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Roseto, droga negli hotel in cambio di sesso

Sgominata la gang degli albanesi che spacciava cocaina e marijuana a minorenni e donne direttamente dalle camere prese in affitto.

ROSETO. Droga a minorenni e donne, che quando non riuscivano a pagare le forniture venivano costrette ad avere prestazioni sessuali. Dietro questo traffico c’era una gang costituita da cittadini albanesi, dedita allo spaccio di cocaina e marijuana, sfruttando come basi di appoggio le camere prese in affitto in alcuni hotel della zona di Roseto. La banda della droga è stata sgominata dai carabinieri della compagnia di Giulianova, in un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Silvia Scamurra. Cinque gli albanesi arrestati in diverse zone d’Italia su disposizione del gip del tribunale di Teramo con le contestazioni di spaccio di stupefacenti aggravato ed estorsione. Gli arrestati gestivano la vendita delle dosi dall’interno degli hotel, facilitando l’ingresso degli occasionali acquirenti, fra i quali in particolare c’erano adolescenti e donne, molte delle quali venivano costrette a pagare le forniture con rapporti sessuali. Molti altri venivano minacciati quando si trovavano in difficoltà nel pagamento delle dosi.

DROGA IN MACCHINA E IN CASA, 36ENNE ALBANESE IN MANETTE

GIULIANOVA – Un 36enne albanese, M.B., è stato arrestato dalla polizia stradale di Giulianova (Teramo) dopo essere stato fermato con 3 grammi di marijuana.

Dopo aver trovato droga in macchina, gli agenti hanno deciso di estendere la perquisizione presso la sua abitazione, dove hanno scovato 5 pacchetti di cellophane termo sigillati contenenti 72,4 grammi di cocaina nascosti in un barattolo di vetro.

L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo previsto nella giornata di domani.

Inseguimento in autostrada permette di scoprire maxi traffico di droga

L’arresto di un 40enne residente in Abruzzo ha permesso di stroncare un traffico di droga tra la regione e l’Umbria. Nel complesso sono stati sequestrati 58,5 kg di hashish dalle piazze dello spaccio.

L’attività, durata nel complesso circa 3 mesi, è stata avviata nel mese di giugno scorso quando i Carabinieri della Stazione di Trevi hanno avviato nella zona collinare di Trevi un’attività d’indagine d’iniziativa finalizzata alla repressione dello sversamento illecito di rifiuti speciali al suolo. Nel corso dei servizi svolti sul terreno sia di giorno che di notte, i militari hanno notato fra le campagne l’insolita presenza di un uomo che, in maniera circospetta si addentrava fra i cespugli per raggiungere un canale di scolo delle acque piovane.

E proprio in prossimità del canale i militari hanno fermato l’uomo, un cittadino tunisino di 33 anni residente a Magione, trovato in possesso di 2,7 kg di hashish suddivisa in panetti da 100 grammi cadauno, che
custodiva in un contenitore di plastica occultato proprio all’interno del canale di scolo. La successiva perquisizione all’interno dell’abitazione di Magione ha permesso di rinvenire ulteriori 10,3 kg
della stessa sostanza. L’uomo è stato quindi arrestato e associato alla Casa di reclusione di Spoleto. L’attività d’indagine che ne è scaturita ha permesso in breve tempo agli inquirenti di focalizzare la loro attenzione su un altro cittadino marocchino, 40enne residente in Abruzzo e con numerosi precedenti di polizia, considerato dagli
investigatori il canale di approvvigionamento del connazionale arrestato nel mese di giugno a Trevi.

Pertanto l’uomo è stato intercettato alla guida di un’Audi mentre percorreva a forte velocità l’autostrada A 24. Intuito che quello era il momento buono, si è deciso quindi di passare all’azione. All’uscita del casello di Celano (AQ), i militari di Foligno hanno sbarrato la strada all’uomo che, vistosi braccato anche alle spalle, ha lanciato a forte velocità l’auto facendo saltare la sbarra del casello autostradale ed urtando l’auto dei militari che è
stata fisicamente spostata a causa del forte impatto con l’Audi.

Ne è seguito un rocambolesco inseguimento che ha costretto l’uomo ad abbandonare subito l’auto e darsi alla fuga a piedi per le campagne limitrofe. All’interno dell’Audi sono stati rinvenuti 45,5 kg di hashish suddivisa in panetti da 100 grammi cadauno, confezionati nello stesso modo di quelli sequestrati a Trevi e Magione.

La sua fuga non ha tuttavia impedito agli investigatori di identificarlo ed acquisire importanti elementi di prova a suo carico, permettendo così alla Procura di Avezzano (AQ) di emettere in tempi rapidi una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Intanto il fuggitivo, convinto di aver fatto perdere le proprie tracce e sicuro di averla fatta franca, è stato nuovamente intercettato dagli investigatori dell’Arma folignate nel corso di una gita fuori porta con la sua famiglia verso il litorale abruzzese. Immediatamente fermato, l’uomo non ha opposto resistenza all’arresto ed è stato tradotto presso il carcere di Avezzano, in esecuzione della ordinanza
di custodia cautelare a suo carico.

