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Chieti, il cuore si ferma: salvato in pieno centro dai carabinieri

di Gianluca Lettieri
CHIETI – Un malore improvviso, la caduta a terra, il cuore che si ferma. Armando D., teatino di 61 anni, ha rischiato di morire in pieno centro. L’altra sera, mancavano pochi minuti alle otto, si è accasciato alla fermata dell’autobus di via Asinio Herio, subito grave, senza polso ed esanime: la sua vita stava scivolando via veloce. Fortuna ha voluto che due carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, di pattuglia in città, si siano immediatamente precipitati ad aiutarlo, salvandolo in extremis. A richiamare l’attenzione dei militari è un’amica del sessantenne, che si trova con lui vicino al capolinea dei mezzi pubblici. Sono minuti drammatici. La donna grida, si dispera, lo strattona per farlo riprendere, ma senza risultati. Il vice brigadiere si avvicina subito a quell’uomo disteso sull’asfalto: ha frequentato la settimana precedente, alla Legione Abruzzo, il corso di primo soccorso (Bls, basic life support) e capisce subito che la situazione è critica. Perché Armando è in arresto cardiaco, non respira e ha la lingua arrotolata. Inizialmente i carabinieri mettono in sicurezza la zona, allontanando i tanti curiosi. Poi il vice brigadiere, come prevede il protocollo in circostanze di emergenza, inizia le manovre di rianimazione.
Nel frattempo era stato già allertato il 118 e richiesto il defibrillatore. Il primo passo è liberare le vie respiratorie, mentre l’altro militare alza le gambe dell’uomo per favorire l’afflusso di sangue nel corpo. Non c’è un secondo da perdere, anche perché il sessantenne – come racconta l’amica – soffre di problemi di cuore. Il sottufficiale pratica il massaggio cardiaco: una, due, trenta serie. Grazie al soccorso tempestivo, il suo cuore ricomincia a battere poco prima che si proceda con la respirazione bocca a bocca. Armando torna cosciente, apre gli occhi e prova a stringere il braccio del soccorritore.
L’ARRIVO DEL 118
Sul posto, dopo una decina di minuti dalla prima chiamata, arriva l’ambulanza del 118, che trasporta il sessantenne all’ospedale Santissima Annunziata. Fortunatamente, Armando non è più in pericolo di vita. In tanti assistono alla scena e uno dei testimoni, Giuseppe Di Fonzo, racconta tutto su Facebook: «Ieri sera un signore è caduto per terra, in mezzo alla strada. In quel momento si trovava a passare una pattuglia dei carabinieri. Un ragazzo con la divisa si è subito lanciato sul poverino, facendogli il massaggio cardiaco. Gli hanno salvato la vita». La scorsa settimana è avvenuto un episodio simile a due passi dalla Prefettura: un anziano di 86 anni si è accasciato su corso Marrucino, battendo la testa sull’asfalto. Anche in quel caso il signore era in arresto cardiaco e non respira più. Una serie di circostanze fortunate lo hanno strappato alla morte: l’immediato intervento di un medico di passaggio, che aveva nella sua auto il defibrillatore, e le manovre di rianimazione praticate dal primario del 118 di Chieti, Dante Ranalletta, e dall’infermiere Michele Cozza, impegnati in una riunione istituzionale nella vicina Prefettura.

Giornata Mondiale del Cuore: anche lo sport si mobilita per promuovere la prevenzione

heart-kqtD-U11013155830370gF-1024x576@LaStampa.itEvento promosso dalla World Heart Federation per attirare l’attenzione sui disturbi cardiovascolari responsabili ogni anno 17,5 milioni di morti premature

Come ogni anno dal 2000 a questa parte, il 29 settembre si rinnova l’appuntamento con la Giornata Mondiale per il Cuore, coordinata in Italia dalla Fondazione Italiana per il Cuore, membro nazionale della World Heart Federation.

Un momento per puntare i riflettori sulle malattie cardiovascolari. «ll numero di persone che si ammalano ogni anno di patologie cardiocircolatorie è in costante aumento. Rappresentano la prima causa di morte in Europa e in Italia», spiega Emanuela Folco, Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore.  Ogni anno, infatti, tali disturbi sono responsabili di 17,5 milioni di morti premature; entro il 2030 si prevede che tale dato sia destinato ad attestarsi sui 23 milioni di decessi. Un numero davvero impressionante, ma che si può far scendere attuando un programma di prevenzione efficace.  Le patologie cardiovascolari, infatti, come sostiene con forza la World Heart Federation, si possono prevenire: lo slogan di quest’anno, non a caso è «Tutti insieme per il cuore», per sottolineare l’importanza di condividere, con chi ci sta intorno, il valore della prevenzione. La prevenzione si realizza migliorando lo stile di vita di tutti noi, mangiando bene e con equilibrio per mantenersi normopeso, svolgendo regolarmente attività fisica, quindi ricordandosi dell’importanza di gesti solo apparentemente banali come salire a piedi le scale, di camminare il più possibile, di non fumare e non eccedere con l’alcol.

 

Numeri che fanno riflettere

La morte di una persona vicina a causa di un evento cardiovascolare, scuote e porta a riflettere ed è un evento nient’affatto raro. Come ricorda Emanuela Folco: «Solo in Italia 127.000 donne e 98.000 uomini muoiono ogni anno per malattie del cuore tra cui infarto, scompenso e ictus, e molti di questi decessi si verificano prima dei 60 anni (ISS 2014).

 

Un altro elemento di non trascurabile importanza è la grande incidenza di uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare ovvero l’ipercolesterolemia medio-alta, che colpisce il 36% degli uomini e il 40% delle donne. È decisamente preoccupante il fatto che oltre metà della popolazione nazionale presenti valori maggiori di 200 mg/dL e, quindi, sia oltre la soglia di rischio».

 

La mobilitazione del mondo dello sport

È innegabile come la sensibilizzazione al problema porti a grandi risultati in termini di riduzione della mortalità: ecco perché prevenire resta l’arma più efficace per migliorare la salute cardiovascolare di tutti. Proprio perché la sensibilizzazione su questo tema è di vitale importanza, nel senso più letterale del termine, quest’anno è da segnalare l’interesse della Lega Calcio Serie A. Nel fine settimana precedente la Giornata Mondiale per il Cuore ha espressamente voluto che in tutti i campi fosse esposto lo striscione istituzionale della Giornata a bordo campo a inizio partita.

 

Ha reso possibile, inoltre, la lettura di un messaggio a inizio partita sui temi della giornata del 29 settembre, e ha permesso la proiezione di un video istituzionale di 30 secondi sull’importanza della prevenzione.

 

Per finire, dal 29 settembre all’8 ottobre La Fondazione Italiana per il Cuore promuove l’iniziativa di recarsi a vedere le partite della propria squadra del cuore in bici o a piedi per promuovere e insistere al massimo sul ruolo dell’attività fisica e dei corretti stili di vita ai fini della prevenzione cardiovascolare.