Tag: donne

Perdite Marroni (Spotting): Prima, Durante E Dopo Il Ciclo Mestruale. E In Gravidanza.

Le Perdite Marroni o Spotting sono quasi sempre da considerarsi come fisiologiche e, per questo, non devono preoccupare troppo. Se invece cambiano colore e consistenza possono diventare un campanello d’allarme lanciato dal corpo della donna. Perdere sostanze dall’orifizio vaginale mette la donne sempre in allarme, non sempre però è giustificato farlo. Analizziamo quali sono le cause e la presenza fisiologica di perdite marroni. Quando cambiano colore e consistenza possono essere un segnale del corpo e quindi va avvisato sempre il Ginecologo.

Cosa sono le perdite marroni? Si tratta quasi sempre di di perdite ematiche, ovvero di perdite di sangue che si presenta più scuro perché stantio e scarso. Infatti, non vengono generate da un flusso continuo, ma da sangue che resta più tempo in vagina e si ossida. Solitamente non sono di origine mestruale. Ci facciamo aiutare a meglio comprenderle dai colleghi della Lines.

Quando si possono verificare? Possono verificarsi perdite marroni:

Prima del ciclo mestruale; Tra un ciclo e l’altro; In caso di gravidanza. Sono anche chiamate spotting, termine tecnico ginecologico.

Nella maggior parte dei casi la comparsa delle perdite marroni non deve destare particolari preoccupazioni, ma può essere importante imparare a individuarne le cause imparando ad ascoltare il proprio corpo, per trovare la soluzione più adeguata a questo piccolo, ma fastidioso problema.

Cause e trattamento. Le cause di perdite ematiche scure possono essere variegate e comunque legate a fattori diversi.

Tra quelli più importanti ricordiamo:

Stanchezza; Stress. Esse costituiscono i primi elementi da considerare quando si verifica la comparsa di spotting, perché possono impattare sull’attività dell’ipotalamo che regola, tra le altre cose, la regolarità del ciclo mestruale.

In questo senso è importante imparare a conoscere il proprio ciclo, perché è un indicatore importante del nostro stato di salute fisica e mentale.

In caso di stress, per far scomparire le perdite marroni bisognerà agire per ridurre le cause. In alcuni casi, per affrontare meglio i fattori stressanti della vita quotidiana, che oltre allo spotting possono avere un impatto negativo sulla salute della donna, potrebbe essere utile un supporto anche dal punto di vista psicologico, specie se allo stress si accompagnano episodi di ansia.

Alimentazione e spotting. Proprio come lo stress, anche i disturbi alimentari come anoressia, bulimia, ma anche obesità, possono incidere negativamente sul ciclo mestruale causando irregolarità e comparsa di spotting.

Quando ci si trova ad affrontare un disturbo alimentare, i preziosi elementi nutrienti che mantengono il corpo in equilibrio vengono a mancare. Una delle prime conseguenze a catturare l’attenzione della donna è proprio l’alterazione del ciclo mestruale.

In alcuni casi il ciclo può scomparire del tutto, in altri può manifestarsi sotto forma di perdite marroni, infine, in altri ancora, può provocare perdite marroni tra un ciclo e l’altro.

Contraccettivi ormonali. Perdite marroni tra un ciclo e l’altro possono comparire come effetto collaterale dei metodi contraccettivi ormonali come pillola, anello e cerotto. Nei primi mesi di assunzione di contraccettivi ormonali la comparsa di spotting è considerata come normale risposta dell’organismo all’assunzione di ormoni estrogeni e progestinici.

La somministrazione di estrogeno e progesterone in continuo, invece che con la sequenzialità cui è abituato il corpo, rende l’endometrio (il cuscinetto che riveste le pareti interne dell’utero) più instabile provocando sanguinamenti anche in giorni diversi da quelli in cui si dovrebbe verificare il ciclo. Normalmente l’organismo si adatta al nuovo equilibrio in pochi mesi, ma se le perdite marroni persistono per più di tre/quattro mesi dall’inizio della terapia ormonale, può essere necessario parlarne con il proprio ginecologo, per valutare il dosaggio ormonale dell’anticoncezionale che si sta assumendo, perché potrebbe non essere adeguato.

L’Ovulazione e le perdite marroni. Nel caso la donna noti una corrispondenza tra la comparsa di perdite ematiche scure e ovulazione, potrebbe essere necessaria un’indagine ginecologica più approfondita, perché un sanguinamento uterino in concomitanza del momento ovulatorio potrebbe indicare un piccolo disequilibrio ormonale che causa uno sfaldamento dell’endometrio, la mucosa che riveste le pareti dell’utero, oppure un cattivo funzionamento delle ovaie, per esempio in caso di Sindrome dell’ovaio policistico.

Per individuare le cisti ovariche sarà necessaria un’ecografia pelvica e un’accurata visita ginecologica per valutare la tipologia delle cisti e, di conseguenza, la terapia più indicata da seguire.

La Gravidanza e le perdite marroni. Nelle prime settimane di gravidanza, la comparsa di perdite marroni può essere il sintomo dell’impiantarsi dell’ovulo fecondato nell’utero.

L’impiantarsi dell’ovulo coincide con il momento in cui l’ovulo fecondato si annida nell’endometrio. Il contatto tra l’ovulo e l’endometrio può causare la rottura di qualche piccolo vaso sanguigno, provocando delle perdite ematiche che possono essere confuse con lo spotting.