Ciampino, intercettati alla dogana 2mila carica-cellulari pericolosi

Duemila caricabatterie contraffatti e privisi dei requisiti di sicurezza sono stati sequestrati dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Roma 1, in servizio presso la sezione operativa territoriale di Ciampino. Il personale ha fermato una spedizione proveniente da Hong Kong. La merce, dai controlli, è risultata contraffatta ed è stata sequestrata. Un italiano, titolare di partiva Iva per commercio al dettaglio di prodotti via internet, è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per commercio di prodotti contraffatti.

Cassino, droga nascosta in Municipio: il sequestro della polizia mentre era in corso il Consiglio comunale

di Vincenzo Caramadre
Ormai da mesi gli spacciatori si sentono assediati, per questo sono stati costretti a nascondere la droga lontano dalle loro abitazioni, pensando a un luogo insolito, hanno scelto i piloni di una scala esterna del Comune, ma non avevano fatto i conti con la polizia. La scoperta è avvenuta venerdì sera nell’ambito dei controlli degli uomini diretti dal vice questore aggiunto Alessandro Tocco.  Intorno alle 22 l’attività antidroga ha interessato i giardini e le pertinenze esterne del palazzo comunale, dove c’era il sospetto che gli spacciatori nascondessero la droga. È bastato che i cani si avvicinassero alle scale di emergenza dell’ufficio anagrafe per fare bingo. Sotto un pilone di ferro è stato trovato lo stupefacente: oltre 400 grammi tra hashish e marijuana. I controlli antidroga non sono passati inosservati agli amministratori comunali, riuniti, proprio in quei minuti, in Consiglio comunale. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro si è subito recato sul posto e appresa la notizia del sequestro si è complimentato con gli uomini del dottor Tocco e con i conduttori delle unità cinofile. I poliziotti hanno acquisito le immagini dei circuito di videosorveglianza presenti attorno al palazzo comunale per smascherare l’ignoto spacciatore che, temendo controlli a casa, si è servito di un luogo aperto al pubblico per nascondere la droga.

Droga, guerra allo spaccio: decapitata la holding, restano i cani sciolti

Cassino – Il punto – La polizia non molla la presa e si scatena. Ora si punta ad azzerare anche le nuove leve.

Non più criminali di spessore in grado di gestire un traffico in continuo collegamento col Casertano e il Napoletano, dove la forza dell’intimidazione ottenuta attraverso le armi ha ottenuto in passato risultati “gestionali” incredibili. Guardando da lontano la piazza dello spaccio all’indomani della grande retata legata all’operazione “La Storia Infinita” dei carabinieri, ad esempio, appare un confuso brulicare di piccoli spacciatori. Pesci piccoli, si intende. Quelli più importanti di sicuro restano sui “fondali fangosi” in attesa di tempi migliori.
Ne è la prova la presenza, durante il blitz della polizia alle spalle del Comune di venerdì sera, di informatori giovanissimi quasi tutti minorenni che hanno guardato con attenzione l’intera operazione. Quando qualcuno si allontava o scompariva, ne arrivavano di nuovi. Altrettanto giovani e altrettanto “puliti”: nessuna paura di essere annusati dai cani poliziotto. Loro erano lì “solo” per capire e riferire. Il sequestro di oltre 400 grammi di droga per il weekend ha creato non pochi problemi tanto agli assuntori quanto ai pusher della zona che hanno perso un bel po’ di soldi.

La piazza si svuota

La piazza si è svuotata da un po’. Da quando con l’operazione “La Storia Infinita” erano state fatte scattare le manette ai “re della piazza” con un’inchiesta faraonica in cui erano confluiti episodi di violenza di ogni genere, tra minacce, pestaggi e sparatorie. Tutti finalizzati, più o meno direttamente, a mantenere – sempre in base al quadro accusatorio – il predominio su piazza Labriola, il miglior punto per dominare la città. Era in questo contesto che secondo i magistrati avveniva la divisione dei”compiti”: chi impartiva direttive, chi reperiva i canali di approvvigionamento delle dosi dal Napoletano, chi organizzava la piazza dello spaccio «coordinando l’attività dei soci, stabilendo il prezzo all’ingrosso e al dettaglio». Ordini ben precisi, quelli ricostruiti dagli inquirenti. L’offensiva delle forze dell’ordine non si è mai fatta attendere in un territorio difficile come quello cassinate. «Un territorio che si conferma complesso proprio perché in questa zona confluiscono la criminalità campana e quella laziale. Fondendosi”, come aveva dichiarato in modo perentorio il procuratore Luciano D’Emmanuele. A ogni tentativo di rifondare un cartello criminale strutturato la polizia ha risposto con perquisizioni continue, ispezioni mirate e controlli a tappeto. La guerra resta aperta. E in settimana andranno a processo alcuni degli imputati nella maxi operazione antidroga, quelli che hanno scelto il rito abbreviato.

