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Travestito da Batman sulla scena di un crimine si presenta ai poliziotti: «Posso aiutarvi?»

Forse è entrato un po’ troppo nella parte il cittadino di Kelowna, nella British Columbia (Canada) che si è vestito da Batman e si è presentato sulla scena di un crimine offrendo agli agenti il proprio aiuto.

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L’uomo, che è abbastanza conosciuto nella comunità locale e si fa chiamare «Okanagan Batman», gira a bordo di una Batmobile, un pick-up nero modificato con il logo dell’uomo pipistrello, e si esibisce in feste ed eventi a tema. Stavolta però non aveva a che fare con bimbi ma con criminali in carne ed ossa. Le  pattuglie di poliziotti in azione e con le pistole in pugno lo hanno allontanato, spiegando di «avere tutto sotto controllo». 

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Paolo Di Lernia famoso chirurgo plastico si racconta a Exito Style

Il Dott. Paolo Di Lernia, famoso e rinomato chirurgo plastico, oggi ci aiuterà a capire degli aspetti fondamentali della sua professione.

D: Qual è la differenza tra Chirurgo plastico e Chirurgo estetico?

R: Il Chirurgo plastico consegue una specializzazione universitaria in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dopo sei anni essendo già laureato in Medicina e Chirurgia e dopo aver vinto un concorso . Il chirurgo estetico non esiste. Qualsiasi medico può effettuare interventi di estetica a suo rischio e autonominarsi tale.

D: Che cosa ne pensa di tutte queste persone che vanno all’estero per sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica convinti di  risparmiare? Rischiano di andare incontro a conseguenze inaspettate? Di che entità?

R: Credo che siano delle persone male informate con una dose di incoscienza. L’intervento può andare bene ma se dovesse esserci una complicanza a chi si rivolgono? I miei pazienti hanno il mio numero diretto in funzione h24 nel post intervento. Inoltre per esperienza, i pazienti che hanno complicanze difficilmente tornano dove li hanno operati e rivolgendosi ad altri chirurghi spesso spendono molto di più di quanto avrebbero pagato inizialmente.

D: Che idea si fatto di quei centri estetici che hanno in dotazione macchinari ed apparecchiature che, per sicurezza e professionalità, dovrebbero essere utilizzate da medici preparati?

R: Dovrebbero essere chiusi e il personale denunciato, ma il problema è la disinformazione di chi si rivolge a loro.

D: Quando consiglia un intervento di chirurgia plastica?

R: Quando un problema è sentito dalla persona tale da dover essere trattato.

D: Le è mai capitato di dire di no ad un papabile paziente?

R: Si, spesso

D: Su quale concetto si base la tecnica di liposcultura VASER?

R: Ultrasuoni che per effetto cavitazione distaccano i lobuli adiposi emulsificando il grasso che dopo viene aspirato da una cannula  collegata ad un sistema di aspirazione. E’una procedura che dovrebbe essere effettuata solamente da chirurghi plastici esperti ed adeguatamente istruiti.

D: Tra i suoi pazienti possiamo incontrare anche nomi noti. Come cambiano le esigenze di chi chiede il suo aiuto?

R: A seconda della percezione della propria immagine corporea rispetto all’attività che si svolge. Ad esempio un’attrice di teatro chiederà un tipo di ritocco più “naturale” rispetto ad una pornostar.

D: Quante persone hanno avuto bisogno di lei per riparare gli “errori” di altri?

R: Parecchie. Solitamente quelle operate da medici “improvvisati” . Una volta ho rimosso protesi mammarie dopo un mese impiantate da un geriatra; altre volte correzioni di nasi operati da otorini o liposculture effettuate da ginecologi, o da dermatologi.

D: Ci sono medici che si appoggiano a centri estetici per iniezioni di sostanze che probabilmente non dovrebbero neanche entrare in un centro estetico. Che cosa ne pensa di questi personaggi e quanto è importante “appoggiarsi” ad una struttura idonea?

R: Il problema è che quasi sempre in questi centri, ovviamente non autorizzati, ci sono medici non specialisti che spesso utilizzano prodotti di “dubbia” provenienza per poter tenere i prezzi bassi. La cosa assurda è che a volte chi utilizza prodotti iniettivi non è personale medico.

D: Quanto è importante che un chirurgo plastico rilasci un certificato di qualità, sia sui prodotti che sul proprio operato?

R: E’ fondamentale rilasciare documentazione sulla tracciabilità di tutto ciò che si impianta e sulla tipologia di intervento e sul luogo dove si effettua l’intervento.