In caso di gravidanza comunque, nella maggior parte dei casi alle perdite ematiche si accompagnano altri segnali, come nausee, capogiri, stitichezza e voglie particolari.

Nonostante questo sintomo all’inizio di una gravidanza non debba destare particolari preoccupazioni, è comunque importante informare il proprio ginecologo.

In conclusione, lo spotting non deve destare allarmi e le cause fino ad ora indicate possono essere le più frequenti.

Tuttavia, in alcuni casi, le perdite marroni possono anche essere la manifestazione di patologie più o meno gravi come vaginite, endometriosi, fibromi uterini o tumori.

Quando si escludono le cause più comuni e i fattori come stress e disturbi alimentari, è importante segnalare la persistenza di perdite marroni al proprio ginecologo per procedere con indagini più approfondite per comprenderne l’origine e procedere con la terapia più adeguata.

E voi come gestite le vostre perdite marroni?

Roma, sos violenza sulle donne: “Più stalking e meno abusi”

In crescita gli atti persecutori e il ricorso al carcere. E in un anno sono arrivate oltre ottomila denunce.

Diminuiscono le violenze sessuali, ma crescono i casi di stalking e i maltrattamenti in famiglia. Sono numeri enormi quelli del gruppo di magistrati che si occupa dei reati contro le fasce deboli. Un pool di dodici pubblici ministeri, guidato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che ha per le mani 8.394 fascicoli. Quasi un migliaio in più rispetto allo scorso anno( +11,25%). E che in dodici mesi ha dovuto vagliare 6.733 denunce contro noti, ovvero contro una persona specifica, e 1.800 casi in cui, invece, la vittima non sapeva fare il nome dell’aggressore.

Dati, riferiti al periodo che va dal 1 luglio 2016 al 30 giugno del 2017, che servono a dare la misura di una città in cui donne e bambini continuano a essere nel mirino. Di chi li vuole ferire, certo, ma anche dei magistrati e delle forze dell’ordine che li devono difendere: l’attenzione degli inquirenti è altissima. Sono 526 le misure richieste dai pm del gruppo a cui vanno aggiunti 202 casi di arresti, fermi e allontanamenti urgenti. Procura, polizia e carabinieri, insomma, si danno da fare, ma va detto che i crimini si fanno più efferati: ecco perché, in tanti casi, ci sono gli estremi per far finire gli autori dietro alle sbarre in attesa del processo. Di tutte le misure chieste, in ben 220 casi è stato ritenuto che fosse necessaria la prigione, mentre in 118 casi si è proceduto all’allontanamento dell’abitazione. E questo dato, in particolare, è quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: erano 60.

Salgono anche i numeri degli arresti in flagranza: 76 per maltrattamenti, 71 per violenza e 46 per stalking.

Sono in calo, invece, le violenze sessuali: 633 procedimenti contro i 799 del periodo precedente. Tra queste, 553 sono violenze semplici o aggravate, 59 i casi di atti sessuali con minori e 10 quelli di corruzione di minore. A tutto ciò vanno aggiunti i casi di adescamenti di minore: 633. Un dato preoccupante è quello riferito alle audizioni protette di chi ancora non ha 18 anni: 230, tra cui moltissimi bambini, vittime di violenza. Va detto che nel pool c’è un sottogruppo di tre magistrati che si occupano

solo di pedofilia.

Fanno registrare il segno positivo anche i casi di stalking (1360 fascicoli contro i 1263 dell’anno passato) e di maltrattamenti in famiglia (1522 a fronte dei 1337 del periodo precedente). Lieve flessione, invece, dei femminicidi: 4 quelli consumati e 7 i tentati. L’anno scorso erano stati 5 quelli consumati e 2 i tentati.
Infine i bambini contesi, spesso da mamma e papà: 254 i casi di sottrazione di minore agli atti della procura di Roma.

Giustificare la violenza sulle donne è illogico: una serie di spot lo dimostra con paradossi geniali

”Aveva una gonna troppo corta”, ”Era ubriaca”. Sono tanti gli stereotipi usati per giustificare la violenza sulle donne. Una campagna statunitense antistupro dimostra quanto sia assurda la logica che si nasconde dietro a certe motivazioni. Utilizzando un’arma infallibile: l’ironia.

‘Tocca a noi”. Si chiama così – ”Its’ on us” – la campagna di comunicazione contro i crimini a sfondo sessuale realizzata dalla task force antiviolenza voluta dall’amministrazione Obama nel 2014.
Negli ultimi spot, firmati dal collettivo 101-North Marketing, la realtà viene ribaltata: sono le donne a non rispettare gli uomini o a fingere di non capire le loro intenzioni. Nel primo video una donna assaggia, distruggendola, una torta nuziale proprio sotto gli occhi impotenti del pasticciere che l’ha realizzata. ”Sei stato tu a renderla così appetitosa, è come se mi avessi chiesto di farlo”, esclama la protagonista. Nel secondo, due donne toccano insistentemente un’opera d’arte dopo i tanti moniti del vigilante a non farlo. ”Dici di no, ma in fondo vuoi dirci di sì”, sghignazzano le ragazze, giustificando così le loro azioni.