Roma, traffico internazionale di droga sul litorale: 12 arresti

Retata sul litorale romano, dove la polizia ha arrestato 12 persone accusate di far parte di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti importati dal Sudamerica. Gli agenti della squadra mobile hanno fatto numerose perquisizioni. L’operazione, denominata ‘Regina’, è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Le indagini sono durate circa un anno. L’organizzazione era attrezzata per reperire, acquistare, trasportare e commercializzare rilevanti quantitativi di droga (cocaina, hashish, marijuana) destinata al mercato della capitale. La droga veniva importata dal Sudamerica, in particolare dal Perù, e distribuita in maniera capillare attraverso una rete di pusher con base logistica nel comune di Fiumicino. L’organizzazione era strutturata in modo complesso e composta da una serie di soggetti in stretta sinergia tra loro nella gestione di ogni aspetto, ciascuno con compiti ben precisi.

​Al vertice c’era una donna, Bianca Zarfati, detta la «Regina della neve», pregiudicata anche per reati specifici, la quale intratteneva direttamente i rapporti con il fornitore peruviano. Sotto di sé aveva diverse persone, ma solo a lei spettavano le funzioni organizzative e direttive, non essendovi cogestori o finanziatori: vi era chi si occupava di aiutare il capo, consegnando soldi e preziosi quale corrispettivo della droga importata, chi faceva il pusher, chi il corriere partendo dal sudamerica per prelevare la droga e portarla in Italia o prendendola dopo che arrivava a Milano, chi la occultava per poi spacciarla, chi custodiva i proventi delle cessioni.

L’organizzazione poteva disporre di numerosi mezzi (automobili e cellulari) e materiali (strumenti per la pesatura e il confezionamento della droga) ma anche di abitazioni (sia a Roma che a Fiumicino) e di armi (una pistola Smith & Wesson ritrovata durante l’indagine) oltre che del denaro guadagnato dallo spaccio e utilizzato in parte per acquistare nuove partite di droga.

Tra gli arrestati, di cui 5 in flagranza, figurano italiani (romani in particolare) e stranieri: una cittadina bulgara, 3 donne peruviane e un uomo di etnia albanese. I luoghi di spaccio erano Ostia e Fiumicino, nella maggior parte dei casi, e Roma, il più delle volte con appuntamenti dati dai pusher ai clienti presso la stazione della metropolitana Battistini.

Le indagini sono state fatte con intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, utilizzo dei tracciati gps. Sono stati sequestrati circa 3,5 kg di cocaina e 3 kg di hashish, nonché quasi 150.000 euro e la pistola. I due soggetti più importanti del gruppo sono stati arrestati dopo essere stati trovati in auto con 500 grammi di cocaina nascosta dentro una colomba pasquale ben confezionata come se fosse ancora integra.

​La droga veniva chiamata in diversi modi ma sempre col riferimento al cibo: «pasta», «barilla», «spaghetti» o «rigatoni» ma anche «spezzatino» o «crema»; in qualche caso anche «polline». I prezzi stabiliti dal mini cartello erano di: 80.000 euro al chilo per la cocaina; 2.500 euro al chilo per l’hashish; 1.800 al kg per la marijuana. Quando la droga non veniva fatta arrivare in Italia, passando per Milano, le donne peruviane del gruppo si recavano direttamente in Perù per rifornirsi, acquistandola da un trafficante in particolare, chiamato Nieto, per poi portarla a Roma dove, a seguito delle indicazioni della «Regina», veniva immessa sul mercato romano e i guadagni della vendita subito reinvestiti per nuovi acquisti.

Circa 22 persone ruotavano attorno all’associazione; 12 soggetti ne facevano parte in modo stabile. L’indagine è durata diversi mesi, da settembre 2015 fino ad aprile 2016, ed è stata chiamata Regina, per il soprannome dato da tutti i sodali del gruppo al loro capo, chiamata «Regina» o « Regina della neve».

Isola Liri, violenta lite tra rifugiati: uno è stato trovato con la droga

Carabinieri in azione
di Roberta Pugliesi
Violenta lite nel tardo pomeriggio di oggi ad Isola del Liri. Protagonisti quattro uomini, tutti ospiti di centri di accoglienza migranti del territorio. Due di loro, in particolare, sono quasi arrivati alle mani – per motivi ancora da chiarire – ma le grida hanno attirato l’attenzione di alcune persone che hanno richiesto l’intervento del 112. Sul posto sono arrivate immediatamente due pattuglie di carabinieri, una della stazione di Isola Liri, l’altra di Arpino. I militari dell’Arma hanno sedato gli animi e riportato la situazione alla calma. Ma i quattro sono stati perquisiti ed i carabinieri hanno rinvenuto della sostanza stupefacente, del tipo marijuana, nascosta negli indumenti di un rifugiato, nello specifico di un ospite di un centro di Vicalvi. Un altro, invece, aveva con sè un computer portatile di dubbia provenienza ,poi sottoposto a sequestro. Tutti e quattro sono stati condotti presso la caserma dove sono stati identificati e non si esclude che che possano essere adottati dei provvedimenti. Pare che i Carabinieri abbiano effettuato anche una perquisizione nel centro della Valcomino dove è ospite il giovane che aveva droga indosso.