riconoscimento artistico a livello internazionale.

Nuova vita per castelli e masserie con il bando ‘Cammini e Percorsi’

Nuova vita per castelli e masserie con il bando 'Cammini e Percorsi'

Dalla Masseria Dolce Morso di Mottola, in provincia di Taranto collocata sulla Ciclovia Acqua, al Castello Montefiore a Recanati e al Castello di Blera vicino a Viterbo sulla via Francigena. Senza dimenticare la Casa Cantoniera di Montescaglioso, in provincia di Matera, o la Birreria della Caserma Mameli, un complesso immobiliare risalente al 1870, a Bologna, passando per la Stazione di Salionze a Valeggio sul Mincio in provincia di Verona. Sono in tutto 48 gli immobili pubblici in concessione di valorizzazione compresi nel secondo bando del progetto ‘Valore Paese Cammini e Percorsi’ presentato nella Libreria del Touring Club Italiano di Roma. Gli immobili, 16 del Demanio, che promuove l’iniziativa sostenuta anche dal Mibact e dal Mit, e 32 di proprietà degli Enti locali, verranno assegnati a chi proporrà̀ un valido programma di investimento e riqualificazione per recuperarli. E così, masserie, ville e castelli dislocati lungo gli itinerari storico-religiosi e le ciclovie italiane vivranno ‘una seconda giovinezza’ diventando contenitori di attività e servizi per i viaggiatori. Obiettivo del bando, infatti, è quello di promuovere il turismo lento attraverso la rigenerazione di immobili inutilizzati inseriti in contesti paesaggistici e naturali.

Nel bando “il 70% del peso va alla qualità progettuale, come la sostenibilità ambientale, il 30% all’aspetto economico”, ha sottolineato il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, spiegando che questa seconda tranche interessa 15 regioni. “A blocchi di decine di beni per ogni bando – ha osservato Reggi – stiamo recuperando immobili di pregio abbandonati, mettendoli a disposizione di un turismo ‘lento’ che crea sviluppo e posti di lavoro”. Da oggi fino al 16 aprile prossimo sul sito http://www.agenziademanio.it è possibile scaricare i bandi riferiti alle strutture proposte, la ‘Guida al bando’ e tutta la documentazione riguardante i 16 immobili dello Stato in gara. Nei prossimi giorni, anche gli Enti Locali coinvolti pubblicheranno, sui loro rispettivi siti istituzionali, i bandi dei 32 beni di loro proprietà inseriti nell’iniziativa. In questi anni, ha ricordato il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, “sono state fatte scelte condivise che hanno portato a valorizzare quella che una volta veniva chiamata l’Italia minore”. Scelte che hanno valorizzato ad esempio “le piste ciclabili, le ferrovie storiche, i cammini, i borghi. Il prossimo sarà l’anno del Cibo italiano attraverso cui passa l’identità di centinaia di comunità locali mentre il 2019 sarà l’anno del turismo lento: abbiamo l’opportunità di far diventare attrattori di turismo internazionale migliaia di luoghi che oggi non attraggono turisti da tutto il mondo”.

I bandi sono aperti anche agli stranieri e per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che preveda un progetto sostenibile di riqualificazione e riuso e l’offerta di un canone di concessione fino ad un massimo di 50 anni. Si tratta, ha aggiunto Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un modello che consente di valorizzare “soprattutto luoghi di accoglienza per il sistema delle ciclovie turistiche nazionali. Un sistema che adesso si costruisce con oltre 6mila chilometri di piste ciclabili protette per valorizzare le bellezze dell’Italia. Attorno a queste piste ciclabili – ha evidenziato Delrio – si sviluppa una nuova economia: ci sono già 700 milioni di euro pronti per questo investimento che genereranno molti posti di lavoro. In Europa l’industria della ciclabilità vale più di 500 miliardi, l’Italia sta arrivando e finalmente sta accelerando”. In questi giorni, intanto, è alla battute finali il primo bando di ‘Cammini e Percorsi’ riguardante le case cantoniere, le torri, gli ex caselli ferroviari e i piccoli edifici proposti in concessione gratuita a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da under 40. E’ prevista per il 13 dicembre la prima seduta pubblica della commissione di gara.