D:  Quale messaggio invia a chi vuole rivolgersi ad un Chirurgo Plastico?

R: Rivolgersi soltanto ad un medico  specialista in Chirurgia Plastica e non avere soltanto il prezzo come punto di riferimento poiché se pensi che un professionista costi molto, non sai quanto ti costerà alla fine un incompetente.

Grazie

Rosa Deriu Miss Mamma Italiana GOLD FASHION: seduce e conquista in web

ROSA DERIU, 48 anni, di Ittiri, (Sassari), come professione sales consultancy conosciuta mamma di un bellissimo ragazzo Andrea di 11 anni.

SASSARI. Lei è di Ittiri e ha 48 anni, è mamma di Andrea, 11 anni, e dopo avere vinto le selezioni regionali di Miss Mamma, conquistando a giugno il titolo di Miss Mamma Sardegna Gold, il prossimo 26 agosto parteciperà alle finali nazionali. Rosa Deriu, laureata in Giurisprudenza, in passato ha collaborato con i quotidiani La Nuova Sardegna e l’Unione Sarda, scrivendo di sport, poi nel 1999 è stata assunta da Videolina dove ha condotto la trasmissione Punti di Vista. Nello stesso anno si è candidata nel Nuovo Movimento di Grauso, senza essere eletta. Successivamente, ha presentato serate musicali a Ittiri, con raccolte fondi per la Thalassemia. Nel 2001 il matrimonio e nel 2007 la nascita del figlio. Negli ultimi anni, Rosa ha lavorato come venditrice telefonica per varie compagnie, usando lo pseudonimo di dottoressa Fiore. A gennaio di quest’anno, la decisione di partecipare alle selezioni di Miss Mamma d’Italia, che l’hanno portata sino alle finali nazionali.

Nel 2001 il matrimonio e nel 2007 la nascita del figlio. Negli ultimi anni, Rosa ha lavorato come venditrice telefonica per varie compagnie, usando lo pseudonimo di dottoressa Fiore. A gennaio di quest’anno, la decisione di partecipare alle selezioni di Miss Mamma d’Italia, che l’hanno portata sino alle finali nazionali. alcune immagine per ripercorrere la sua carriera.

Pilota di jet si getta con il seggiolino. Lo ritrovano mentre beve con un contadino

L’incidente in Oklahoma vicino alla base di Vance. L’aereo, che è esploso nell’impatto, era un jet bireattore da addestramento


Un portavoce dell’Aviazione militare Usa ha reso noto che un pilota dell’Air Force si è gettato con il seggiolino eiettabile con successo prima che il suo jet per l’addestramento si schiantasse nell’Oklahoma occidentale. Gli ufficiali dell’Air Force hanno rivelato che un T-38 Talon bireattore partito dalla base aerea Vance di Enid, in Oklahoma, è precipitato intorno alle 13.45 a circa 70 miglia a ovest della base vicino al villaggio di Chester, una comunità di circa 120 residenti.

Gli ufficiali della base di Vance hanno aggiunto che i soccorritori sono subito arrivati ??sul luogo dell’incidente e hanno trovato il pilota seduto e bere acqua con un contadino. Una pattuglia dell’Oklahoma Highway ha affermato che il pilota è stato espulso dopo aver evidenziato problemi al motore a un’altitudine di 2.000 piedi. Woodward News riporta che il jet è esploso all’impatto, dando fuoco ad un pascolo. Né l’identità del pilota né la causa dell’incidente sono stati resi noti. Una squadra investigativa dell’Aeronautica è stata inviata sulla scena.

Il T-38 Talon è il jet da addestramento supersonico prodotto per primo e in maggior quantità nella storia dell’industria aerea americana. Il modello di base è stata usato per una serie di aerei leggeri da combattimento F-5 Freedon Fighter. Oltre che dai piloti Usaf, i T-38 vengono anche impiegati dai piloti della Nasa e da altri piloti della Nato

Villanova di Guidonia, mucca fugge da un allevamento: ritrovata davanti a una scuola

Scene da “rodeo” per le strade di Villanova di Guidonia. Protagonista una mucca, scappata da un allevamento del quartiere La Botte: ha sconfinato fin sulla Tiburtina in piena notte dando filo da torcere ad una volante della polizia che alla fine è riuscita a bloccarla su via Garibaldi, di fronte alla scuola Giovanni XXIII, dove è rimasta legata ad un albero in attesa della riconsegna. E ieri mattina pioggia di scatti da parte di alunni e mamme colpiti dalla scena insolita.