ANAGNI – “GLI ANNI VERDI”, LA REGISTA: ECCO COME NASCE IL FILM (VIDEO)

 

I tre protagonisti del film sono gli anagnini Letizia Roccasecca, Mimmo De Carolis e Vincenzo Petitti. Tutti raccontano nel film la loro vita quotidiana alle prese con il problematico argomento dell’inquinamento. Autrice del documentario è la regista Chiara Bellini che, da anni, si occupa di tematica ambientale e lavora sui problemi della Valle del Sacco.

Nel video il dibattito post-proiezione con Chiara Bellini, avvenuto a Torino a Cinemambiente, dove il film è stato presentato in anteprima a giugno.

Anna Ammanniti

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Nuvola, Condotte chiede altri 60 milioni di euro per lavori extra

Una settimana fa i consulenti del tribunale hanno riconosciuto a carico di Eur spa 53 milioni per ritardi e modifiche al progetto di Fuksas. Il totale può arrivare a 466 milioni.

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Condotte d’Acqua pretende altri 60 milioni di euro da Eur spa per la quale ha realizzato la Nuvola di Fuksas. La richiesta verrà formalizzata dalla società di via Salaria 1039 nei prossimi giorni. A metà della scorsa settimana i consulenti della IX sezione del tribunale civile avevano stimato che la stazione appaltante debba ai privati 53 milioni arretrati. A questi si potrebbe ora aggiungere — sugli stessi presupposti della causa che verrà discussa il 10 ottobre — la nuova ingente cifra. Il già annoso contenzioso giudiziario sull’opera inaugurata nell’ottobre scorso e ancora in attesa di collaudo sembra così destinato a prolungarsi e, se possibile, inasprirsi.

Tenendo buona la valutazione dei tecnici nominati dal tribunale — che la corte presieduta dal giudice Tommaso Marvasi può accogliere o modificare — il costo del Nuovo centro congressi è lievitato a 406 milioni euro. E per far fronte ai 53 milioni extra l’amministratore delegato di Eur spa, Enrico Pazzali, ha già ventilato la possibilità di dover ricorrere alla cessione di uno dei palazzi storici che fanno parte della società partecipata al 90% dal ministero del tesoro e al 10% dal Campidoglio, spiegando che ne deriverebbero anche inevitabili tagli al personale per i mancati ricavi che edifici come il Colosseo Quadrato, La lama (l’albergo da 439 stanze sorto accanto alla Nuvola), il Palaeur o il palazzo dell’Arte Antica portano all’ente. La nuova richiesta di 60 milioni (che porterebbe il totale a 466 milioni) nasce da un conteggio aggiornato fatto da Condotte su ulteriori lavori extra, che non comparivano tra quelli presi in esame dai consulenti del tribunale perché eseguiti in seguito. «Sarebbe un gravissimo danno per le casse di una società pubblica», diceva una settimana fa Pazzali.

Il progetto del Roma Convention center (denominazione ufficiale) risale al 2001, ma solo nel 2008, con la presa in carico di Condotte, i lavori per il complesso da 55mila metri quadrati sono partiti. La consegna è avvenuta con tre anni di ritardo per le necessarie modifiche al progetto «imputabili — secondo i consulenti dei giudici — ad Eur spa».

Boxe, è morto Jake LaMotta: il leggendario ‘Toro Scatenato’

All’età di 96 anni l’ex campione del mondo dei pesi medi. Memorabili le sua sfide contro Sugar Ray Robinson

ROMA – E’ morto all’età di 96 anni l’ex campione del mondo dei pesi medi il leggendario Jake LaMotta, conosciuto anche come ‘Toro Scatenato’. Lo ha riferito una delle sue figlie Christi LaMotta sulla sua pagina Facebook senza spiegare però i motivi del decesso. Secondo il sito americano TMZ, LaMotta sarebbe morto mentre era ricorverato in una casa di cura per una polmonite.